Mercoledì 07 Febbraio 2018 - 17:30

Per 1,7 milioni di famiglie italiane pagare l'affitto è un problema

L'allarme lanciato da Federcasa: sono il doppio delle abitazioni sociali disponibili

Tour elettorale del candidato alla presidenza della regione Lombardia Attilio Fontana

Oltre 1,7 milioni di famiglie italiane si trovano in una situazione di disagio economico per pagare l'affitto. L'allarme arriva dall'indagine targata Federcasa-Nomisma 'La mediazione sociale nell'attività di gestione del patrimonio Erp', presentata mercoledì a Roma.

Il patrimonio Erp (l'Edilizia Residenziale Pubblica destinata all'assistenza abitativa) ammonta a poco più di 850mila abitazioni, con tassi di turnover molto bassi. Di fatto le famiglie che si trovano in difficoltà quando devono versare l'affitto, il 41,8% dei 4,086 milioni di famiglie in locazione, sono il doppio delle abitazioni sociali disponibili. D'altronde, a livello generale, si registra un aumento della disuguaglianza economica e del rischio di povertà o di esclusione sociale: sono 1 milione e 619 mila le famiglie che in Italia nel 2016 (ultimo dato disponibile) versano in condizione di povertà assoluta.

Le più esposte sono le famiglie con 5 o più componenti sono le più esposte e rappresentano il 43,7% del totale delle famiglie povere, mentre cresce il numero di famiglie con 1 o 2 componenti in condizioni di fragilità. Al dato della povertà assoluta si somma la componente di popolazione a rischio di povertà o esclusione sociale che rappresenta il 30% della popolazione. In Italia, secondo lo studio, le risorse dedicate alle politiche sociali riescono a ridurre il numero di famiglie a rischio povertà di circa il 21%, a fronte di una media europea del 33%.

"Federcasa - commenta Luca Talluri, presidente di Federcasa - è impegnata a costruire, con i fatti, proposte ai propri associati, per migliorare gli aspetti gestionali dell'edilizia sociale italiana. Tuttavia è anche chiamata, nel confronto istituzionale, a spiegare ai livelli decisori che l'edilizia sociale è tornata ad essere una priorità. Non si può più perdere tempo in percorsi inefficaci o astratti. Dobbiamo essere consapevoli che la storia infrastrutturale dell'edilizia sociale italiana ha necessità prioritaria di essere affiancata da nuove forme di gestione della persona e dei nuclei familiari. La sfida è la coesione sociale, la convivenza e la lotta alle marginalità, partendo proprio dalle attenzioni per i cosiddetti esclusi. È da qui che passano sia la convivenza civile tra gli inquilini, sia il rispetto delle regole per una buona gestione del condominio". 

Scritto da 
  • Alessandro Banfo
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