Giovedì 11 Maggio 2017 - 18:45

'1993', la serie ritorna: dopo la rivoluzione, il terrore /VIDEO

30 aprile 1993. Bettino Craxi esce dall'hotel Raphael di Roma e si infila in auto sotto una pioggia di monetine, travolto dall'inchiesta Mani Pulite. Parte da qui '1993', il seguito della fortunata serie '1992' targata Sky Atlantic

'1993', la serie ritorna: dopo la rivoluzione, il terrore

30 aprile 1993. Bettino Craxi esce dall'hotel Raphael di Roma e si infila in auto sotto una pioggia di monetine, travolto dall'inchiesta Mani Pulite. Parte da qui '1993', il seguito della fortunata serie '1992' targata Sky Atlantic. Avevamo lasciato Leonardo Notte (Stefano Accorsi), pubblicitario spregiudicato, intento a tramare per realizzare il suo sogno: fondare un partito e metterne a capo Silvio Berlusconi. E da lì ricomincia la storia. Se il 1992 era stato l'anno della rivoluzione, il 1993 è quello del terrore, delle bombe che scuotono il Paese.

Ma intorno a Notte, ruotano le storie di altri cinque personaggi. C'è Veronica Castello (Miriam Leone), soubrette fragile ma senza scrupoli che sogna la tv con il terrore del tempo che passa. C'è Pietro Bosco (Guido Caprino), parlamentare leghista che cavalca la caduta in disgrazia del Psi. E poi Luca Pastore (Domenico Diele), poliziotto nel pool di Mani Pulite affetto dall'Hiv in seguito ad una trasfusione, Bibi Mainaghi (Tea Falco) che da ribelle figlia di papà si trasforma in impenditrice collusa. Su tutti, un personaggio reale: Antonio Di Pietro (Antonio Gerardi): il magistrato più famoso d'Italia.

Loading the player...

Le loro sei storie si intrecciano fra realtà e fantasia, in un gioco mai sperimentato prima in televisione in Italia. Però il pubblico, dopo la prima stagione della serie, si è ormai abituato. Dalla scorsa stagione a questa si avverte un cambio stilistico, come conferma il regista Giuseppe Gagliardi: "Sarà un thriller politico giudiziario, l'atmosfera è più noir e cupa, la macchina da presa più rigorosa e meno nervosa, per raccontare l'inquietudine dei personaggi attraverso i loro volti".

Volti che ormai il pubblico conosce e ama e che oggi hanno presentato i primi due episodi della serie in anteprima. Il 'papà' di '1992' (che poi si sviluppa in una trilogia con '1993' e l'anno prossimo con '1994'), è Stefano Accorsi che ne è anche protagonista: "L'idea era raccontare la nascita della Seconda Repubblica dall'interno. In '1993' Leo è al fianco a Berlusconi per portare a termine il suo progetto politico. Si dice che viviamo nell'Italia che Berlusconi ha creato. In parte è vero, in parte no: ha portato in luce una parte dell'Italia che era nascosta". E, proprio a proposito del Cavaliere, Accorsi racconta un aneddoto: "Prima delle elezioni del 1994, una notte sognai che Berlusconi era mio padre. Fu un sogno bruttissimo, perchè non volevo ma pensavo che siccome era mio padre lo dovevo comunque amare. Era strano. E' il Berlusconi che è in noi che è stato il vero problema".

E così, fra la vigilia della discesa del Cavaliere in politica, l'inchiesta su Tangentopoli e quella sulla sanità, cronaca e finzione si mescolano in un mix perfetto che, dal 16 maggio prossimo, terrà gli spettatori incollati allo schermo per quattro serate, due episodi per volta. Dopo il 1992 della rivoluzione e il 1993 del terrore, i creatori della serie stanno già pensando a '1994': la stagione della restaurazione. Intanto, quello che è evidente guardando le prime due puntate della nuova stagione si può riassumere nella frase con cui Leonardo Notte chiudeva '1992': "Sarà uno splendido 1993".

Scritto da 
  • Chiara Troiano
Accedi o registrati per inserire commenti.

Ti potrebbe interessare anche

Fazio verso il rinnovo del contratto: passerà da Rai3 a Rai1

Fabio Fazio verso il rinnovo del contratto: passerà da Rai3 a Rai1

Il cda ha dato il via libera ai palinsesti 2017-2018

Rai, Orfeo: Spero di celebrare presto 'matrimoni' con Fazio ed Alberto Angela

Rai, Orfeo: Spero di celebrare presto 'matrimoni' con Fazio ed Alberto Angela

Il neo direttore generale: "Con Carlo Conti siamo già sposati, ne servono altri con qualche grande professionista"

Mara Venier: Io in Rai? Torno se c'è una cosa bella

Mara Venier: Io in Rai? Torno se c'è una cosa bella

"Io non ho nessun tipo di frustrazione, ho tante cose che mi riempiono la vita"

Rai, il cda vota all'unanimità Montanari come direttore del Tg1

Rai, il cda vota all'unanimità Montanari come direttore del Tg1

Gerardo Greco è stato invece nominato alla guida di Radio1 Rai e il Gr