Giovedì 13 Luglio 2017 - 17:45

Acido, difesa chiede riduzione della pena: Boettcher è cambiato

Tra gli elementi a favore di Alex , l'avvocato Limentani ha citato i risarcimenti da "diversi milioni di euro" versati a tutte le parti

Acido, difesa chiede riduzione della pena: Boettcher è cambiato

I legali di Alexander Boettcher, gli avvocati Ermanno Gorpia  e Corrado Limentani, hanno sottolineato come nel broker nel periodo trascorso in carcere si sia verificato un "cambiamento positivo" e hanno invitato i giudici della terza sezione della Corte d'Appello di Milano "a valutarlo" non infliggendo il massimo della pena. In primo grado Boettcher è stato condannato a 23 anni di carcere per le aggressioni con l'acido agli ex di Martina Levato, con la quale dopo un'intensa relazione ha troncato i rapporti. Per i legali, però, la "condotta positiva" dell'imputato prima nel carcere di San Vittore e poi in quello di Bollate e "l'importante lavoro positivo che ha fatto su di se" dopo l'arresto merita di essere valutato e riconosciuto con una riduzione della pena. Per l'avvocato Corrado Limentani, in particolare, dato che si è trattato di un processo molto seguito dai media , "l'opinione pubblica si è creata un pregiudizio per cui agli imputati dei processi dell'acido va dato il massimo della pena - ha osservato - . Sicuramente c'è questa aspettativa", ha aggiunto invitando i giudici a "discostarsi da questa aspettativa".

Tra gli elementi a favore di Boettcher , l'avvocato Limentani ha citato i risarcimenti da "diversi milioni di euro" versati a tutte le parti dei processi dell'acido, dopo aver raggiunto un accordo stragiudiziale e ha consegnato alla Corte una copia del documento sottoscritto. Questa mattina, però, il sostituto Pg Grazia Omboni, che si è opposta al deposito dell'atto, aveva sottolineato che si tratta di risarcimenti avvenuti fuori dal processo e che le cifre non erano state rese note ai giudici, dunque non potevano contare in sede processuale.
Boettcher, per i suoi legali, inoltre, dopo aver "spiegato il meccanismo che ha portato alla commissione dei reati, spiegato il rapporto terrificante che aveva con questa ragazza e parlato" agli operatori dei carceri di San Vittore e Bollate del "disturbo narcisistico" che lo affligge, sta lavorando intensamente su di se. In una lettera, scritta prima del processo di secondo grado, inoltre, dimostra "l'esito di tutto quanto ha fatto finora". Quella missiva non contiene "solo parole" ma per l'avvocato Limentani "è la manifestazione di un cambiamento di un pentimento", accompagnato dal "segnale tangibile" dei risarcimenti accordati a tutte le parti civili dei processi dell'acido. Emblematico è il comportamento tenuto con Stefano Savi, che Boettcher ha detto di non conoscere anche se ha voluto "fare un gesto concreto" nei suoi confronti, versandogli del denaro. "La Levato e Magnani - ha aggiunto - seppur in condizioni economiche meno agiate non hanno fatto niente di simile".

L'avvocato Ermanno Gorpia, invece, ha dedicato un ampio capitolo della sua arringa all'aggressione ai danni di Stefano Savi, che da quanto emerge dalla sentenza di primo grado sarebbe stato sfigurato perché troppo somigliante al fotografo Giuliano Carparelli, vero obiettivo della "banda dell'acido". "Lo scambio di persona non regge", ha detto in aula Gorpia spiegando, tabulati telefonici alla mano, perché il basista della banda Andrea Magnani, avrebbe mentito ricostruendo quel blitz in via Quarto Cagnino nella notte tra l'1 e il 2 novembre 2015. La sentenza è attesa non prima delle 18.
 

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