Giovedì 29 Giugno 2017 - 21:30

Allegri: Faremo grande annata, Juve deve essere protagonista

"Ci siamo assestati fra le migliori d'Europa, siamo diventati grandi in autostima e consapevolezza, ma non basta ancora"

Allegri sicuro: Faremo un'altra grande annata, Juve deve essere protagonista

"Sono pienamente convinto che faremo un'altra grande annata". In un'intervista rilasciata a Paolo Condò per Sky Sport, il tecnico della Juventus Massimiliano Allegri si è raccontato a 360° tra passato, presente e futuro. Partendo dagli obiettivi della prossima stagione. "La sfida è importante, anzi, straordinaria, la Juve deve e può continuare a essere protagonista in Italia, alla ricerca del Settimo Scudetto e della Coppa Italia, e in Europa, con la Champions League", ha spiegato l'allenatore toscano, tornato sulla finale persa a Cardiff. "E' una partita secca, da vincere e basta, la tattica conta meno che sulla doppia sfida, come si è visto in questi anni proprio per esempio con Real e Barcellona - ha ricordato - A Cardiff il Real ha dimostrato di rispettarci molto, aumentando i ritmi solo quando ci hanno visti in difficoltà". Con una precisazione. "E' molto sbagliato considerare questa stagione 'normale' solo per i 40 minuti di Cardiff. Ci siamo assestati fra le migliori d'Europa, dobbiamo continuare a crescere - ha sottolineato - da quella famosa partita con il Malmo, qualche anno fa, di acqua sotto i ponti ne è passata e noi siamo diventati grandi in autostima e consapevolezza, ma non basta ancora".

A proposito della cavalcata verso il sesto scudetto, Allegri ha ammesso che "dopo Firenze ho avvertito il rischio di perdere lo Scudetto, che in realtà percepivo già da qualche settimana: il pericolo di entrare in un vortice negativo e farci raggiungere c'era. Da qui la necessità di spaccare la stagione, di dare una svolta: allora ho pensato a mettere tutti dentro in attacco", ha spiegato in merito al cambio di modulo con il passaggio al 4-2-3-1. "Bonucci deve solamente capire che lui è il futuro leader dello spogliatoio: un giocatore straordinario - ha proseguito il condottiero dei bianconero soffermandosi sui singolo - Buffon è la nostra ancora: abbiamo grandi obiettivi ancora da raggiungere, la Champions sarebbe il coronamento a una carriera straordinaria, quindi non bisogna pensare al futuro. Dybala? Diventerà uno dei più forti giocatori al mondo".

Tornando indietro nel tempo Allegri ha ricordato il suo arrivo a Torino. "Nel 2014 percepii subito la forza della società, fondamentale per raggiungere risultati. Parte dei tifosi erano diffidenti, ed era normale, in quanto erano legati ad Antonio Conte, ma io guardando la squadra ero convinto che si potesse continuare un percorso vincente, sennò non sarei venuto qui - ha rivelato - Il primo anno non ho stravolto nulla puntando a confermarci in Italia e a crescere a livello internazionale. La difesa? Poteva giocare indifferentemente a 3 o a 4, essendo una delle migliori in Europa". L'anno successivo la Juventus si è confermata con una rimonta incredibile nella seconda parte della stagione. "Il secondo anno non è stato semplice, partivamo da addii dolorosi, i 'senatori' dello spogliatoio si trovavano molti compagni nuovi ed era necessaria l'amalgama. Ma io ero convinto che avremmo vinto lo Scudetto, lo ho detto ai giocatori e ho i testimoni: mi faceva ridere vedere chi parlava con troppa facilità di Juve finita - ha concluso - Le legnate che prendemmo ci servirono molto, per compiere lo straordinario percorso di 25 vittorie, una cosa irripetibile: il segreto fu smettere di guardare la classifica e, a ogni giornata, puntare ad agganciare solo la squadra che stava sopra di noi".

 

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