Martedì 24 Ottobre 2017 - 12:15

Anna Frank con la maglia della Roma, Lotito in Sinagoga. Identificati 12 tifosi laziali

Il patron della Lazio al Tempio dopo il caso delle immagini all'Olimpico. L'annuncio: "Porteremo 200 tifosi a Auschwitz". La Procura di Roma apre un'inchiesta

Rappresentanti S.S. Lazio depositano una corona di fiori alla Comunità ebraica

È arrivato a mezzogiorno il presidente della Lazio, Claudio Lotito, insieme a una delegazione della squadra di calcio, alla Sinagoga di Roma, per rendere omaggio con una corona di fiori alla comunità ebraica. Il gesto di Lotito arriva all'indomani della scoperta delle autorità delle immagini e gli adesivi di Anna Frank con la maglia della Roma, portate allo stadio Olimpico durante la partita dei biancocelesti contro il Cagliari. "Siamo qui per ribadire la nostra posizioni di dissociazione contro posizioni di antisemitismo e razzismo", ha detto Lotito. Che ha annunciato: "La SS Lazio promuoverà una iniziativa annuale per portare 200 giovani tifosi in visita a Auschwitz. La maggioranza della nostra tifoseria è con noi contro ogni antisemitismo - ha aggiunto il presidente - Vogliamo fare chiarezza perché non si gioca su fatti su cui non si può giocare e non devono esserci sfottò".

E ancora. La società biancoceleste su volontà del presidente Lotito ha deciso che la squadra scenderà in campo mercoledì sera allo stadio 'Dall'Ara' di Bologna, in occasione del match con i rossoblù, con una maglia commemorativa di Anna Frank. I giocatori la indosseranno durante il riscaldamento pre partita. 

Intanto sono tre le persone già identificate dagli inquirenti della digos di Roma. I tre tifosi laziali individuati hanno tutti precedenti specifici. Prosegue l'analisi dei video catturati dalle telecamere di sorveglianza della struttura, con l'obiettivo di identificare in tempi rapidi tutti i responsabili. 

Sul caso è scoppiata la polemica. L'immagine di Anna Frank con la maglia della Roma e scritte antisemite di ogni tipo come "romanista ebreo" hanno spinto la Figc ad aprire una indagine. Immediata la protesta della comunità ebraica romana.

La procura di Roma ha aperto un fascicolo sulla vicenda. Istigazione all'odio razziale è il reato ipotizzato, dal procuratore aggiunto Francesco Caporale, a carico di ignoti fino a quando non si riuscirà a dare una identità ai tifosi protagonisti della vicenda. Una prima informativa sui fatti verificatisi domenica all'Olimpico durante la partita Lazio Cagliari, è stata inviata dalla digos a piazzale Clodio. Anche Lotito ha fatto sapere che la Lazio s'impegnerà a trovare chi ha ideato gli adesivi e chi li ha stampati.

Durante la visita in Sinagoga di Lotito, accompagnato dai due giocatori Wallace e Felipe Anderson, non era presente una delegazione della comunità ebraica romana. La visita "non era stata concordata" spiegano fonti della comunità, che visto quanto accaduto con le immagini di Anna Frank, con la maglia della Roma, lanciano un messaggio: "Oltre ai gesti servirebbero iniziative concrete da tutti i club".

Si dissociano anche le istituzioni. A partire dal presidente della Repubblica, Sergio Mattarella: "Il volto e le pagine del diario di Anna Frank, la sua storia di sofferenza e di morte a opera della barbarie nazista, hanno commosso il mondo. Utilizzare la sua immagine come segno di insulto e di minaccia, oltre che disumano, è allarmante per il nostro Paese, contagiato, ottanta anni addietro, dall'ottusa crudeltà dell'antisemitismo". Mattarella ne ha parlato con il ministro dell'Interno, Marco Minniti, che secondo quanto riporta il comunicato del Quirinale, "ha assicurato grande impegno per individuare i responsabili di un comportamento così ignobile affinché vengano perseguiti secondo la legge e vengano definitivamente esclusi dagli stadi".

"Sono basito", ha commentato presidente del Coni, Giovanni Malagò che ha definito "a dir poco singolare" la possibilità data ai tifosi della curva nord biancoceleste di accedere alla curva Sud dopo la squalifica del loro settore di appartenenza per cori razzisti. "Noi parliamo di etica tutti i giorni - ha proseguito - poi se si aggirano le norme e non si dà l'esempio si vanifica il lavoro che stiamo facendo. Ha ragione chi dice che questo non è calcio. Così si danneggia una squadra che sta giocando molto bene e un allenatore che sta conquistando tutti". Il numero uno del Coni ha sottolineato anche come tutto nasca "dal fatto che hanno avuto l'opportunità di poter andare in un'altra curva quando la loro era stata squalificata, è una procedura a dir poco singolare". Malagò infine ha spiegato di aver parlato della vicenda con il numero uno Figc, Carlo Tavecchio. "E' giusto che la giustizia faccia il suo corso così come è doverosa l'apertura di un'indagine da parte del procuratore federale - ha dichiarato - sapete benissimo che questa dinamica non riguarda gli organi di giustizia del Coni ma tutto l'ordinamento del mondo del calcio. Probabilmente questa cosa o l'hanno sottovalutata oppure è sfuggita dai radar".

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