Martedì 25 Luglio 2017 - 08:45

Appalti truccati nell'ospedale dei Casalesi: 7 arresti a Caserta

L'accusa è quella di aver manipolato varie gare di appalto per decine di milioni di euro in cambio di tangenti sotto forma di denaro o altre utilità

Operazione DIA a Brescia

Una 'gestione' delle gare pubbliche per servizi e forniture dell'ospedale 'S. Anna e S. Sebastiano' di Caserta, esercitata per oltra vent'anni senza alcun controllo "sul corretto svolgimento dei servizi da parte dalle ditte" e "non manifestando il minimo interesse per la tutela della salute dei pazienti" e degli interessi dell'ospedale. È finito in manette con altre sei persone il supermanager Carmine Iovine, cugino del boss dei Casalesi Antonio Iovine, detto o'ninno, e dal 1995 al 2004 ai vertici dell'azienda come direttore sanitario e poi come direttore medico.

Per gli inquirenti continuava a esercitare, direttamente e attraverso collaboratori, il controllo sugli appalti "indipendentemente dalla carica formale rivestita". L'operazione condotta dagli agenti della Dia di Napoli su disposizione del gip del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere, ha colpito 7 persone tra dirigenti e funzionari dell'ospedale e imprenditori napoletani e casertani. Le indagini hanno portato alla luce la manipolazione di varie gare di appalto per i servizi di mensa, di pulizia e di sterilizzazione e di somministrazione di lavoro, per decine di milioni di euro, in cambio di tangenti sotto forma di denaro o altre utilità.

Accertati anche "innumerevoli" falsi in atti pubblici, necessari per omettere i controlli sul corretto svolgimento dei servizi da parte dalle ditte affidatarie. Iovine, per gli inquirenti, "pur a conoscenza di reiterate e gravi situazioni di irregolarità nell'esecuzione dei servizi da parte di quasi tutte le ditte, non ha proceduto a contestare" quanto accadeva, "favorendo anzi, nel corso degli anni, il prosieguo dell'affidamento dei servizi alle stesse ditte". Iovine avrebbe infatti falsificato centinaia di verbali di ispezione, richiesti dalla Dia, redigendoli "ora per allora" per nascondere il mancato controllo nel corso degli anni. Tra gli arrestati i titolari di due ditte di lavaggio della zona: Antonio Alterio (Saf srl) e Nicola Buonafede (American Laundry), oltre agli imprenditori Michele Tarabuso (Des Srl) e Marco Napolitano (Manutencoop). In manette anche Domenico Ferraiuolo, Pasquale Picazio e lo stesso Carmine Iovine.

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