Giovedì 15 Marzo 2018 - 11:00

Violenza a Milano: fermato l'uomo che ha aggredito la coppia

Picchiato lui, stuprata lei. Il sospettato è un 24enne di nazionalità colombiana

I carabinieri della compagnia Milano Porta Monforte hanno sottoposto a fermo Freylin Lopez Villa, cittadino colombiano classe 1993, perché ritenuto responsabile della violenza sessuale e della rapina a una coppia italiana avvenuta lunedì poco prima della mezzanotte in via Peressutti (Ripamonti/Chopin). 

"Armato di pistola, li ha dapprima rapinati e poi ha percosso il ragazzo 24enne e violentato la ragazza 19enne. Abbiamo avviato un'immediata e serrata indagine anche sul territorio - ha spiegato il maggiore Maurizio De Angelis, comandante della compagnia di Porta Monforte, a margine di una conferenza stampa -. Nella serata, siamo riusciti a individuare con certezza l'autore e abbiamo acquisito importantissimi elementi probatori nei suoi confronti e abbiamo con l'autorità giudiziaria il provvedimento di fermo".

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Il giovane, ha aggiunto, "è stato rintracciato in un giardino pubblico vicino alla sua abitazione, nella nottata". "Innanzitutto, la descrizione dell'autore del reato fornita dalle due vittime - ha spiegato ancora il maggiore - è stata essenziale e importantissima. Dobbiamo immaginare che l'aggressione è durata a lungo, per cui loro hanno avuto modo di guardare bene il loro aggressore e imprimere nella loro memoria dei dettagli per noi importantissimi come i vestiti e i monili che portava addosso, che abbiamo rinvenuto. Così come siamo riusciti a rinvenire la pistola utilizzata per l'aggressione, una pistola giocattolo che il giovane aveva occultato nei pressi della propria abitazione. Allo stesso tempo, siamo riusciti a rinvenire la vettura delle due vittime con cui l'aggressore si era allontanato repentinamente. La macchina era nei pressi della sua abitazione".

Il 24enne, di nazionalità colombiana, "era già noto alle forze dell'ordine per reati contro il patrimonio", ha spiegato il comandante della compagnia dei carabinieri di Porta Monforte. "E' un individuo che probabilmente non ha un lavoro fisso e vive di espedienti. Non ha una famiglia in Italia". "L'identikit delle vittime è stato determinante in un momento successivo dell'indagine, quando avevamo già un indiziato. Anche l'attività informativa ha avuto il suo peso e ci ha indirizzato in maniera molto rapida. Nella scena del crimine, non ci sono sistemi di videosorveglianza. Non è stato trovato un coltello e non abbiamo contezza dell'idea che ci fosse o meno", ha sottolineato De Angelis.

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