Mercoledì 02 Agosto 2017 - 07:45

Atletica, la difficile eredità di Bolt: cercasi nuovo re della velocità

Il fuoriclasse giamaicano appenderà gli scarpini al chiodo dopo i Mondiali di Londra. E trovare un degno sostituto sarà un'impresa

Atletica, la difficile eredità di Bolt: cercasi nuovo re della velocità

I suoi avversari probabilmente saranno felici di vederselo di fianco sui blocchi di partenza per l'ultima volta, ma per il mondo dell'atletica e per tutti i tifosi ed appassionati l'ultima esibizione di Usain Bolt in un grande evento sportivo sicuramente non sarà una bella notizia. Il fuoriclasse giamaicano, dominatore assoluto della velocità nell'ultimo decennio, appenderà gli scarpini al chiodo dopo i Mondiali di atletica di Londra. A 30 anni Bolt ha riscritto la storia dell'atletica vincendo l'oro nei 100 e 200 in tre Olimpiadi consecutive, impresa mai riuscita a nessuno. Senza la squalifica nei 100 nel 2011 a Daegu avrebbe avuto la possibilità quest'anno di completare la stessa doppietta in cinque Mondiali di fila. In un'epoca caratterizzata dagli scandali doping, il fulmine giamaicano ha quasi da solo tenuto a galla questo sport, ma il suo regno incontrastato è ormai giunto al termine, permettendo anche ad altri velocisti di assaporare il gusto della vittoria.

Nella lista di chi prenderà il suo posto sul gradino più alto del podio nei 100 metri sia a Londra che dopo, l'indiziato numero 1 sembrerebbe essere il canadese Andre De Grasse. "Lui quando conta c'è. Questo è il segno di un veterano. Anche se è da poco in questo sport", ha detto all'agenzia Reuters Justin Gatlin, medaglia d'oro olimpica in 2004 e argento dietro a Bolt a Rio lo scorso anno. Anche il Sudafrica sta tirando fuori una nuova generazione di stelle, guidati da Akani Simbine e da Thando Roto anche se con i loro campionati nazionali che si svolgono a marzo potrebbe essere difficile raggiungere il picco di forma ideale due volte in una stagione a così tanti mesi di distanza e questo potrebbe ostacolare le loro speranze di vittoria a Londra. "E' difficile essere in condizione nel mese di marzo per i campionati nazionali e poi trovare un altro picco di condizione a metà agosto", ha detto l'ex campione del Mondo dei 200 metri Ato Boldon sempre alla Reuters. Anche gli Stati Uniti potrebbero dire la loro, potenza tradizionale nello sprint ma nell'ultimo decennio macchiata dai casi di doping che hanno visto protagonisti Gatlin e Tyson Gay. Tuttavia, proprio l'americano Christian Coleman ai Trials ha firmato la miglior prestazione dell'anno sui 100 metri con 9.82, mentre Trayvon Bromell ha vinto il bronzo ai Campionati del Mondo di due anni fa ad appena 20 anni.

Ma per qualsiasi atleta anche solo avvicinarsi allo strapotere, al carisma e alla popolarità a livello planetario di Bolt sarà ben altro discorso. "Servirebbe qualcuno capace di dominare, ma nessuno lo sta facendo", ha detto l'ex campione olimpico nei 200 e 400 metri Michael Johnson. "Servirebbe qualcuno che abbia qualcosa di speciale anche in termini di personalità", ha aggiunto l'ex campione l'americano alla Reuters. "Nell'atletica dopo il mio ritiro non era come oggi. Ed era otto anni prima dell'arrivo di Bolt", ha ricordato
Johnson uno di quelli che credono questo sport abbia bisogno di lavorare di più per promuovere se stesso piuttosto che aspettare un "nuovo Bolt" comparire sulla scena. "Non credo che lo sport dovrebbe dipendere da questo", ha detto ancora l'ex record del Mondo nei 200 e 400. "Se le Federazioni non faranno nulla per promuovere questo sport, ma penseranno solo a cavalcare l'onda di un grande atleta allora sarà difficile", ha spiegato ancora Johnson. "Questo è un grande sport, ma se vogliamo promuoverlo serve un certo tipo di lavoro. Non è così facile", ha concluso l'ex campione olimpico.

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