Mercoledì 04 Aprile 2018 - 19:00

Caravaggio, sparatoria nella sala slot: morti due conviventi. Confessa un fratello

Il movente legato a questioni sentimentali. Le vittime sono un uomo e una donna di 50 e 40 anni

Duplice omicidio in una sala slot  a Caravaggio, Bergamo

Niente mafia o regolamento di conti. Il duplice omicidio della sala giochi di Caravaggio ha motivi del tutto passionali. L'assassino è il fratello di una delle due vittime. E' arrivato al locale, il Gold Cherry, in macchina (una Panda) insieme a una sorella. I due sono scesi, sono entrati nella sala giochi dove Carlo Novembrini, 51 anni, originario di Gela, artigiano con un passato di mafia (era stato al 41 bis in quanto affiliato al clan Madonia) e la sua convivente (abitavano a Segnano, vicino a Cremona) Maria Rosa Fortini, 40 anni, impiegata in un'impresa edile, stavano bevendo un drink. L'assassino si è avvicinato tranquillamente, ha estratto la pistola e ha sparato a Novembrini. Le vittime hanno capito all'ultimo istante. Lei si è quasi gettata addosso al suo uomo forse per proteggerlo. Due proiettili per uno, gli astanti pietrificati, nessun ferito, nessuna minaccia e i due killer sono usciti.

I carabinieri hanno effettuato tutti i rilievi all'interno della sala, posta sotto sequestro, ed esaminato le riprese delle telecamere posizionate al di fuori del locale, che si trova lungo l'ex statale Padana Superiore, nei pressi di un centro commerciale. In un primo momento si è pensato a una rapina. Ma le immagini e le testimonianze (a parte il fatto che gli assassini non avevano neanche guardato la cassa) raccontavano una storia diversa. Storia di mafia e di vendette trasversali? La vicenda giudiziaria di Novembrini e l'accento meridionale del killer rilevato dai testimoni potevano farlo pensare.

Ma le indagini, coordinate dal sostituto procuratore di Bergamo, Gianluigi Dettori, che ha effettuato un sopralluogo sulla scena della sparatoria, hanno preso un'altra piega. Le immagini delle telecamere hanno portato a identificare quasi con certezza il fratello, Maurizio Novembrini, e la sorella della vittima. L'uomo è stato rintracciato e interrogato. Nella notte ha confessato. Sembra che proprio in questi giorni, l'assassino fosse venuto a conoscenza di un vecchio tradimento: la sua compagna era stata l'amante del fratello maggiore. Novembrini junior non ci ha pensato su due volte, ha chiamato la sorella ed è partita la spedizione punitiva. Con la Panda e una pistola a giustiziare il fratello e la sua donna nella sala giochi di Caravaggio. 

La coppia lascia un figlio ventenne e due bambine piccole. Per Novembrini, arrestato dai carabinieri, l'accusa mossa dal pm Gianluigi Dettori della procura della Repubblica di Bergamo è di omicidio plurimo pluriaggravato dalla premedazione, dall'aver usato un'arma e dall'aver compiuto il fatto in danno di congiunti. Ora rischia l'ergastolo. Gli investigatori non escludono che il duplice omicidio possa inserirsi nel contesto malavitoso della famiglia

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