Mercoledì 30 Maggio 2018 - 09:00

Borsa, spread in calo: sotto i 250 punti. Milano accelera

Le banche scattano in avvio: +2% per Banco Bpm e Bper

L'Economia del Corriere compie un anno: evento L’Italia genera futuro alla Borsa di Milano

Lo spread si raffredda e la Borsa di Milano rifiata in attesa da nuovi sviluppi della politica. L'indice milanese Fte Mib sale del 2,09%, mentre il differenziale tra il Btp e il Bund tedesco torna sotto quota 250 punti, a 247 punti base, in chiusura, con il tasso del decennale italiano al 2,84% sul mercato secondario dopo aver toccato nei giorni scorsi i massimi dal 2012. Ma un segnale preoccupante arriva dall'asta del Tesoro, che vede raddoppiare i rendimenti da pagare agli investitori per il cosiddetto rischio Italia.

E intanto Moody's annuncia che potrebbe tagliare il rating di 12 banche e 6 utility italiane, in scia alla stessa minaccia sul debito sovrano dell'Italia. Via XX Settembre vende tutti gli 1,75 miliardi di euro di bond quinquennali offerti oggi, registrando un tasso di interesse al 2,32%, pari a un incremento di 1,75 punti percentuali rispetto al collocamento di aprile. Sui decennali il Tesoro si ferma a 1,82 miliardi contro i 2,25 miliardi del tetto d'offerta. Il rendimento, infatti, balza di 1,3 punti percentuali al 3%. Completano il quadro 2 miliardi di euro di Ccteu, con un tasso che cresce al 2% di 1,77 punti.

Un funzionario del Tesoro statunitense, interpellato in occasione degli incontri in vista del G7 finanziario di questa settimana, ritiene che sarebbe meglio per l'Italia e gli altri Paesi dell'area euro risolvere le questioni aperte senza grandi cambiamenti nell'unione monetaria. "A questo punto non vedo alcun impatto sistemico", afferma il funzionario. Anche la Bce è cauta. Fonti interne all'Eurotower rivelano all'agenzia Reuters che l'istituzione presieduta da Mario Draghi sta seguendo con attenzione gli sviluppi del mercato e gli effetti della crisi politica sull'Italia, ma in questo momento non vede alcun morivo per intervenire. "Nessuna banca centrale reagirebbe a eventi sulla scia di fatti che si sono manifestati in pochi giorni", fa notare la fonte ricordando che siamo di fronte a una crisi politica. Certo è che i rischi restano. Gli ultimi dati della Bce rivelano che, nel mese di aprile, le banche italiane hanno acquistato debito pubblico per un valore di 6,5 miliardi di euro. Si tratta del quarto mese consecutivo di acquisti di Btp da parte del settore bancario italiano. Il carico di titoli del Tesoro spinge Moody's a mettere sotto osservazione 12 gruppi bancari italiani per un possibile downgrade. "La revisione per l'eventuale downgrade è stata suggerita dall'azione corrispondente sul rating dei titoli di Stato Baa2 dell'Italia", chiarisce l'agenzia, che potrebbe valutare anche "un deterioramento delle valutazioni del merito di credito delle banche interessate, determinato, ad esempio, da un generale peggioramento dell'ambiente operativo o da specifici peggioramenti della qualità degli asset, con perdite o capitalizzazione ridotta".

Le banche nel mirino di Moody's sono: Unicredit, Intesa Sanpaolo, Banca Imi, Cdp, Mediobanca, Fca Bank, Bnl, Credem, Credit Agricole Cariparma, Cassa Centrale Raiffeisen, Invitalia e Banca del Mezzogiorno. Secondo il presidente di Intesa Sanpaolo, Gian Maria Gros-Pietro, l'Italia ha bisogno di una politica "stabile", per ridare fiducia agli investitori. Lo spread è "l'effetto di movimenti che si verificano sui mercati", afferma Gros-Pietro, e "sale perchè ci sono degli investitori che avevano investito in titoli italiani e che li stanno vendendo". Le utility che potrebbero subire un declassamento sono Cdp Reti, Compagnia Valdostana delle Acque, Hera, Italgas, Snam e Terna. Tuttavia, per quanto riguarda Terna, Moody's conferma il giudizio a breve termine.

 

Segnali di miglioramento da Piazza Affari dopo i ribassi e la febbre dello spread dei giorni scorsi. Nonostante prosegua il clima di incertezza politico, Milano chiude in rialzo del 2,09% a 21.797,82 punti. Positivi anche i principali listini europei, con Francoforte in testa che segna un rialzo dello 0,93% a 12.783,76 punti. Rientra l'ondata di speculazione sul debito italiano, con lo spread tra Btp e Bund tedeschi che chiude in calo a 247 punti base. Il tasso del decennale italiano si ferma al 2,84% sul mercato secondario. Recuperano terreno soprattutto i titoli bancari, che nei giorni scorsi hanno subito maggiormente gli effetti dei ribassi di Piazza Affari. Mediobanca conquista il primo posto del listino principale di Milano e in chiusura guadagna il 7,06% a quota 8,224 euro.

Bene anche Finecobank, che sale del 6,44% a 8,468 euro, Banco Bpm che cresce del 3,24% a 2,168 euro e Intesa Sanpaolo, che termina in progresso del 2,98% a 2,521 euro. Alcuni di questi istituti rientrano però tra i 12 gruppi bancari italiani che Moody's ha messo sotto osservazione per un possibile downgrade a mercati chiusi, dopo che nei giorni scorsi l'agenzia di rating ha aperto a un taglio del giudizio sul debito sovrano dell'Italia. Sul listino principale di Milano brilla il titolo di Fca, che termina gli scambi in rialzo del 4% a 19,01 euro.

In attesa della presentazione ufficiale venerdì prossimo del nuovo piano industriale a Balocco, arrivano alcuni rumors sulle linee strategiche che verranno illustrate dall'a.d. Sergio Marchionne. Secondo quanto riportato da Bloomberg, il futuro del gruppo italo-americano passa per lo sviluppo dei Suv Jeep e per Maserati. Fca starebbe inoltre valutando di mettere Alfa Romeo e Maserati in una unica divisione, una mossa che potrebbe essere letta dagli investitori come un primo passo verso un eventuale spinoff. Sul fronte dei rialzi si distingue anche Poste Italiane, che il giorno dopo l'assemblea dei soci termina gli scambi in rialzo del 4,19% a 7,308 punti. L'assise ha approvato un dividendo di 42 centesimi per azione. Buona la performance di Unipolsai, che chiude in progresso del 4,12% a 1,969 euro sull'ipotesi riferita dal sito di Reuters di un rafforzamento della controllante Unipol nel capitale della compagnia assicurativa. Maglia nera invece per Cnh Industrial, che a fine giornata perde l'1,37% a 10,105 euro. In lieve calo anche Prysmian che perde lo 0,04% a 23,51 euro e Ubi banca, che lascia sul campo lo 0,03% a 3,26 euro. Il titolo dell'istituto è comunque in miglioramento dopo i diversi stop al ribasso dei giorni scorsi.

Scritto da 
  • Lorenzo Allegrini
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