Domenica 02 Luglio 2017 - 12:00

Brescia, molotov contro hotel che ospiterà profughi

Nella notte tra venerdì e sabato colpito un albergo di Vobarno. Salvini: Colpa del governo

Migranti, 1216 sbarcati a Salerno

Almeno due molotov sono state lanciate contro un hotel di Vobarno, in provincia di Brescia. E' successo nella notte tra venerdì e sabato all'albergo 'Eureka', chiuso da circa quattro anni. Secondo la prima ricostruzione dei carabinieri di Salò non ci sarebbero feriti: alcune persone, armate di mazze e molotov, avrebbero sfondato un vetro per poi gettare all'interno dell'edificio le bottiglie incendiarie. La struttura, attualmente chiusa al pubblico, sarebbe destinata ad ospitare dei profughi richiedenti asilo. Trentacinque, in tutto, quelli previsti per la cittadina. Sull'atto, che potrebbe essere un gesto intimidatorio, indagano i carabinieri. Intanto, in un crescente clima di odio, nella notte un altro incendio ha devastato la tendopoli di San Feridinando, in provincia di Reggio Calabria, dove nel periodo estivo vivono alcune centinaia di migranti. Una persona sarebbe rimasta lievemente ferita. Il rogo ha distrutto baracche e tende della protezione civile.

E dopo la cronaca, in giornata, arrivano i commenti della politica. "Ogni episodio di violenza legato all'invasione clandestina, che ovviamente condanniamo, è responsabilità di un governo complice e incapace, che sta trasformando le città italiane in campi profughi", dice il segretario della Lega, Matteo Salvini. Per l'onorevole Paolo Grimoldi, deputato Lega Nord e segretario della Lega Lombarda-Lega Nord, "non possiamo che condannare l'atto violento commesso nel bresciano all'hotel di Vobarno, e auspichiamo che i responsabili ne rispondano quanto prima in base alle leggi. Detto questo è evidente che ormai in Lombardia la misura è colma: stiamo ospitando nelle strutture e negli hotel oltre 28mila immigrati richiedenti asilo". Per Grimoldi la Lombardia sta diventando "una polveriera a cielo aperto".

Si esprire sui fatti anche Fratelli d'Italia. "Non si può non condannare il lancio di molotov contro l'albergo di Brescia destinato ad ospitare dei migranti", scrive in una nota Andrea Putzu di Fi. Per Putzu "ogni tipo di violenza è sbagliato. Ma deve essere ben chiaro che ad armare la mano dei violenti non siamo noi che quotidianamente denunciamo la disastrosa situazione del sistema di accoglienza in atto nelle province italiane, ma chi questo sistema lo ha promosso, permettendo che si creassero in contesti difficili e già attraversati da perduranti crisi economiche e sociali delle situazioni di tensione e inevitabile dissenso".

Sull'episodio interviene anche il Partito democratico. "Il caso di Brescia deve far riflettere la politica. Il problema dei migranti è serio e bisogna trovare una soluzione con l'Europa. Salvini la smetta di recitare il solito ritornello sul governo 'complice' dei clandestini - afferma Stefano Pedica del Pd - Come eurodeputato dovrebbe collaborare per una soluzione intelligente e non populista. Capisco che per il leader della Lega stare a Bruxelles, dove lo pagano profumatamente è difficile - attacca Pedica - ma in alcuni casi farebbe più bella figura a parlare nella sede opportuna e stare zitto nel suo Paese. Visto che continua a spararle sempre più grosse Salvini arriverà a dire che salverà l'Italia dai migranti chiudendo i confini dell'Italia e piazzando ad ogni lato della penisola le guardie padane?".
 

Scritto da 
  • Ester Castano
Accedi o registrati per inserire commenti.

Ti potrebbe interessare anche

Camera dei Deputati. Voto finale sul DL Vaccini

Lombardia, finora 717 bambini risultano non vaccinati

I dati forniti dalla Regione che, adesso, dovrà avviare il percorso di recupero con le famiglie

Brescia, bimba di un anno muore azzannata da due pitbull

Brescia, bimba di un anno muore azzannata da due pitbull

E' successo nel comune di Flero. Ferito il nonno

Giornata mondiale della donazione del sangue

Chikungunya, primi casi in Marche e Lombardia

Raccolte straordinarie di sangue in tutta Italia

Sanità, ditta protesi corrompeva chirurghi: 21 indagati

Sanità e corruzione, chirurghi pagati da una ditta di protesi: 21 gli indagati

Misure cautelari e perquisizioni nell'operazione della guardia di finanza di Milano