Sabato 12 Maggio 2018 - 19:30

Cannes, dopo scandalo Weinstein, il giorno delle donne del cinema: "Ora regole per parità salariale ed equità"

La manifestazione di 82 star decise a rivendicare i loro diritti alla luce del caso Harvey Weinstein

"Sfidiamo i nostri governi e i nostri poteri pubblici perché applichino le leggi sull'uguaglianza salariale. Chiediamo alle istituzioni di organizzare attivamente la parità e la trasparenza nelle istanze di decisione. Vogliamo equità e reale diversità nei nostri ambienti professionali". Così la cineasta Agnès Varda, parlando dal red carpet del Festival del cinema di Cannes, nell'annunciata manifestazione di 82 star decise a rivendicare i loro diritti alla luce del caso Harvey Weinstein, il produttore hollywoodiano accusato di molestie sessuali e stupro da oltre cento donne.

 Un'azione simbolica, su iniziativa del collettivo francese contro le disuguaglianze nella 7a arte '50/50 en 2020', che si colloca nell'ambito di quell'impegno a sostegno di #MeToo e Time's Up che Cannes sta portando avanti, a partire dall'apertura di una linea telefonica per la denuncia di molestie e dall'invito a comportamenti corretti.  

Al fianco di Varda, che ha letto la rivendicazione in francese, ha preso la parola anche la presidente della giuria, l'australiana Cate Blanchett, che si è invece espressa in inglese. Le due star hanno ricordato che 82 è il numero di registe le cui opere sono state in concorso a Cannes dalla prima edizione del 1946, mentre gli uomini sono stati 1.688. E che se 71 registi sono stati premiati con la Palma d'oro, le donne premiate sono state due: Jane Campion nel 1993 con 'The Piano Lesson', ex aequo con il cinese Chen Kaige, e la stessa Varda nel 2015, con la Palma d'oro alla carriera. 

"Le donne non sono minoritarie nel mondo, eppure la nostra industria dice il contrario", hanno ancora sottolineato Varda e Blanchett. Attorno a loro sul tappeto rosso, tra le altre, Salma Hayek, Marion Cotillard, Jane Fonda, Claudia Cardinale e Julie Gayet. Il Festival aveva lanciato un primo segnale alle donne che lavorano nel cinema scegliendo una giuria prevalentemente femminile, dopo le critiche per la sottorappresentazione delle professioniste che lavorano nel settore. La marcia simbolica sul tappeto rosso è stata organizzata prima della proiezione di 'Filles du soleil', film della prima delle tre registe in lizza per la Palma d'oro, la francese Eva Husson.
 

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