Sabato 29 Luglio 2017 - 14:30

Caserta, la falsa fuga del "Re Gay 2013". Era stato ucciso per gelosia

L'assassino ha confessato: "Aveva una relazione con il mio compagno". Ammazzato e gettato in mare

Di Vincenzo Ruggiero, 25 anni di Parete (Napoli) non si sapeva più niente dallo scorso 7 luglio. Gli amici della comunità gay partenopea (Vincenzo era stato eletto "Re Gay" nel 2013) lo cercavano insieme alla madre. Alcuni anche preoccupati

per la sua sorte, ma anche tranquillizzati dall'idea e dai riscontri delle indagini che sembravano portare a un allontanamento volontario. Questa mattina, invece, la notizia che Vincenzo era stato vittima di un omicidio ben congegnato. Nel corso della notte, nell'ambito di un'indagine coordinata dalla procura della Repubblica di Napoli Nord, i carabinieri del Reparto Territoriale di Aversa (Caserta) hanno fermato Ciro Guarente anni 35, originario di San Giorgio a Cremano ma residente a Giugliano in Campania, che adesso è indagato per omicidio ed occultamento di cadavere. Guarente ha confessato.

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Un omicidio scaturito dalla gelosia. Il trentacinquenne ha confessato: "Temevo che Vincenzo avesse una relazione con il mio compagno". Un ex in realtà, Heven Grimaldi, una trans, che Vincenzo Ruggiero frequentava da un po' di tempo. Esasperato, la sera del 7 luglio Guarente è entrato di nascosto in casa di Vincenzo e ha atteso il suo arrivo. C'è stata una lite e Guarente ha poi raccontato che i due hanno alzato le mani. Vincenzo sarebbe caduto e avrebbe sbattuto la testa contro lo spigolo di un mobile. Pensandolo morto, l'assassino ha deciso di mettere in scena la "fuga" del giovane. Ha caricato in macchina alcune valigie di vestiti e oggetti e, alla fine, ha trascinato nel portabagagli anche il corpo inanimato di Vincenzo e lo ha portato fino a Licola dove l'ha buttato in mare.

Tutta questa scena è stata inquadrata e immortalata dalle telecamere installate sullo spigolo della palazzina di fronte. Nell'ordine, si vede Guarente che entra in casa di Ruggiero, poi l'arrivo di Vincenzo e, infine, alcune ore più tardi, l'assassino che sposta la macchina, la posiziona davanti al cancello della villetta e carica alcune valigie e, poi, un oggetto ingombrante e pesante che dovrebbe essere il corpo di Vincenzo. Nei giorni successivi, lo stesso Guarente, sulle pagine Facebook della comunità gay, si è fatto vivo fingendosi stupito e preoccupato per la "fuga" di Vincenzo Ruggiero. Le indagini, ovviamente, continuano e i carabinieri, adesso, sperano di avere elementi sufficienti per recuperare il corpo del giovane.

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