Sabato 30 Giugno 2018 - 10:30

Conti pubblici, lo studio di Cottarelli: "Senza Monti il debito sarebbe al 145% del Pil"

Il calcolo dell'Osservatorio diretto dall'ex commissario alla spending review: "Impossibile ridurre rapporto con manovre espansive"

Il rapporto tra debito pubblico e Pil, in assenza della stretta operata da Monti, "sarebbe cresciuto più rapidamente di quanto osservato, arrivando nel 2018 a 142,1 per cento (circa 11 punti percentuali al di sopra di quanto attualmente previsto per il rapporto tra debito pubblico e Pil alla fine di quest'anno)". E' il calcolo dell'Osservatorio sui conti pubblici italiani, fondato e diretto da Carlo Cottarelli presso l'Università Cattolica di Milano. La simulazione è basata partendo da una stima di 2,4 punti percentuali per le misure restrittive introdotte nel 2012. Se si utilizzasse invece per tale stima quella contenuta nel Def 2012 (3,1 punti percentuali), la simulazione descritta porterebbe a concludere che l'eliminazione della manovra del 2012 avrebbe comportato un rapporto debito-Pil nel 2018 ancora più elevato (145,4 per cento).

Nel nuovo dossier, intitolato 'L'andamento del debito dopo la stretta fiscale del 2012', si fa notare come "con una crescita del rapporto tra debito e Pil più elevata, sarebbe stato più difficile ottenere una riduzione dello spread: l'azione della Banca Centrale Europea, che ne facilitò la riduzione a partire della seconda metà del 2012, non sarebbe probabilmente stata possibile in assenza di una stretta fiscale da parte dell'Italia e di altri paesi ad alto reddito. Questo perché in assenza di tale aggiustamento la Bce avrebbe potuto considerare tale riduzione non compatibile con l'esigenza di evitare il finanziamento a tassi di interesse bassi di posizioni fiscali insostenibili. Ma in assenza di una riduzione dei tassi di interesse, la dinamica del Pil sarebbe stata meno favorevole di quella riportata nella simulazione. La spesa per interessi sarebbe stata anche più elevata".

Per questo motivo "il rapporto tra debito e Pil sarebbe cresciuto anche più rapidamente. La crisi si sarebbe approfondita andando probabilmente fuori controllo".

Tra le conclusioni del dossier, molto dettagliato e con diverse simulazioni fatte utilizzando i moltiplicatori pubblicati dal Ministero dell'Economia e delle Finanze, emergerebbe come "non è possibile ridurre il rapporto tra debito pubblico e Pil attraverso manovre espansive. In effetti, non esistono precedenti di Paesi che abbiano ottenuto sensibili riduzioni del rapporto tra debito e Pil attraverso espansioni fiscali".
 

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