Martedì 18 Aprile 2017 - 16:45

D'oh! I Simpson compiono 30 anni: la sitcom che ci ha fatto capire l'America

Apparvero per la prima volta il 19 aprile del 1987 nel Tracey Ullman Show con un corto intitolato 'Good Night'

D'oh! I Simpson compiono 30 anni: la sitcom che ci ha fatto capire l'America

All'inizio, nel 1987, erano poco più che scarabocchi gialli, già corrosivi e ironici ma ancora in gestazione. Dodici anni dopo il debutto, nel 1999, furono acclamati come la 'miglior serie televisiva del secolo' dalla rivista Time. Ora, nel 2017, si confermano la sitcom animata più longeva e influente al mondo, ben oltre i confini del piccolo e del grande schermo. Tanto da finire sull'Oxford English Dictionary con l'esclamazione 'D'oh!'. Gialli e con gli occhi grandi, i Simpson compiono trent'anni. La prima apparizione avvenne, infatti, il 19 aprile del 1987 nel Tracey Ullman Show con un corto intitolato 'Good Night'.

Il padre Homer, pigro e teledipendente, la madre Marge, affettuosa ma un po' pedante, con i tre figli, il discolo Bart, l'intelligente Lisa e la piccola Maggie, sono i protagonisti di un ritratto articolato e spietato dell'american way of life, tanto che il critico Bill Zehme li ha definiti gli unici personaggi reali della tv. Partoriti dalla mente di Matt Groening, che scelse per la famiglia di Springfield i nomi dei suoi familiari, i Simpson hanno raccontato e talvolta anticipato il corso della contemporaneità. Che abbiano addirittura predetto la vittoria di Donald Trump non è del tutto una bufala, come circolato in Rete, perché in una puntata del 2000 ambientata nel futuro Lisa, eletta presidente degli Stati Uniti, fa cenno al suo predecessore Trump, da cui avrebbe ereditato finanze disastrate.

I Simpson si affermano negli anni Novanta quando, grazie anche a loro, si verifica, dopo il dominio dei generi fantastici nipponici e disneyani, un'inversione di tendenza nel disegno animato seriale con un recupero della realtà quotidiana sotto una lente grottesca e iperrealista. Groening e i collaboratori non hanno avuto timore nell'affrontare alcun tema, dalla corruzione politica all'ambiente, passando per la religione. Gli storici del domani non potranno esimersi dal rivedere la serie per capire meglio il passato. D'altronde, sono stati e sono ancora lo specchio del mondo contemporaneo.

Attorno al microcosmo di Springfield, disegnata secondo le regole non scritte dell'urbanizzazione americana, si incentrano gli episodi, con livelli di lettura che si stratificano in lungo e in largo, regia altamente cinematografica e continue citazioni. Tutto ruota, però, intorno alla famiglia. Ecco il tradizionalismo dell'anticonformismo simpsoniano, l'unica realtà in grado di opporsi all'esasperazione del contesto quotidiano. Groening ha costruito personaggi dalla psicologia complessa, amandoli ma senza compiacenza. Raramente hanno ruoli archetipici e coniugano per lo più un mix di qualità positive e negative. Lo stesso Homer, tendenzialmente irascibile, non è privo di slanci di umanità.

In Italia, il loro debutto avvenne il primo ottobre del 1991 su Canale 5 e, da quel giorno, i Simpson sono stati ininterrottamente trasmessi, diventando un fenomeno di culto. Quando, nel 2007, si sono trasformati temporaneamente in un lungometraggio sono rimasti in testa al box office fino alla quarta settimana di programmazione. Sono state prodotte finora 28 stagioni complessive di oltre 600 episodi, l'ultima ancora inedita in Italia. Il picco creativo della serie è stato probabilmente raggiunto negli anni passati e sarà difficilmente superabile, da loro come da altri imitatori. Il 4 novembre 2016 la Fox ha rinnovato la serie per la ventinovesima e trentesima stagione, che, come ha fatto intendere il produttore esecutivo Al Jean, potrebbe essere l'ultima.

Scritto da 
  • Mauro Ravarino
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