Mercoledì 24 Gennaio 2018 - 15:30

Davos, 'Merkron' conferma asse franco-tedesco. Messaggi per Trump

Dal palco del World Economic Forum la cancelliera tedesca critica il protezionismo Usa

Il Forum economico mondiale di Davos

Chi si aspettava che da Davos emergessero indicazioni circa un rafforzamento dell'asse franco-tedesco, soprattutto nell'ottica di una risposta europea alle tentazioni protezionistiche statunitensi, non è andato deluso. Angela Merkel e Emmanuel Macron, già ribattezzati col nome collettivo "Merkron", hanno effettivamente sfruttato i riflettori del World Economic Forum per esprimere le rispettive visioni rispetto al futuro dell'Unione europea. Visioni, si è potuto constatare, in buona parte coincidenti. Più istituzionale il tono della navigata cancelliera tedesca, reduce da una lunga - e non ancora terminata - serie di trattative per la formazione di un governo di coalizione che, ha spiegato, le hanno insegnato il valore della "pazienza". Più adrenalinico quello del giovane presidente francese, sul quale oggi si concentravano grandi attese. In questo senso, Macron non ha deluso, annunciando al mondo che "la Francia è tornata nel cuore dell'Europa". Da entrambi, ad ogni modo, è arrivato un appello al rafforzamento della cooperazione all'interno dell'Unione europea, pur con la consapevolezza che non sempre sarà possibile muoversi tutti alla stessa velocità.

"Vogliamo forgiare un approccio comune sui temi della sicurezza, dello sviluppo e dell'economia", ha spiegato la leader tedesca, elogiando l'inizio di un percorso di cooperazione in tema di difesa comune e affermando che "dobbiamo prenderci più responsabilità, dobbiamo prendere il futuro nelle nostre mani". Dal canto suo, Macron ha evidenziato la necessità di "ridisegnare una strategia a 10 anni per l'Europa", mettendo in primo piano il concetto di "ambizione" e auspicando che questa muova "un'avanguardia". Anche perché, ha chiarito, la strategia "non può essere quella di aspettare che tutti intorno al tavolo siano d'accordo". Un'intesa speciale, intanto, pare essere quella tra i due capi di Stato, che si sono citati a vicenda nei rispettivi interventi. Merkel, in particolare, ha segnalato come l'elezione del collega abbia dato "un nuovo impeto" al discorso europeo, come ha fatto per altri versi - di segno ovviamente opposto - il voto britannico sull'uscita dalla Ue.

Il convitato di pietra di entrambi i discorsi è stato invece il presidente degli Stati Uniti, che dovrebbe raggiungere Davos domani mattina senza però incontrare né l'omologa tedesca né quello francese. Trump non è stato citato in modo diretto, ma l'impressione è che molti dei messaggi lanciati dal palco avessero un destinatario ben preciso. "Il protezionismo non è la risposta giusta", ha ammonito Merkel difendendo i valori del "multilateralismo". Mentre Macron, parlando della neve che copre in questi giorni la cittadina elvetica, non ha mancato di lanciare una frecciata. "Fortunatamente non avete invitato nessuno scettico rispetto al riscaldamento globale quest'anno", ha scherzato, in quello che è parso un chiaro riferimento alla decisione degli Stati Uniti di uscire dall'accordo su clima stretto a Parigi in occasione di Cop 21.
 

Scritto da 
  • Marco Valsecchi
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