Lunedì 05 Febbraio 2018 - 13:15

Diritti calcio, la Lega Serie A accetta l'offerta di Mediapro. Sky: "Pronta diffida"

La società spagnola disposta a pagare oltre un miliardo all'anno per il triennio 2018/21. I presidenti: "Ora la parola all'antitrust"

Inter - Genoa

Scacco matto a Sky e Mediaset. L'Assemblea della Lega Serie A, la prima sotto la gestione commissariale di Giovanni Malagò (assente perché impegnato in Corea con le Olimpiadi invernali, ma che ha inviato un messaggio ai presidenti) ha accettato l'offerta dell'intermediario indipendente Mediapro per il pacchetto Global relativo ai diritti tv della Serie A per il triennio 2018/2021.

L'azienda spagnola ha offerto in totale 1.050.001,00 euro a stagione, mille euro in più del prezzo minino richiesto. La prima offerta di Mediapro era stata di 950 milioni più le royalties. Se si pensa che l'attuale contratto ha fruttato 946 milioni solo per la Serie A, nel prossimo triennio i club incasseranno il +26% in più. A questa cifra, fra l'altro, bisogna aggiungere ancora i diritti tv esteri (371 milioni) già assegnati, quelli per la Coppa Italia e la Supercoppa ancora da assegnare. Il totale dovrebbe pertanto quasi certamente sforare il miliardo e mezzo.

Ora si "procederà alla comunicazione all'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, come previsto dall'Invito stesso ai fini dell'assegnazione dei diritti in oggetto". La svolta era nell'aria, con la Lega e Infront che erano rimasti impressionati dalle strutture di Mediapro visionate domenica in occasione del derby catalano fra Barcellona ed Espanyol. Tecnologie all'avanguardia e trasmissioni in altissima definizione. "E' un risultato straordinario e siamo molto soddisfatti", ha commentato l'avvocato Paolo Nicoletti, subcommissario della Lega Serie A.

"Si è passati da un valore iniziale delle offerte degli operatori di 493 milioni lo scorso 10 giugno, poi si è arrivati a 762 milioni il 22 gennaio e a 830 il 26 gennaio dopo le trattative. Quindi c'è stata la prima offerta di 950 milioni dell'intermediario, ora siamo a oltre il miliardo e 50 milioni", ha aggiunto. "E' un segnale importante che ha dato MediaPro: la centralità del tifoso e del prodotto calcio, che deve essere distribuito nel modo più qualitativo, con una base più ampia possibile", ha detto ancora Nicoletti. "Siamo tutti contenti, è un percorso nuovo e si apre un'era diversa", ha detto invece l'ad di Infront, Luigi De Siervo. Soddisfatti anche MediaPro, attraverso le parole del due soci principali Jaume Roures e Taxto Benet: "Siamo molto contenti. Siamo qui perché la Serie A ha un grande futuro".

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Una svolta epocale per la modalità di trasmissione del calcio in tv. Se Mediaset ne prende atto, a nulla è valso l'opera di disturbo tentata in extremis da Sky che prima della assemblea ha fatto inviare dai suoi legali una lettera di diffida alla Lega ad affidare i diritti a Media Pro perché con il progetto del canale di Lega "intende agire a tutti gli effetti come operatore della comunicazione" e non come semplice intermediario.

Immediata la risposta di Infront, sempre attraverso le parole dell'ad De Siervo: "Nel nostro settore bisogna sapere anche perdere". Consultati i loro legali, in Lega sono sicuri della liceità della assegnazione in quanto MediaPro opererà come un intermediario che venderà il proprio prodotto a tutti gli operatori (dalle tv satellitari al digitale terrestre, fino agli operatori della telefonia) che a loro volta lo distribuiranno all'utente finale mediante pacchetti o singoli eventi.

"Vogliamo donare al tifoso la Serie A su tutte le piattaforme possibili. L'obiettivo è offrire il miglior prodotto al giusto prezzo. Così avremo molti più abbonati di oggi", hanno confermato da MediaPro. Un canale della Lega che però è l'obiettivo finale degli spagnoli: "Nei prossimi giorni parleremo con i club. La nostra proposta di canale creerebbe più valore" alla Serie A.

Se i club sentono già il profumo dei soldi, i tifosi sono preoccupati per quanto sta accadendo, come dimostrato dal sit-in del gruppo di ultras della Samp 'Ultras Tito Cucchiaroni' dinanzi la sede della Lega con tanto di striscione di accusa. "Senza di noi valete niente. Il calcio è zero senza la sua gente". La preoccupazione del tifosi è l'ulteriore spezzettamento del programma del campionato, come già annunciato con finestre anche al sabato alle 15, la domenica alle 18 e il lunedì alle 20.30.

A queste accuse ha replicato ancora l'ad di Infront De Siervo, che ha cercato di rassicurare anche sul prezzo finale dei vari pacchetti. "Sarà tutto trasparente ed equo", ha detto. "Se torniamo indietro di 20 anni il nostro calcio sarebbe meno visibile, più povero e più provinciale. La relazione con le tv non è negativa e anzi è più democratica perché al prezzo di una partita allo stadio se ne vedono otto in tv", ha aggiunto. "Nessuno vuole svuotare gli stadi, anzi con più soldi i club potranno investire sui vivai, gli stadi ed essere più competitivi", ha concluso De Siervo.

Scritto da 
  • Antonio Martelli
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