Mercoledì, Novembre 9, 2016 - 10:15

Dobbiamo imparare dal caso Trump? No, erano lezioni già note

Donald Trump, eletto presidente degli Stati Uniti d'america

Faccio fatica a comprendere il pressoché unanime sentimento di sorpresa che ha suscitato la vittoria di Trump. Trump è un incredibile déjà vu di Berlusconi. Ricordo distintamente quando nel 1994 annunciò la decisione di scendere in politica. Nessuno prendeva seriamente in considerazione l'idea che potesse diventare capo del Governo. Ho impresso nella mente il modo in cui la sinistra irrideva allo staff che si era portato dietro, fatto di persone che arrivavano dalle sue aziende o pescate tra i suoi conoscenti, senza esperienza politica, senza competenze, senza capacità dialettiche né cognizioni giuridiche. "Questi sono degli incapaci che sono capaci di tutto", era lo sprezzante commento. La stessa impressione che fa oggi quel gruppo eterogeneo di familiari, amici e miracolati vari che rappresenta il suo team, catapultati sul palco della vittoria. Questo lo fermerà? No. La politica, come tutte le cose, si impara e il suo staff la imparerà.

Parliamo di strategia. Mentre sulla Clinton durante la campagna elettorale è emersa solo una (sostanzialmente marginale) questione di uso improprio del server di posta elettronica, su Trump sono piovute accuse di abusi sessuali e di evasione fiscale (non ci ricordano nessuno?), che lui ha semplicemente respinto dichiarandosi l'uomo più pio del mondo e attaccando duramente la Clinton, accusata di essere il grande pericolo del Paese. La stessa strategia che per vent'anni ha adottato Berlusconi. Trump era andato sotto al secondo dibattito, quando aveva moderato i toni. Se n'è accorto ed è tornato immediatamente al suo solito registro, recuperando.

Sottolineare costantemente la sua unicità nel panorama politico - "un candidato come mai fino ad ora" è stato un boomerang per la Clinton. E' stata lei stessa in questo modo a certificare che lui era l'unica alternativa a un estabilishment altrimenti omogeneo. Lo stesso errore che per vent'anni ha fatto la sinistra in Italia.

In generale, mi ha sorpreso che gli analisti attribuissero la vittoria alla Clinton dei duelli televisivi. Lei ha senz'altro fatto i discorsi più coerenti e incisivi sul piano della dialettica. Ma quando si tratta di portare a casa dei voti, non vince chi fa il discorso col lessico più ricco (o chi vanta l'endorsement di un gruppo di economisti). Vince chi, quando hai spento la televisione, ti ha lasciato un messaggio nella testa. E Trump è stato chiaramente più efficace in questo. Se mettessimo intorno a un tavolo la Finocchiaro e Berlusconi, chi farebbe il discorso più articolato? E chi porterebbe a casa più voti? Come è evidente le due figure non coincidono.

Ancora, l'affluenza: la Florida ha avuto l'affluenza più alta mai registrata. E ha vinto Trump. E' esattamente ciò che successe in Italia nel 2001. Ci fu una enorme affluenza e stravinse Berlusconi. L'alta affluenza in generale è un buon segno per la destra. Per il semplice motivo che chi è di sinistra in linea di massima vota. Quindi il bacino della sinistra non si può allargare di molto. Mentre chi in genere non vota, si fa trascinare alle urne quando non ne può più di questo o di quello: degli immigrati, dei ladri, del caro vita. E premia le risposte dure che fanno parte del bagaglio della propaganda della destra, che si propone come un freno al caos.

Quindi no, non trovo nulla di stupefacente nella vittoria di Trump. Trovo stupefacente che ancora non sia chiaro il meccanismo. Almeno in Italia dovrebbe esserlo.

Pubblicato da 
Venerdì, Giugno 2, 2017 - 11:45

2 giugno, meglio un omaggio al limite ignoto che al milite

Non posso farci niente, per me la festa della Repubblica è la vittoria della repubblica sulla monarchia, non la festa delle forze armate, che semmai potrebbe rappresentare il suo contrario. Bene ricordare che l'esercito è di grande aiuto nelle aree terremotate, ma non è la sua primaria funzione e lo sappiamo tutti benissimo.

Per fortuna non abbiamo più il passo dell'oca, ma la sensazione che mi provocano le parate militari è sempre la stessa, ed è quella descritta da Orwell:

Pubblicato da 
Giovedì, Marzo 2, 2017 - 11:00

Francia, ecco perché vincerà Le Pen

Pubblicato da 
Venerdì, Ottobre 14, 2016 - 23:00

Migranti, accordo Viminale-Anci: un soprammobile su una mensola storta

Raggiunta l'intesa tra il ministero dell'Interno e l'Anci per una gestione un po' più ordinata dell'accoglienza. Il Viminale si impegna a non posizionare ulteriori strutture di emergenza nei Comuni che già fanno la propria parte e l'Associazione dei sindaci si impegna ad allargare il numero delle città che aderiscono al sistema Sprar (Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati). Obiettivo: pianificare l'accoglienza e garantire una gestione meno caotica.

Pubblicato da 
Venerdì, Ottobre 14, 2016 - 18:45

Migranti, accordo Anci-Viminale per una gestione più ordinata

 Accordo fatto tra il ministero dell'Interno e l'Anci per programmare l'accoglienza dei migranti su tutto il territorio nazionale: il Viminale si impegna a non posizionare ulteriori strutture di emergenza nei Comuni che già fanno la propria parte e l'Associazione dei sindaci si impegna ad allargare il numero delle città che aderiscono al sistema Sprar (Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati). Obiettivo: pianificare l'accoglienza e garantire una gestione più ordinata.

Pubblicato da 
Martedì, Settembre 6, 2016 - 12:00

Terrorismo, serve più laicismo e meno cristianesimo

Stamane ho incrociato sulla metropolitana un religioso islamico. Barba lunga, copricapo islamico, la taqiyah (che peraltro non appare molto diversa dalla kippah ebraica o dalla mitra del Papa). Ho avuto un attimo di esitazione a salire, poi mi sono imposto disciplina, per non arrendermi alla paura, e mi sono messo proprio accanto a lui (ammetto, anche con il retropensiero da giornalista che se fosse accaduto qualcosa sarei stato in prima fila).

Pubblicato da