Venerdì, Febbraio 19, 2016 - 16:45

Ferrari: bella, bellissima. Ma conta solo che sia veloce

Si è alzato il sipario sulla nuova Ferrari. Diciamolo subito: è bellissima, con quel tocco di bianco che ricorda le supermonoposto di Niki Lauda, con un profilo aggressivo, con tante novità in tutti i settori possibili e immaginabili. Però, mai come quest'anno, è indispensabile che la monoposto di Maranello sia veloce e, per estensione del concetto, anche vincente. Non a caso, Sergio Marchionne, il presidente, lo ha dichiarato senza mezzi termini in fase di presentazione. Quel "bisogna essere vincenti fin dal primo Gran Premio, a Melbourne", non è solo un grido di battaglia ma anche un monito per tutti i componenti del team.

La SF16-H ha il compito di riportare in Italia il titolo mondiale che ormai sfugge alla Rossa dal 2007: troppo tempo, troppe delusioni, troppe illusioni. Ecco la ragione per la quale Marchionne ha dettato la linea: questa macchina è condannata a vincere, dunque a ridimensionare le ambizioni della mercedes che, ancora una volta, parte con i favori del pronostico. Vettel e Raikkonen non possono più sbagliare, così come James Allison, che ha curato giorno dopo giorno la Ferrari del riscatto. L'attesa si taglia con il coltello, l'ansia per il primo rombo è palpabile.

Lunedì cominceranno i primi test a Montmelò e siamo dell'idea che basterà pochissimo per capire se questa sarà davvero la volta buona oppure se la Ferrari sarà ancora costretta a rincorrere e si rivelerà la prima tra i secondi, come sta succedendo da qualche stagione. A naso, però, l'impressione è che nell'ambiente regni un cauto ottimismo. Piedi per terra, anzi ruote per terra...

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Domenica, Novembre 13, 2016 - 22:45

Il caso Icardi spacca un'Inter (già) spaccata

Non tira una bella aria, all'Inter, ed è onestamente facile capire perché. Perché quando i risultati non arrivano il cattivo umore è qualcosa di assolutamente umano e comprensibile; perché la rivoluzione cinese non sta portando frutti, perché la bomba Icardi è deflagrata nel peggior periodo possibile. Dei tre perché - ma ce ne sarebbero anche altri, tipo: perché avvicendare Mancini con De Boer? - il più delicato sembra essere quello che coinvolge il centravanti argentino, ormai ex capitano, alle prese con una biografia precoce e con la contestazione dei tifosi.

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Venerdì, Ottobre 14, 2016 - 09:45

Napoli-Roma, la prima svolta per lo scudetto

Senza voler dare a una partita di calcio il valore di un giudizio universale, Napoli-Roma che va in scena domani può rappresentare la prima svolta del campionato. Perché, nell'ordine: 1) si sfidano le due rivali più accreditate della Juventus nella lotta per il titolo 2) la Juventus stessa affronta in casa l'Udinese e, in linea teorica, può allungare in classifica 3) dopo la pausa, la squadra di Sarri deve dimostrare se può reggere il confronto senza il polacco Milik, perso per almeno sei mesi.

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Martedì, Settembre 6, 2016 - 10:45

Messi, addio all'Argentina: un triste sollievo

Messi che dà l'addio alla nazionale Argentina è di per se stessa una notizia. Messi che dà l'addio dopo aver perso l'ennesima finale, stavolta di Coppa America, sempre contro il Cile, è una notizia che assume una valenza diversa, forse persino superiore. La Pulce è il giocatore più forte del pianeta, con il Barcellona ha vinto e rivinto tutto quanto era possibile vincere, ma con l'Argentina ha sempre steccato.

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Sabato, Aprile 23, 2016 - 15:45

Palermo: la soluzione potrebbe essere esonerare Zamparini

A questo punto, di fronte all'ennesimo esonero confezionato da Maurizio Zamparini in un lunedì colmo di fiele, solo un folle potrebbe accettare di sedersi sulla panchina del Palermo. Perché il presidente-padrone, ormai è assodato, avvidenda gli allenatori con la stessa frequenza con cui cambia i pedalini. Walter Novellino è durato il tempo di un battito di ciglia, a questo giro di giostra ritocca nuovamente a Davide Ballardini che, magari, non riuscirà ad arrivare a maggio...

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Giovedì, Marzo 31, 2016 - 17:30

Viva Trapattoni e le sue telecronache esuberanti

Possono un "porca put" e un "orco zio" valere un esonero, questa volta dalla Rai, per Giovanni Trapattoni? Pare di sì, anche se non ci sono - per adesso - prese di posizioni ufficiali da parte dell'emittente di Stato. Ma non è detto che di qui alla prossima partita della Nazionale non possa scattare la ghigliottina per l'ex ct azzurro, colpevole per l'appunto di una certa esuberanza dialettica non consona a un commentatore.

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