Martedì 05 Dicembre 2017 - 11:30

Firenze, River to River Indian Film Festival: i protagonisti sono la donna e i diritti LGBT

Dal 7 al 12 dicembre la diciassettesima edizione dell'unico festival di cinematografia indiana in Italia

È arrivato alla sua diciassettesima edizione il River to River Indian Film Festival, unico festival di cinematografia indiana in Italia, che si svolge ogni anno a Firenze. Quest'anno, dal 7 al 12 dicembre, il cinema La Compagnia (via Cavour 50r) ospiterà soprattutto storie sui diritti umani. I due focus principali, approfonditi attraverso 40 eventi tra proeizioni e incontri con ospiti internazionali, sono la battaglia per i diritti della comunità LGBT e l’emancipazione della donna, in un paese in cui l’omosessualità è tutt’ora illegale e le donne lottano quotidianamente per affermare la propria indipendenza.

Sotto la direzione artistica di Selvaggia Velo, gli spettatori potranno scoprire uno spaccato su una realtà in rapidissima evoluzione, con i racconti da tutte le regioni dell’India, dove l’esplorazione della sessualità si affianca ai matrimoni combinati, la lotta per affermare i diritti delle minoranze si combina a tradizioni secolari, le donne lottano ogni giorno per conquistare ruoli di primo piano nella società e la comunità richiede a gran voce una democrazia più forte, per tutti. Sarà il pubblico a decretare  il miglior film, tra le varie sezioni del festival, che si aggiudicherà il River to River Audience Award. Il festival proseguirà con il “Best Of” e i film vincitori, dal 2 al 4 febbraio allo Spazio Oberdan di Milano.

 

APERTURA E CHIUSURA

Sarà l’anteprima italiana di Newton, pellicola di satira politica del regista Amit Masurkar, candidata dall’India agli Oscar come Miglior Film Straniero, ad inaugurare giovedì 7 dicembre alle ore 20.30 il 17/mo River to River Florence Indian Film Festival. Il film, presentato alla 67° Berlinale, premiato con il prestigioso “International Federation of Art Cinemas”, e reduce dal Tribeca Film Festival e dal Festival Internazionale del Cinema di Hong Kong, dove si è aggiudicato il premio della giuria, è una brillante commedia nera sulla violazione dei diritti umani e la necessità di rafforzare la democrazia. Il regista racconta lo stato della corruzione in India attraverso le peripezie di un giovane e ingenuo impiegato inviato a vegliare sulle elezioni in un piccolo villaggio nella giungla. A presentare il film, Manish Mundra, produttore del film e fondatore della famosa casa di produzione indiana Drishyam Films.

La cerimonia di chiusura della 17esima edizione, martedì 12 alle ore 20.30, vedrà invece come protagonista un ospite d’eccezione del calibro di Hansal Mehta, regista cult della cinematografia indiana, riconosciuto a livello internazionale dai più importanti festival del mondo e vincitore del “National Film Award for Best Direction”, il più prestigioso riconoscimento cinematografico in India. Considerato il catalizzatore di un cambiamento di tendenza nel cinema indiano, Mehta sarà a Firenze a presentare la prima italiana del suo ultimo film Omertà, uno spaccato sul terrorismo internazionale attraverso la vita del colto e affascinante estremista indo-inglese Omar Sheikh, di fede islamica, riconosciuto responsabile dell'omicidio del giornalista del Wall Street Journal Daniel Pearl nel 2002, per il quale sta tuttora scontando la pena.

 

DIRITTI LGBT

Tra i temi portanti di questa edizione, il festival racconta cosa comporti essere omosessuale in una cultura in rapida evoluzione ma ancora legata a una tradizione fortemente radicata come quella indiana, dove l’omosessualità è ancora illegale. Uno dei titoli più attesi è la prima italiana del documentario autobiografico Abu di Arshad Khan (10 dicembre, 18.30), un viaggio all’interno di una famiglia frammentata, trasferitasi dall'India al Canada, che affronta religione, sessualità e migrazione durante le tensioni post 11 settembre. Khan, che oltre ad essere un documentarista affermato è il direttore del festival di cinema MISAFF in Canada su lgbt e donne, tratta questi argomenti attraverso un percorso di riconciliazione con la figura paterna. L’8 dicembre alle ore 20.30 il pubblico del River to River incontrerà Onir, primo cineasta indiano a portare sullo schermo temi tabù come l’Hiv, pedofilia, fecondazione assistita e omosessualità e unico regista di Bollywood dichiaratamente omosessuale e presenterà il suo Shab - The Night (lungometraggio in concorso, in prima italiana) su sogni e aspirazioni di successo degli abitanti della megalopoli di Nuova Delhi, tra amori, vizi e destini che si intersecano.

In occasione della proiezione di questi due film, il River to River ha attivato una collaborazione con il Florence Queer Festival, che parteciperà agli incontri con i registi Onir e Arshad Khan.

 

LA DONNA IN INDIA

La figura femminile in India è come sempre argomento di grande attualità ed è anche quest’anno protagonista del programma del River to River. Tra i vari titoli in programma per la sezione,che racconta le storie di donne dalla grande determinazione, il 9 dicembre alle 20.30, in anteprima italiana, sarà proiettato My Pure Land di Sarmad Masud, candidato dall’Inghilterra come Miglior film Straniero ai prossimi Oscar 2018. La pellicola (nei lungometraggi in concorso al festival) è un western al femminile tratto da fatti realmente avvenuti nel Pakistan rurale: la giovane Nazo che, rimasta sola con la madre e la sorella alla morte del padre e del fratello, si trova a lottare contro l’assedio di una milizia di 200 banditi per difendere la propria terra. A presentare il film e incontrare il pubblico in sala sarà l’attrice protagonista Suhaee Abro.

Lo sport come strumento per superare i tabù culturali e sentirsi più libere è invece il tema di Limitless della regista Vrinda Samartha (11 dicembre, ore 19.00), documentario in prima europea sulla vita di otto donne, di età diversa e provenienti da varie città dell’India, che hanno in comune la passione per la corsa, scoperta in varie fasi della loro vita. L’esperienza di ciascuna protagonista svela come lo sport possa aiutare nel processo di emancipazione, ponendo al contempo l’accento sulle questioni sociali e di sicurezza più pressanti che le donne sperimentano nella vita di tutti i giorni, sia che si tratti di andare al lavoro o di scegliere l’abbigliamento quotidiano. Ma l’emancipazione avviene anche grazie e soprattutto all’educazione sessuale, tematica al centro del divertente documentario Ask the Sexpert di Vaishali Sinha (12 dicembre, ore 18.30), con protagonista Mahinder Vatsa, ex ginecologo 93enne, famoso per avere una rubrica giornaliera sul sesso su un quotidiano di Mumbai molto letto, in cui risponde a domande di ogni genere. Tra gli eventi speciali, la prima stagione della serie web It’s not that simple (dall’8 al 10 dicembre, alle ore 14.30), uno spaccato sulla vita di una giovane casalinga di città bloccata in un matrimonio insoddisfacente, e delle tante strategie che metterà in pratica per cercare la propria felicità.

GANDHI E INDIPENDENZA DALL’IMPERO BRITANNICO

I 70 anni di indipendenza dell’India dall’impero britannico, ottenuta il 15 agosto del 1947, saranno omaggiati dal River to River con due film cult e un filmato in prima assoluta. Si parte il 9 dicembre alle ore 11.00 con l’inedito di Quel giorno – morte di Gandhi di Rai Teche; a seguire, Rocco Altieri, presidente del Centro Gandhi Onlus, e Fabrizia Baldissera, prof.ssa associata di Lingua e Letteratura Sanscrita dell’Università degli Studi di Firenze, animeranno l’incontro Oltre il mito. Cosa resta del Mahatma oggi. Alle 15.30, sarà proiettato il pluripremiato film Gandhi di Richard Attenborough, del 1982, biopic sul Mahatma Gandhi, interpretato da Ben Kingsley e vincitore di otto premi Oscar, che ripercorre le tappe più importanti della sua esistenza, dalla vita da giovane avvocato alla morte avvenuta il 30 gennaio 1948, poco dopo l’Indipendenza dell’India. A chiudere l’omaggio, il 10 dicembre alle 16.00, Earth della regista Deepa Mehta, film cult del 1998, appartenente alla Trilogia degli Elementi della Mehta, e ambientato a Lahore nel 1947, anno della partizione e dell’Indipendenza dell’India. A seguire, la regista sarà in collegamento Skype per rispondere alle domande del pubblico.

“A TUTTA BOLLYWOOD”

Sarà una giornata all’insegna di Bollywood quella dell’8 dicembre al River to River Florence Indian Film Festival, con una programmazione ad hoc che culminerà con l’attesissimo River to River Bollywood Party con dj set di Indian Man, acclamato musicista indiano della scena inglese (BUH Circolo Culturale Urbano, via Panciatichi 16). Tra i film della giornata, alle ore 18.00, il documentario Filmisthaan, in prima europea, del duo Yasmin e Fazal Kidwai (che incontreranno il pubblico in sala), su cosa sia realmente e cosa rappresenti nell’immaginario collettivo la gigantesca industria cinematografica indiana, con interviste alle star più famose come il mitico Amitabh Bachchan (già ospite di River to River nel 2012), Aishwarya Rai e Shah Rukh Khan. Alle ore 20.30, il regista Onir presenterà il suo Shab - The Night, su sogni e aspirazioni di successo degli abitanti della megalopoli di Nuova Delhi, tra amori, vizi e destini che si intersecano.

EVENTI SPECIALI

Tra gli eventi speciali, l’omaggio al grande attore indiano Om Puri, scomparso a gennaio 2017, con la proiezione di East is East di Damien O’Donnell. Ambientato a Salford, nei pressi di Manchester, agli inizi degli anni Settanta, il film narra le vicende della famiglia Khan: George, un pakistano emigrato in Gran Bretagna vive con la moglie Ella, una donna inglese e i loro sette figli. La storia gira intorno all’insofferenza nei confronti della rigida disciplina del padre: da un lato vorrebbero vivere come i loro coetanei inglesi, dall’altro sono obbligati a sottostare alle regole della tradizione pakistana.

In programma anche, l’animazione che tratta il tema del colore della pelle in modo attuale e divertente: “What is your brown number?” di Vinnie Ann Bose.

LUNGOMETRAGGI IN CONCORSO 

Il festival presenta cinque lungometraggi in concorso tutti in anteprima italiana. Angamaly Diaries di Lijo Jose Pellissery, Shab (The night) di Onir, My Pure Land di Sarmad Masud. il thriller Wrong side Raju di Mikhil Musale, la commedia Ventilator del regista Rajesh Mapuskar, prodotto dalla star di Bollywood Priyanka Chopra.  

DOCUMENTARI IN CONCORSO

La sezione Doc India propone un’India inedita attraverso l’occhio attento di documentaristi indiani e internazionali, con quattro pellicole. Filmisthaan sul mondo di Bollywood, presentato dai registi Yasmin Kidwai e Fazal Kidwai, Abu di Arshad Khan, Limitless della regista Vrinda Samartha, e Ask the Sexpert di Vaishali Sinha.

CORTOMETRAGGI IN CONCORSO

La proiezione dei cortometraggi, tra prime europee e italiane, si suddivide in due tematiche: la prima selezione affronterà cambiamenti e evoluzioni dei rapporti d’amore, la seconda sull’inadeguatezza e il peso della quotidianità. And sometimes, she loved me too di Karan Talwar, A Secret Heart di Cary Sawhney, Shvaasa di Vishnu Thilak  Kajal di Paakhi Tyrewala, The Machine di Tathagata Chatterjee, e Vaarasa (The Inheritance) di Shreyas Chougule

 

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