Mercoledì 09 Agosto 2017 - 11:45

Foggia, agguato a San Marco: 4 morti, è la faida del Gargano

Uccisi a colpi di arma da fuoco. Il collegamento con un duplice omicidio del 20 giugno scorso nella stessa zona

Foggia, agguato a San Marco in Lamis: quattro morti

Hanno ucciso il boss obiettivo dell'agguato e il suo guardaspalle, poi hanno inseguito per la campagna e ammazzato due contadini colpevoli solo di essere passati di lì su un "Fiorino" e di essere stati testimoni involontari dell'omicidio. E' successo questa mattina sulla strada provinciale 272 tra Apricena e San Severo nei pressi della stazione di San Marco in Lamis, nel foggiano. Quattro persone sono morte, uccise a colpi di arma da fuoco.

La vittima designata era

Mario Luciano Romito, 50 anni, originario di Manfredonia, secondo gli inquirenti è uno dei capi del clan Romito da alcuni anni coinvolto nella "faida del Gargano" che vede dall'altra parte la famiglia Libergolis. Alla guida dell'auto (un "maggiolino" Volkswagen nero) c'era il cognato, Matteo De Palma. Pochi colpi sono bastati per uccidere entrambi.

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Ma proprio nel momento della sparatoria, sulla strada tra i campi è apparso il "Fiorino" dei fratelli Aurelio e Luigi Luciani (di 43 e 47 anni). I due hanno capito quasi subito il terribile pericolo che correvano. Hanno avuto pochissimo tempo, uno è sceso precipitosamente dall'auto e ha tentato la fuga: è stato raggiunto e freddato dai killer. L'altro è stato trovato morto nell'auto.

La strage, si diceva, sembra inserita nella faida del Gargano che ha origine, addirittura nel 1978 per un furto di bestiame e vide, in una prima fase, protagoniste le famiglie Libergolis e Primosa-Alfieri. Intorno ai primi anni 90 ci furono decine di morti ammazzati e il clan Primosa-Alfieri venne praticamente distrutto. Ma la faida proseguì tra la famiglia Libergolis e la famiglia Romito. I Romito, all'inizio, erano fedeli alleati dei Libergolis, ma, successivamente, nacquero screzi e un pentito dei Romito fece arrestare diverse persone dell'altro clan. Nel 2004 vi fu un'enorme retata con oltre cento persone in manette. Nell'aprile del 2009 il capoclan Franco Romito venne ucciso con il suo autista (la stessa modalità della strage di oggi) in località Siponto. La faida ripartì da questo omicidio e dura ancora adesso.

Nel giugno scorso un altro duplice assassinio: in quell'occasione, i killer, armati anche di kalashnikov, aprirono il fuoco contro un furgone Doblò uccidendo i due uomini che erano a bordo: Nicola Serrelli, di 43 anni, e Antonio Petrella, di 54. dall'inizio dell'anno, nel foggiano si sono verificati già 17 omicidi.

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