Lunedì 17 Aprile 2017 - 09:30

Amato: Ecco come ho convinto Servillo a fare una commedia

Intervista al regista e sceneggiatore del film 'Lasciati andare', uscito nelle sale il 13 aprile

Francesco Amato: Ecco come ho convinto Servillo a fare una commedia

Il 13 aprile è approdato in sala 'Lasciati andare', il nuovo film di Francesco Amato, che dopo aver diretto Riccardo Scamarcio in 'Cosimo e Nicole' torna sul grande schermo con una chicca: un Toni Servillo per la prima volta impegnato in una commedia, affiancato da un cast di tutto rispetto, da Veronica Echegui a Carla Signoris, Luca Marinelli e Giacomo del trio Aldo Giovanni e Giacomo. Il film di Amato, classe 1978, piemontese trapiantato a Roma, racconta dell'incontro tra Elia, un analista ebreo interpretato da Toni Servillo, tanto arguto quanto impietoso, e Claudia (Veronica Echegui, già apprezzata nella serie internazionale 'Fortitude'), un'eccentrica personal trainer con il culto del corpo e nessun timore reverenziale per i cervelloni fuori forma come lui.

Com'è nata l'idea del film?  

Con gli sceneggiatori abbiamo immaginato un intellettuale un po' all'antica, uno psicanalista sedentario che non ha più fiducia nel proprio lavoro, che si trova per motivi di salute a dover frequentare una palestra, uno dei mondi più lontani da lui, dove incontra una personal tranier che è il suo esatto opposto, tutta corpo e poca cultura. Il film nasce dalla voglia di raccontare con una chiave comica la dicotomia tra corpo e mente. In fondo, uno psicanalista e una personal trainer fanno qualcosa di simile, rimettendo in sesto le persone...

A cosa, o a chi, si è ispirato?  

L'influenza principale è quella della commedia americana leggera che però sa toccare anche aspetti profondi, a volte drammatici, come quella di Billy Wilder o Woody Allen. E poi la biografia di Groucho Marx, che ho regalato a Toni Servillo e che ha ispirato il suo personaggio. Ma mi ha stimolato molto anche passeggiare nel ghetto ebraico, che rappresenta il massimo della romanità e insieme ha tratti che la rendono autonoma rispetto al resto della città. Un po' come Elia, in bilico tra desiderio di distacco e di vicinanza.

Per Servillo è la prima commedia, come l'ha convinto?  

Mi sono fatto crescere la barba, per sembrare più autorevole... Scherzi a parte, anche se è vero che me la sono fatta crescere, per il primo incontro mi sono preparato parecchio. Toni era molto incuriosito dal copione, credo che stesse cercando qualcosa del genere. Ci ha messo un po' a decidere di fare questo film, ma quando ha scelto poi non si è più guardato indietro, ha mostrato una forza e un'energia che ha trascinato tutta la troup. Tra noi si è creata una grande intesa, non solo professionale.

Com'è stato lavorare con nomi così importanti del cinema italiano?

In realtà è stato facile. Ho scelto attori di grandissimo talento e molto diversi tra loro. Non mi sono posto tanto il dubbio da dove venissero e se fossero più o meno noti, ma quanto fossero in grado di entrare nei personaggi, proprio perché il film parla di mondi culturali molto diversi. Il tratto in comune è che tutti si sono messi in gioco, anche con ironia e voglia di prendersi un po' in giro.

Com'è stata la lavorazione del film?  

Combinare tante anime diverse, anche se è stato indubbiamente una ricchezza, a volte complica un po' le cose. Ci sono state anche difficoltà linguistiche: Veronica Echegui è spagnola e ha praticamente imparato l'italiano in due mesi, e non intendo solo il copione. È stata bravissima. È stato un film molto fisico, fatto di corse, schiaffoni, risate, riprese in piena notte. Diciamo che non è un dramma borghese... La fatica è stata soprattutto fisica.

Qualche curiosità sulle riprese?

Di solito quando finisce un film scatta il panico sul titolo, in questo caso, invece, 'Lasciati andare' è diventato una specie di adagio anche sul set, per spronarci. Si è trasformato nel nostro mantra, ce lo ripetevamo spessissimo.

Prossimi progetti?

Sto lavorando a un documentario sulla vita di Umberto Bossi, non solo come politico ma anche e soprattutto come uomo. La storia di un personaggio che nel bene e nel male ha segnato la storia del Paese degli ultimi 30 anni.

Scritto da 
  • Silvia Caprioglio
Accedi o registrati per inserire commenti.

Ti potrebbe interessare anche

Cannes, nella giuria del Festival anche Paolo Sorrentino

Cannes, nella giuria del Festival anche Paolo Sorrentino

L'annuncio è stato dato oggi, durante la presentazione dei nomi che andranno a comporla

Dario Argento: In un mio film l'assassino potrebbe essere Emiliano

Dario Argento: In un mio film l'assassino potrebbe essere Emiliano

"Ucciderebbe tutti, in modo indiscriminato", ha detto scherzando il maestro dell'horror

 Cannes, nessun film italiano in concorso per la Palma d'Oro

Cannes, nessun film italiano in concorso per la Palma d'Oro

'Fortunata' di Castellitto selezionato per la sezione 'Un Certain Regard'

Servillo esilarante in 'Lasciati andare': Desideravo da tempo una commedia

Servillo esilarante in 'Lasciati andare': Desideravo una commedia

Nel cast del film diretto da Francesco Amato anche Veronica Echegui, Carla Signoris, Luca Marinelli e Giacomo Poretti