Giovedì 26 Ottobre 2017 - 10:45

Corte Strasburgo condanna Italia: durante il G8 e in carcere ad Asti ci fu tortura

E secondo il tribuinale dei diritti umani gli agenti responsabili non hanno ricevuto una punizione adeguata

MANIFESTANTI RESPINTI CON IDRANTI

Doppia condanna per l'Italia dalla Corte europea dei diritti umani. I giudici di Strasburgo hanno riconosciuto che il comportamento subito da alcuni ricorrenti per mano delle forze dell'ordine nel carcere di Asti e Bolzaneto fu tortura.

Il caso piemontese fa riferimento al 2004, quando Andrea Cirino e Claudio Renne erano detenuti nel carcere di Asti. Il primo, torinese, classe 1978, in seguito a un alterco con una guardia sarebbe stato picchiato e messo in una cella senza materasso né coperte, lasciato nudo e senza cibo per una settimana, con acqua razionata, botte a più riprese, spesso nel cuore della notte, e senza la possibilità per giorni di incontrare il proprio legale.

Trattamento simile per Claudio Renne, che in seguito alle violenze è stato poi ricoverato in ospedale. Quattro guardie carcerarie sono state sottoposte a provvedimento disciplinare, una misura ritenuta però non sufficiente. I giudici di Strasburgo hanno accolto le istanze e stabilito che lo Stato italiano dovrà risarcire con 80mila euro Cirino e la figlia di Renne, morto a gennaio. Il fronte genovese invece è noto e riguarda il comportamento delle forze dell'ordine nel carcere di Bolzaneto durante i giorni delle proteste contro il G8 del 2001.

L'Italia aveva già trovato un accordo con 11 tra italiani e stranieri che avevano fatto ricorso a Strasburgo per violazione dei diritti umani, riconoscendo un risarcimento di 45mila euro in cambio della rinuncia a ogni altra rivendicazione. In 59, che sono stati portati a Bolzaneto tra il 20 e 21 luglio prima di essere trasferiti in altre prigioni, hanno riferito di aver subito violenze fisiche e morali, sia dagli agenti che durante le visite mediche.

Strasburgo ha stabilito che "gli abusi fisici, verbali e psicologici" subiti durante la loro detenzione costituiscono tortura e che gli agenti responsabili non hanno ricevuto una punizione adeguata. Ai dimostranti sono stati riconosciuti risarcimenti tra 10mila e 85mila euro. Alcuni di loro erano alla scuola Diaz, che ospitava il coordinamento del Genoa social forum e dove molti manifestanti stavano dormendo.

Le forze dell'ordine fecero irruzione a tarda sera, la storia delle violenze commesse ha fatto il giro dei media di tutto il mondo. Per quei fatti l'Italia è già stata condannata, non solo per le violenze perpetrate, ma anche per aver lasciato un vuoto legislativo, con norme non adeguate a perseguire i colpevoli. Una delle questioni sollevate è stata la mancanza di una legislazione adeguata. In tal senso, la corte prende atto della legge sulla tortura adottata a luglio, un provvedimento atteso da anni e che ha però ricevuto non poche critiche, anche dalle organizzazioni per i diritti umani, che lo hanno bocciato come "carente", quando non "inutile e inapplicabile". 

Scritto da 
  • Silvia Caprioglio
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