Mercoledì 14 Febbraio 2018 - 15:00

David 2018, "Gatta Cenerentola" entra nella storia: è il primo cartoon candidato come Miglior Film

La favola di Basile reinterpretata in chiave futuristica e portata al cinema dai disegni di Alessandro Rak è nella cinquina dei migliori film italiani del 2017

C'è un piccolo-grande traguardo nella storia del cinema racchiusa nelle nomination di quest'anno ai  David di Donatello. Per la prima volta un cartone animato compare nella cinquina dei candidati al premio più importante, quello di Miglior Film dell'anno.

Si tratta di Gatta Cenerentola, un vero e proprio capolavoro del genere dell'animazione, già presentato all'ultima Mostra internazionale d'arte cinematografica di Venezia dove ha ottenuto diversi premi collaterali. Scritto da ben sette artisti (Alessandro Rak, Ivan Cappiello, Marino Guarnieri, Dario Sansone, Marianna Garofalo, Corrado Morra, Italo Scialdone) e diretto da quattro di loro (Alessandro Rak, Ivan Cappiello, Marino Guarnieri e Dario Sansone), il cartoon è ispirato all'omonima fiaba di Giambattista Basile e all'opera teatrale di Roberto De Simone. Insomma, una squadra di napoletani che ha dato vita a un inno d'amore verso la propria città, la quale li ha ampiamente ripagati: non è un caso che nel capoluogo campano il film abbia avuto un successo strepitoso, incassando 127mila euro solo nel primo fine settimana.

La tradizionale storia di Cenerentola viene trasportata in un futuro prossimo e più tecnologico dove la reggia è il porto di Napoli, la matrigna è l'amante di un ambizioso trafficante di droga, le sorellastre sono delle prostitute. Anche il principe azzurro c'è (è un poliziotto), ma Cenerentola (che qui si chiama Mia) si salva con le sue forze dopo un lungo percorso di crescita che la aiuterà a capire chi è e ad avere speranza nel futuro.

Il soggetto di grande forza è stato reso in maniera ottimale sullo schermo grazie a una sceneggiatura accattivante, senza sbavature e con i tempi giusti e una colonna sonora originale, cuore pulsante della storia. A quattro anni da L'arte della felicità, torna l'animazione visionaria - capace di fondere l'eleganza dell'acquerello e la decisione del fumetto steampunk - di Alessandro Rak, che con i suoi contorni sfocati e i colori vivi catapulta lo spettatore all'interno di una dimensione onirica. Uno stile unico, originale e ormai riconoscibile.

Gatta Cenerentola compete in altre sei categorie ai David di Donatello 2018: Miglior Produttore, Miglior Musicista, Miglior Canzone, Miglior Suono, Migliori Effetti Speciali e il David Giovani. È scontato, però, che la nomination più importante sia quella come Miglior Film. La giuria dei David (e il mondo del cinema) riconosce così l'arte e il valore dell'animazione, per troppo tempo etichettata come categoria "per bambini", mettendola allo stesso livello dei live-action. L'America lo ha fatto per la prima volta nel 1992 quando il capolavoro della Disney, La bella e la bestia, comparse nella cinquina dei candidati all'Oscar per il Miglior Film e l'evento si è ripetuto soltanto nel 2010, quando Up della Pixar venne inserito nella lista dei dieci nominati al principale premio dell'anno. In Italia fa piacere pensare che questo piccolo miracolo accada nell'anno in cui due dei cinque cartoon candidati agli Oscar (Loving Vincent e The Breadwinner) sono realizzati in Europa da piccoli studi che hanno preferito la tradizionale tecnica del 2d all'animazione digitale: un vero peccato che tra loro non figuri anche Gatta Cenerentola. Di certo il piccolo film prodotto dalla napoletana Mad Entertainment sarebbe stato all'altezza di comparire in quella cinquina e anche di strappare il premio a grandi studi di Hollywood come la Disney e la Dreamworks. Dovremo aspettare il 21 marzo per sapere se saranno i David di Donatello a riconoscerne l'innovazione e ad entrare nella storia conferendo la statuetta proprio a un cartone animato, un gesto che potrebbe avvicinare sempre più adulti a una delle tecniche più artistiche quanto sottovalutate del cinema.

Scritto da 
  • Corinna Spirito
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