Martedì 17 Aprile 2018 - 17:45

Gentiloni sul blitz in Siria: "Usate armi chimiche, risposta motivata"

Il premier ha riferito alla Camera: "Quello di Damasco è regime orribile, ma bisogna trattarci". La posizione sulle alleanze e sulla Russia

Camera dei Deputati. Comunicazioni del Presidente del Consiglio sulla crisi siriana

"Le armi chimiche sono state ausate a Douma, non c'è motivo per dubitare che le immagini che abbiamo viste siano. La risposta che Usa, Francia e Gran Bretagna hanno dato il 14 aprile era motivata, mirata e circoscritta". E' la posizione dell'Italia sulla vicenda siriana espresa dal premier Paolo Gentiloni nella informativa pronunciata questo pomeriggio alla Camera. Quindi l'Italia si schiera con forza contro le armi chimiche, appoggia i suoi alleati "naturali", ma non va oltre il supporto logistico in questo tipo di operazioni. Nello stesso tempo, il nostro Paese, pur vedendo che in Siria siamo di fronte a una guerra e a un regime orribile, riconosce che anche con il regime di Damasco è inevitabile trattare. Quanto alla Russia, Gentiloni ha sottolineato la necessità di una politica del "doppio binario" basata, di volta in volta,  sulla fermezza e sul dialogo

Il dilemma - "Qualche giorno fa, in Siria - ha detto Gentiloni (ricevendo applausi per queste parole) -, è stato posto un dilemma angoscioso, e cioè se possiamo noi, la comunità internazionale - a 100 anni dalla conclusione della Prima Guerra Mondiale, adattarci all'idea di convivere con le armi chimiche, considerandole legittime. La risposta di tutti noi, la risposta unanime a questo dilemma, è semplice: non possiamo accettare che l'uso e la legittimazione delle armi chimiche".

Usate armi chimiche - È molto probabile che lo scorso 7 aprile, a Douma, siano state usate armi chimiche, in particolare sarin e cloro ha spiegato Genitloni: "Abbiamo visto immagini che non dovremmo mai vedere, di bambini intossicati.  - ha sottolineato il premier -. E non abbiamo alcun elemento per pensare che quelle immagini siano state falsate o manipolate".

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Risposta motivata - "Da presidente del Consiglio, - ha aggiunto Gentiloni - nelle ore immediatamente successsive, ho definito come motivata risposta del 14 aprile da parte di Stati Uniti e dei due Paesi europei più impegnati, Francia e Regno Unito: l'ho definita come motivata, mirata e circoscritta. Non ci sono state state infatti indicazioni di vittime civili o di danni collaterali". E l'assenza di incidenti con le forze russa "indica anche che è stata coordinata", ha sottolineato Gentiloni . "Abbiamo esplicitamente condizionato la nostra disponibilità di supporto logistico, che si è svolto in particolare dalla base aerea di Aviano, in provincia di Vicenza, al fatto che dal nostro territorio non partissero azioni contro il territorio siriano, e così è stato" ha spiegato il premier.

Il regime siriano - Sulla Siria, Gentiloni  ha precisato: "Siamo di fronte a una tragedia di una guerra e un regime orribile eppure, con questo regime orribile, la trattativa è inevitabile".

Gli alleati - "L'Italia non è Paese neutrale, non è Paese che decide di volta in volta con chi schierarsi. L'Italia è un coerente alleato con gli Stati Uniti, da molti decenni. E non è alleato di questa o quella amministrazione americana, ma degli Stati Uniti - di Kennedy o di Nixon, di Bush o di Obama. E' una scelta di campo? Sì. E' la nostra scelta di campo". Paolo Gentiloni  è stato applaudito su questo passaggio. Gentiloni ha però sottolineato che questo non implica accettare acriticamente qualunque scelta da parte di Washington.

La Russia - "Io non credo che la Russia non abbia l'interesse di fare fino in fondo il gioco di Bashar al Assad". Con Mosca, ha detto il premier, c'è una "strategia del doppio binario: fermezza verso certe scelte considerate sbagliate e, allo stesso tempo, disponibilità a tenere aperta una porta al dialogo".

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