Sabato 13 Gennaio 2018 - 02:45

Gli ambasciatori africani all'Onu: "Adesso Trump deve chiedere scusa"

I diplomatici di 54 nazioni chiedono che ritiri le sue parole sui Paesi "shithole". La visita medica: "Il presidente gode di ottima salute"

I "Paesi cessi" o "di merda" (a seconda delle diverse traduzioni circolate del termine "shithole") adesso si ribellano. 54 ambasciatori di altrettanti Paesi africani alle Nazioni Unite, si sono riuniti e, dopo aver valutato con  attenzione le parole del Presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, hanno deciso di chiedergli di scusarsi e di ritirare quanto ha detto parlando con parlamentari repubblicani alla Casa Bianca in merito all'immigrazione da Paesi pòoveri come Haiti e altri

Gli ambasciatori africani hanno affermato di essere "preoccupati per la continua e crescente tendenza dell'amministrazione statunitense a insultare l'Africa e le persone di discendenza africana per denigrare il continente e la gente di colore". Il gruppo di diplomatici è "sconvolto e condanna fermamente le dichiarazioni oltraggiose, razziste e xenofobe del presidente degli Stati Uniti d'America come ampiamente riportato dai media".

La salute di Trump -

E il presidente degli Stati Uniti gode di ottima salute almeno stando alla visita medica programmata a un anno dalla sua elezione. "Donald Trump, a 71 anni, sta benissimo", fa sapere la Casa Bianca, citando il suo medico: "La visita medica del Presidente oggi all'Ospedale Militare Nazionale di Walter Reed ha avuto un successo straordinario, e il Presidente è in ottima salute", ha detto il dottor Ronny Jackson, che era in precedenza responsabile del suo predecessore democratico Barack Obama.

Dettagli sulla visita saranno forniti all'inizio della prossima settimana. A quanto si sa, gli esami sono stati limitati al peso, alla pressione sanguigna e al colesterolo. Mentre i suoi detrattori mettono apertamente in discussione la sua salute mentale, nessun esame psichiatrico è stato pianificato per colui che si è qualificato come "genio stabile". Il presidente degli Stati Uniti non ha l'obbligo di sottoporsi a un controllo sanitario, né di rendere pubblici i risultati. Ma è diventata una tradizione. Donald Trump, l'uomo più anziano della storia americana a diventare presidente, segue le orme dei suoi predecessori. Durante la campagna, il suo medico personale, Harold Bornstein, aveva assicurato che sarebbe stato "l'individuo più sano mai eletto alla presidenza". Ma le domande sulla sua stabilità mentale rimangono soprattutto dopo il controverso libro del giornalista Michael Wolff che disegna un ritratto al vetriolo dell'ex magnate immobiliare, assicurando che il suo entourage dubiti della sua capacità di governare.

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