Giovedì 17 Maggio 2018 - 09:30

Contratto M5S-Lega al rush finale. Ok su diversi punti ma resta ancora il nodo premier

Trovata l'intesa sui punti rimasti in sospeso. Nell'ultima versione correzioni sul Jobs act e anche la chiusura dei campi rom

Matteo Salvini esce dal Pirellone dopo il vertice con Luigi di Maio

Terminato positivamente l'incontro alla Camera tra Luigi Di Maio e Matteo Salvini che chiederanno di riferire al Quirinale lunedì. I nodi del contratto sui quali non c'era accordo, sottolineati in rosso, sono stati tutti risolti in maniera soddisfacente da entrambe le parti. Nel pomeriggio è previsto un nuovo tavolo tecnico per integrare alcuni punti. Tra gli argomenti cari alla Lega: la sicurezza. Secondo quanto apprende LaPresse, il Carroccio avrebbe inserito anche la chiusura del campi rom, e non solo di quelli irregolari.

Ancora da risolvere il nodo premier, anche se i leader sostengono che siano stati fatti grandi passi avanti. La trattativa, in ogni caso, prosegue a ritmo serrato visto che il futuro presidente del Consiglio dovrà anche visionare la bozza del contratto e dare il suo via libera. Solo a quel punto Di Maio e Salvini sigleranno l'accordo.

Sul fronte dei mercati, intanto, la situazione resta altalenante. Dopo il pesante rosso di ieri del 2,3%, la Borsa di Milano ha aperto positivamente, con l'indice Ftse Mib salito dello 0,29%, per poi accelerare di nuovo al ribasso. Anche lo spread è di nuovo in tensione. A metà giornata il differenziale tra Btp e Bund tedesco viaggia a quota 158,40 punti, aggiornando i massimi dallo scorso gennaio. Il rendimento si attesta al 2,19%.

IL CONTRATTO - Nell'ultima versione del testo M5S-Lega sono state inserite delle correzioni "per evitare l'eccessiva prevaricazione portata dal Jobs act". È stato modificato il punto sul reddito di cittadinanza e quello sulla Tav, rendendolo meno specifico: ossia eliminando il tema del terzo valico. Ed è stato poi precisato che "le sedi temporanee per il rimpatrio degli immigrati irregolari dovranno essere dignitose". Nel contratto si è inserito un punto che riguarda l'alienazione genitoriale. Questa sindrome da alienazione genitoriale è una dinamica psicologica disfunzionale che, secondo alcune teorie mediche, si attiverebbe sui figli minori coinvolti tanto in contesti di separazione e divorzio dei genitori, definiti conflittuali, quanto in contesti di presunta violenza intradomestica.

"Io e Salvini abbiamo finito il lavoro, il contratto sarà chiuso entro stasera. Ci sono punti da limare ma non sono dirimenti ", ha precisato il capo politico pentastellato. In serata, però, il leader del Carroccio allunga i tempi: "Entro fine settimana ci sarà la chiusura". "Abbiamo fatto un enorme lavoro in un tempo limitatissimo, - ha aggiunto - altro tempo non ne vogliamo portare via".

L'intesa era già stata raggiunta su euro (niente uscita né referendum, la linea sulla moneta unica sarà decisa di volta in volta con i partner europei), reddito di cittadinanza, flat tax, taglio drastico dei costi della politica con annessa riduzione del numero dei parlamentari e obbligatorietà dei vaccini

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NODO PREMIER - La trattativa, secondo quanto si apprende, si basa su una linea condivisa dai due protagonisti della fase politica attuale. In sostanza, questo accordo prevederebbe che se a capo del governo andasse Di Maio, allora la squadra di governo sarebbe di 20 ministri e le deleghe di peso (Interno, Difesa, Lavoro, Economia) andrebbero alla Lega. Se, invece, a Palazzo Chigi sedesse un esponente del Carroccio (la figura individuata sarebbe quella di Giancarlo Giorgetti), i contrappesi sarebbero tutti in favore del Movimento, che potrebbero a casa anche un numero maggiore di dicasteri. Ancora in piedi anche l'ipotesi 'neutrale', con un terzo uomo gradito a entrambi gli azionisti del nuovo esecutivo. In questo caso Di Maio e Salvini entrerebbero nella partita per dare un valore politico alto alla squadra.

Proprio della possibilità che si possa scegliere un premier 'terzo' ha parlato Gian Marco Centinaio ai microfoni di Tgcom24. "Nel momento in cui siamo in una fase di trattative e si sta cercando la persona, è logico che ci si muove a 360 gradi. Per noi, che sia un 'terzo' tecnico o politico poco importa. Il Governo è politico e la maggioranza è politica. Di conseguenza, tutto ciò che viene appoggiato da questa maggioranza diventa politico", ha spiegato  il capogruppo della Lega al Senato.

"Può esserci la persona che non ha mai fatto politica, che non è iscritta a nessun partito politico ma, nel momento in cui arriva in Parlamento a chiedere la fiducia, ci sono dei partiti politici che gli danno la fiducia e, di conseguenza, anche il tecnico diventa un politico. L'abbiamo visto con il Governo Monti: aveva fatto il tecnico e doveva avere il governo dei tecnici. Dopo pochi mesi si è creato il suo partito politico. Io ai tecnici credo veramente poco", ha concluso.

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