Lunedì 13 Novembre 2017 - 21:15

I primi 30 anni degli Afterhours. Agnelli: "La tv mi ha cambiato"

Vecchie registrazioni, foto e materiale vario stipato dal 1987 a oggi per festeggiare il trentennale della band

Quattro dischi, 76 tracce, un libro: trent'anni di storia rock raccolti in un'antologia che Manuel Agnelli definisce "un mattone". Gli Afterhours celebrano la loro storia dopo aver fatto "un lavoro pazzesco" per trovare vecchie registrazioni, foto e materiale vario stipato dal 1987 a oggi e inserirlo in 'Foto di pura gioia'.

A metterli in difficoltà ma anche, allo stesso tempo, ad aiutarli, un incendio divampato tre mesi fa nella sala prove dove tutti quei pezzi di storia erano rimasti negli scatoloni. "Nel cercare di salvare dalle fiamme il materiale - racconta Manuel Agnelli - sono saltate fuori delle cose che non sapevamo neanche di avere".

Il cantante degli Afterhours si definisce un "accatastatore seriale", tanto da aver ritrovato nastri con incisioni in cui non ha immediatamente capito di essere lui a cantare: "Se non riconosci la tua voce - commenta con il suo tipico sorriso sarcastico - vuol dire che è passato molto tempo". Il motivo, però, non è tanto l'autocelebrazione, quanto la voglia di vedere concretizzati tanti anni di lavoro: "Era importante chiudere un periodo, psicologicamente aiuta. Serve per ripartire un po' più leggeri. Adesso sarà più facile o fare cose diverse con questo progetto o con altri progetti".

Tra i quattro cd spunta pure il brano 'Non si esce vivi dagli anni '80', che Manuel confessa di sentire ancora 'attualissima': "La sto vivendo anche io questa cosa. Se non sei in tv non esisti. Le ministar tv come me le riconoscono tutti. C'è un feedback enorme. Così sembra che i 30 anni antecedenti a 'X Factor' io non abbia fatto niente perché non ero sul piccolo schermo. Prima di quella trasmissione per molta gente non esistevo".

Agnelli, però, si è riappacificato con questo aspetto della vita da musicista e dice di avere deciso di partecipare come giudice al talent proprio nella speranza di rappresentare in tv "un altro modo di fare musica". Diventare un personaggio televisivo ha aiutato Manuel a cambiare la sua percezione nel rapporto con i fan. Se prima chi gli chiedeva autografi e selfie lo irritava, ora vive positivamente l'assalto: "Ho deciso di entrare nel talent anche per avvicinarmi alla gente, perché di base sono gran misantropo. Ma tante cose con la tv si sono trasformate nella mia percezione e mi hanno liberato".

E se lui a una gara o a un talent non ha mai partecipato (escluso il Festival di Sanremo, ma per "uno scopo ben preciso", cioè l'iniziativa Il Paese è reale), non è critico con chi lo fa e, anzi, porta anche qui la sua visione: "I tempi erano diversi nel 1987, c'erano altri modi per veicolare la musica, c'era una controcultura con un sistema intorno. C'era il circuito dei club. Ma i grandi artisti, per esempio i pittori e gli scultori, nel passato, lavoravano su commissione e hanno fatto la storia. Per cui la coerenza è tutta relativa, dipende dal periodo storico. Io oggi mi sono reso conto che con più mezzi mi riescono cose più belle". E, fra le cose più belle, forse c'è anche il concerto evento che chiuderà le celebrazioni per il trentennale della band, il 10 aprile al Mediolanum Forum di Assago.

"Sarà l'unico del 2018 per noi" spiega Manuel che dice di preferire una cosa del genere a un tour che rischia di diventare una "routine faticosa". "Gli 'eventi' sono una valida alternativa, adesso che ce lo possiamo permettere. Sono le Olimpiadi invece del campionato, una cosa unica che non si ripete e torna ad essere eccitante". Nessuno, però, si aspetti fuochi d'artificio e scenografie stupefacenti. L'ispirazione arriverà dai live di Nick Cave, ci saranno ospiti, anche dalle vecchie formazioni degli Afterhours: "Cercheremo di emozionare la gente, è l'unica cosa che vorremmo saper fare". E dopo? Il 2018 per Manuel Agnelli sarà un anno di composizione, e si spera in un nuovo lavoro degli Afterhours: "Scriverò molto, probabilmente anche su più progetti". 

Scritto da 
  • Chiara Troiano
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