Martedì 13 Febbraio 2018 - 16:15

Jovanotti torna in concerto e diventa Don Chisciotte nel suo salone delle feste

È partito a Milano 'Lorenzo Live 2018': sarà al Mediolanum Forum di Assago fino al 28 febbraio, poi altre 48 date, ma in poche città

È qui la festa, la sua festa. Quella di Lorenzo Cherubini, anzi di Jovanotti, che ha scelto di fare le cose in grande per accogliere chi da trent'anni non manca mai all'appuntamento. Al Mediolanum Forum di Assago, gremito all'inverosimile, tredici lampadari di cristallo sovrastano la folla e si sollevano e si abbassano per creare giochi di luce e diventare parte integrante dello spettacolo. E già solo questo dettaglio coreografico spiega il motivo per il quale lo show sarà resident: dodici serate al Forum fino al 28 febbraio, poi altre 48 date, ma in poche città. Difficile ipotizzare il trasloco ogni sera della complicata scenografia.

È qui la festa, la sua festa. C'è un filo conduttore che unisce le celebrazioni dei trent'anni dal primo concento, al Rolling Stones di Milano: Don Chisciotte. Lo si capisce subito, quando sul led wall compare un cartone animato di Manuele Fior e si sente la voce di Miguel Bosè che recita in spagnolo, con sottotitoli, l'adattamento di Corrado D'Elia: un omaggio "agli illusi", "a chi non si arrende mai", "agli eroi dimenticati", "a tutti i cavalieri erranti". Citazione spiegata da Jovanotti alla fine del concerto: "Intanto perché ho scoperto che il personaggio di Don Chisciotte aveva 51 anni, proprio come me. L'ho considerato un segno. È meraviglioso, complesso, rappresenta la volontà di trasfigurare la realtà grazie alla fantasia".

 

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Non sono solo i lampadari a rendere di difficile spostamento lo show. Ci si mette pure un palco spettacolare che si solleva e ruota in mezzo alla gente, avvicinando Jovanotti ai fan in ogni angolo del palazzetto mentre intona Fame. Il 'ragazzo fortunato' canta e balla senza sosta, con indosso i vestiti della festa, ricoperti di paillettes. Otto canzoni dell'ultimo disco, Oh, vita!, si mescolano perfettamente con venti grandi successi. Uno dei momenti più riusciti e che esalta il pubblico è un dj set da una consolle sopraelevata, durante il quale, ai piatti, richiama Attaccami la spina, Non m'annoio, Una tribù che balla e Tanto. Impossibile stare fermi.

Lui, spiega, sa come si fanno le scalette. Ci ha lavorato a lungo, tanto da rifiutare l'invito di Baglioni al Festival Sanremo: "Mi aveva scritto, ma non c'era la possibilità di esserci. Avrei avuto un pezzo di testa lì e non si poteva fare". Dentro il concerto c'è tanta roba, c'è tutto, non solo due ore e mezza di musica attraverso la carriera di Lorenzo dall'inizio fino all'ultimo album, ma anche tanta voglia di comunicare e di dire qualcosa. Il messaggio, alla fine, è uno: viva la libertà, per raccontarla alla sua maniera. "C'è una teoria: dice che il motore dell'evoluzione è quando succedono le cose sbagliate nel momento giusto o quelle giuste nel momento sbagliato. Il razzismo, invece, è la cosa sbagliata nel momento sbagliato. La complessità del mondo in cui ci troviamo non può essere compresa attraverso categorie, va studiata, vanno trovati sentieri giusti in un'epoca sbagliata. Se io faccio musica è perché sono cresciuto in un mondo aperto, con le porte dell'immaginazione spalancate"

 Ma la retorica dura poco, ci pensa Jovanotti a interromperla. Quando gli si chiede se non ci sia noia a fare e rifare uno spettacolo per così tanti giorni nello stesso posto, magari con la medesima scaletta, risponde schietto: "Hai mai chiesto a un pilota di Formula1 se si rompe i coglioni a fare sempre lo stesso circuito? Ti assicuro che non c'è un attimo di noia".

 

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LA SCALETTA:
Ti porto via con me
Le canzoni
Penso positivo
In Italia
Oh, vita!
Sbam!
Gli immortali
Mi fido di te
Sbagliato
Baciami ancora
Chiaro di luna
Fame
Dj set
L'ombelico del mondo
A te
Ti sposerò
Ragazza magica
L'estate addosso
Tutto l'amore che ho
Safari
Tensione evolutiva
Sabato
Il più grande spettacolo dopo il Big Bang
Ciao mamma
Ragazzo fortunato
Le tasche piene di sassi
Mezzogiorno
​Viva la libertà

Scritto da 
  • Chiara Troiano
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