Giovedì 30 Novembre 2017 - 20:00

Jovanotti e l'inno alla libertà di 'Oh, vita!': "Mi sono messo a nudo"

Il 'ragazzo fortunato' celebra la vita a tutto tondo: oltre all'album e il tour, nasce un pop shop e un diario di viaggio sul disco

A otto anni voleva fare il Papa, poi ha cambiato idea. E così è diventato Jovanotti. Ma la storia del 'ragazzo fortunato' forse parte proprio da lì, da quel bambino che viveva a Roma, vicino al Vaticano, e che la domenica andava in piazza San Pietro a vedere il pontefice, non tanto per l'aspetto religioso ma perché "mi piaceva vedere il casino". E quel casino, in modo diverso, riesce a crearlo e a vederlo ogni volta che sale su un palco. "Come posso io non celebrarti, vita": inizia così, con queste poche parole tratte dal suo nuovo singolo 'Oh, vita!', la presentazione di Jovanotti del suo ultimo disco che porta lo stesso titolo. Lui, questa vita in musica, la celebra con un progetto musicale prodotto da un nome che è allo stesso tempo un'icona: Rick Rubin, dietro i lavori più celebri di Adele, Ed Sheeran, Red Hot Chili Peppers e tanti altri.

Un album nato come una "grande avventura", racconta Jova, con un lungo tempo di gestazione ma realizzato poi in tempi brevi, soli 18 giorni in studio. "Dopo 30 anni che faccio dischi mi sono ritrovato esattamente come quando sono arrivato a Milano in studio con Claudio Cecchetto, con stessa voglia di essere all'altezza dell'occasione che mi veniva offerta", spiega Lorenzo. Il lavoro di Rick Rubin è stato più che altro di sottrazione, perché "le cose quando sono meno suonano meglio, c'è più spazio". E' stato Rubin a chiedere a Jovanotti di concentrarsi solo su quel preciso momento e su quel preciso lavoro, senza pensare al passato e neanche al futuro, chiedendo a Lorenzo se i suoi pezzi piacessero alle persone a lui più care, la moglie Francesca e la figlia Teresa, e senza avere in testa la necessità di costruire una hit radiofonica. Il lavoro di sottrazione è stato fatto anche per quanto riguarda la voce di Jovanotti, che è stata messa completamente a nudo: "Mi sono sentito fragile, vulnerabile, sempre a confronto con i miei limiti. Mi sono messo a nudo. Sono stati esposti i miei difetti al pubblico giudizio ed è stata una grande cosa".

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Il disco ha dentro di sé due anime: una più cantautorale e una hip hop, da dj. "Rubin - sorride Cherubini - mi ha detto che il mio è il disco più vario che abbia mai prodotto, ma questo non è un difetto". Al centro, la parola 'libertà': "Ogni generazione - commenta Lorenzo - ha il compito di ridare il significato alle parole importanti del nostro vocabolario: amore, libertà, anima, giustizia. Vengono sfilacciate, perdono il loro senso e il nostro compito è ridare loro la vita. La parola 'libertà' è la più svuotata in assoluto ma allo stesso tempo è la più stimolante per ogni artista o essere umano".

Ma siccome Jovanotti a stare fermo proprio non ci riesce, un album non gli basta. Ecco così nascere un pop shop, che rimarrà aperto solo undici giorni, in piazza Gae Aulenti a Milano. Uno "spaccio di figate", lo definisce Lorenzo, un luogo dove verranno venduti oggetti con il suo marchio e il cui devoluto andrà in beneficenza. Ma ci sarà anche spazio per fare musica e farlo diventare un club, fino all'11 dicembre. E poi c'è 'SBAM!', progetto di cui va particolarmente orgoglioso: una sorta di 'almanacco', un diario di viaggio della stesura dell'album, edito da Mondadori, ma anche un party letterario. Cherubini spera possa essere il primo numero di una lunga serie. Intanto, in quarta di copertina ha messo l'unica foto esistente dei festeggiamenti del suo 50esimo compleanno.

E poi, ultimo ma non per importanza, il tour. Che più che tournée sarà resident nei palazzetti, visto che dal 12 febbraio vedrà 10 date a Milano, 8 a Roma, 8 a Firenze e altre in tutta Italia. Escluso quindi un passaggio al Festival di Sanremo, visto che sarà impegnato nelle prove. Il cuore dei live sarà il repertorio, ma ci sarà spazio anche per 6 o 7 canzoni nuove: "Sarà una mega festa". E se c'è uno che sa farla, quello è Jovanotti.

Scritto da 
  • Chiara Troiano
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