Lunedì 26 Marzo 2018 - 12:00

L'idea di Lagarde: "Serve fondo centralizzato anti crisi per Eurozona"

La numero uno dell'Fmi presenta la sua ricetta e lancia l'allarme: "Attenzione a populismo e protezionismo"

Parigi, Christine Lagarde a una conferenza presso il ministero dell'Economia

Per il Fondo monetario internazionale sarebbe opportuno creare un bilancio comune europeo nell'eurozona, che dovrebbe essere supplementare e non sostitutivo della capacità di bilancio dei singoli Paesi membri. Lo ha annunciato a Berlino la direttrice generale del Fondo monetario internazionale, Christine Lagarde, che parla di necessatà di "capacità fiscale centrale" per i Paesi della moneta unica. Si tratta di fondo europeo "per i giorni di pioggia", per prevenire eventuali momenti di crisi, perché, ha ribadito Lagarde, occorre "riparare il tetto quando splende il sole". La creazione del fondo "completerebbe gli sforzi di bilancio" degli Stati membri, che "saranno sempre la prima e principale linea di difesa di ogni recessione", ha sottolineato la direttrice dell'Fmi. Una capacità comune "potrebbe non essere sufficiente di per sé per risolvere la prossima crisi, ma certamente sarebbe di aiuto", ha chiarito Lagarde, aggiungendo che "sarebbe un cuscino temporaneo e non permanente". Il fondo, per un costo "relativamente modesto", pari allo 0,35% del Pil all'anno, "potrebbe ridurre gli effetti negativi" sulla crescita "di oltre il 50%", ha specificato Lagarde.

Per funzionare bene, ha continuato, "l'area euro ha bisogno di maggiore fiducia reciproca tra i Paesi e maggiore responsabilità. I progressi in tandem sulla fiducia e la responsabilità consentirebbero all'Unione di realizzare più del suo potenziale e diventare maggiore della somma delle sue parti".

L'area della moneta unica, in particolare, dovrebbe compiere passi avanti su tre aree di riforma: un'unione dei mercati di capitale modernizzata, un'unione bancaria migliorata e una maggiore integrazione fiscale. L'obiettivo di ciascuna di queste riforme "non è incoraggiare l'autocompiacimento ma creare più resilienza per l'area euro", ha sottolineato Lagarde, spiegando che usando termini tecnici, "l'Unione dovrebbe trovare il giusto equilibrio tra 'condivisione del rischio' e 'riduzione del rischio'". "Certo - ha aggiunto Lagarde - ci vorranno tempo e un sacco di lavoro per arrivarci".

Lagarde ha poi lanciato l'allarme su alcuni pericoli che minacciano la ripresa "sostenuta e ampiamente condivisa" dell'economia globale: "l'ascesa del populismo e la miope sirena del protezionismo".

"Abbiamo bisogno di trovare delle guide per le acque increspate affrontate ora da così tante parti del mondo", ha spiegato Lagarde, aggiungendo che un'Europa più unita "può essere una bussola per tutta l'area e un faro di speranza per il mondo". Ma per svolgere questa funzione, l'Europa "non può essere solo un'unione economica per i tempi di acque calme", ha sottolineato la numero uno dell'Fmi. L'eurozona "ha la necessità di completare l'architettura con le parti che mancano per prepararsi per la prossima crisi", ha spiegato Lagarde.

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