Lunedì 01 Maggio 2017 - 18:15

In Italia crescono i precari: 9,3 mln a rischio povertà

È la situazione del lavoro fotografata dal Centro studi di Unimpresa

Lavoro, in Italia crescono i precari: 9,3 mln a rischio povertà

Disoccupazione in aumento, più lavoratori precari e oltre 9,3 milioni gli italiani a rischio povertà. È la situazione del lavoro in Italia fotografata dal Centro studi di Unimpresa. Il perimetro totale dell'area di disagio sociale, calcolata sulla base dei dati Istat, alla fine del 2016 risulta in aumento rispetto al 2015 di 105mila unità (+1,14%). Crescono in particolare gli occupati precari. In un anno - certifica l'Unione nazionale imprese - è salito il numero dei contratti di lavoro a tempo determinato, sia part time (803mila persone) sia a orario pieno (1,71 milioni). Calano i collaboratori (-34mila) e i contratti a tempo indeterminato part time (2,67 milioni in tutto). Questo gruppo di persone "occupate con prospettive incerte circa la stabilità dell'impiego o con retribuzioni contenute" ammonta complessivamente a 6,27 milioni di unità. Il deterioramento del mercato del lavoro, per Unimprese, ha come conseguenza la sola espulsione degli occupati, ma anche la mancata stabilizzazione dei lavoratori precari e il crescere dei contratti atipici. "Una situazione di fatto aggravata dalle agevolazioni offerte dal Jobs Act che hanno visto favorire forme di lavoro non stabili".

Da qui l'estendersi del bacino dei 'deboli'. Nel quarto trimestre del 2015 i disoccupati erano in totale 2,89 milioni: 1,70 milioni di ex occupati, 676mila ex inattivi e 937mila in cerca di prima occupazione. A dicembre 2016 i disoccupati risultano in aumento di 179mila unità (+6,18%). Crescono di 105mila unità gli ex occupati, e di 42mila unità gli ex inattivi, 58mila italiani in più sono in cerca di prima occupazione. I contratti a termine part time sono saliti di 83mila unità da 720mila a 803mila (+11,53%), quelli full time sono cresciuti di 13mila unità (+0,76%), i contratti a tempo indeterminato part time sono cresciuti di 9mila (+0,34%). In netto calo le collaborazioni, da 327mila a 284mila (-13,15%), e risultano in lieve diminuzione gli autonomi part time (-4,12%).

"Non sono bastati gli interventi dei governi che si sono passati il testimone in questi anni a ridare slancio al mercato del lavoro. Facciamo i conti, e i numeri non mentono, con una situazione drammatica che è destinata a peggiorare" commenta il vicepresidente di Unimpresa, Maria Concetta Cammarata. "Finita la droga degli incentivi contributi, le imprese sono rimaste senza aiuti, vanno aiutate di più ora non sono adeguatamente supportate" conclude Cammarata.
 

Scritto da 
  • Simone Gorla
Accedi o registrati per inserire commenti.

Ti potrebbe interessare anche

Manifestazione della Cgil

Lavoro, ancora in crescita le assunzioni. Ma solo un quarto a tempo indeterminato

Il rilevamento Inps riferito ai primi 5 mesi dell'anno registra un incremento del 16% ma di "qualità" inferiore

Manifestazione dei metalmeccanici Fiom-Cgil

Boeri: Migranti buoni contribuenti. E non rubano lavoro

La relazione del presidente dell'Istituto di previdenza davanti alla Commissione d'inchiesta sul fenomeno migrazione. "Ogni anno ci regalano 300 milioni a fondo perduto"

Roma, Manifestazione della Cgil

Ue, creati 10 milioni posti di lavoro. Disoccupazione ai minimi

L'indagine annuale. Sono 234 milioni gli occupati nell'Unione. Ma il reddito dei giovani si riduce

Istat, calano numero di casalinghe e asimmetria lavoro familiare

Istat, calano numero casalinghe e asimmetria del lavoro familiare

La loro condizione economica non è buona: nel 2015 sono più di 700 mila le casalinghe in povertà assoluta