Lunedì 12 Febbraio 2018 - 12:30

Macerata, cambio di vertice in questura: via Vuono, arriva Pignataro

La sostituzione dopo una settimana complicata con tre manifestazioni, ma secondo fonti di polizia si tratta di una "normale attività di avvicendamento di incarichi"

Macerata, manifestazione anti fascista ed antirazzista

Dopo tre giorni di manifestazioni, cambio di vertice nella questura di Macerata: lascia Vincenzo Vuono (nominato questore solo tre mesi fa), che rientra al Dipartimento di pubblica sicurezza con l'incarico di studio, ricerca e analisi, e arriva Antonio Pignataro, che lascia l'incarico di direttore del servizio II della Direzione centrale servizio antidroga. Il cambio arriva dopo tre manifestazioni nella scorsa settimana: mercoledì quella di Casapound, giovedì Forza Nuova e sabato il corteo antifascista. 

Ma secondo quanto specificano fonti di polizia il cambio al vertice della Questura di Macerata, sarà operativo da subito, e si tratta di una "normale attività di avvicendamento di incarichi". Tra le altre nomine c'è quella del prefetto Mario Papa che, dalla Direzione centrale delle risorse umane del Dipartimento di pubblica sicurezza, assume l'incarico di commissario straordinario del governo per la gestione del fenomeno delle persone scomparse. Il suo posto alla Direzione centrale delle risorse umane, sarà assunto da Giuseppe Scandone, che lascia invece l'incarico di direttore della Scuola superiore di polizia. Annamaria Di Paolo viene invece nominata reggente della Scuola superiore di polizia e lascia l'incarico di direttore dell'Ufficio relazione esterne e cerimoniale.

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"In 14 mesi ho proibito una sola manifestazione, quella di Forza nuova qualche giorno fa a Macerata. Questa è la forza di una democrazia - ha detto il ministro dell'Interno Marco Minniti, intervenendo al teatro Niccolini a Firenze, a un'iniziativa sulla sicurezza a cui partecipa anche il segretario Pd Matteo Renzi - Sabato ci sono state contemporaneamente 150 manifestazioni, alcune sulle foibe altre antifasciste. Su 150, in 149 siti si sono svolte in tranquillità. E' merito del ministro dell'Interno? No, è merito delle donne e uomini delle forze dell'ordine", ha aggiunto.

Il ministro è tornato poi sui fatti di Macerata. Dopo la sparatoria di Traini "siamo andati a Macerata sabato pomeriggio e abbiamo qualificato quanto accaduto come 'rappresaglia'. Non c'era a mio avviso nulla che rendesse più evidente il fatto che avevamo a che fare con un gesto cieco che colpiva casualmente, con le modalità di chi si era imbevuto negli anni della cultura nazista e fascista. Giovedì il Pd sarà a S.Anna di Stazzema, come si chiamava quello che hanno fatto lì? Si chiamava rappresaglia. Rappresaglia aggravata dall'odio razziale, lo abbiamo detto subito, perché l'unico punto che teneva insieme la casualità era il colore della pelle - ha continuato Minniti -  Io ho molto apprezzato che la manifestazione di sabato sia stata serena e pacifica, lo considero importante per la democrazia".

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