Lunedì 25 Giugno 2018 - 12:45

Migranti, Italia e Libia d'accordo: "Gli hotspot ai confini sud libici"

L'incontro tra Salvini e il vicepremier di Tripoli, Maitig. Entrambi contrari a organizzarli in territorio italiano o libico

Migranti, Matteo Salvini a Tripoli

Gli hotspot per intercettare e verificare il diritto dei migranti ad essere accolti in Europa non vanno costruiti in Italia e neppure in territorio libico (la legge libica non lo permette perché non ammetterebbe che i controlli su provenienza e diritto all'asilo vengano svolti da funzionari di paesi terzi). E' il tema centrale dell'incontro che si è svolto questa mattina a Tripoli tra il vicepremier Matteo Salvini e il suo corrispondente libico Ahmed Maitig. Gli hotspot andrebbero dunque installati ai confini meridionali della Libia sui percorsi dei disperati che fuggono dall'Africa equatoriale o sperano di trovare migliore fortuna economica in Europa. Quindi, ai confini con Niger, Ciad e Sudan, paesi con i quali non è facile avere rapporti (anche se in Niger la situazione è molto migliorata e questo Paese si fa carico di un generoso lavoro di accoglienza) ma dove già esistono e funzionano degli hotspot legati a progetti europei dell'Oim e dell'Unhcr.

No agli hotspots dell'accoglienza in Italia.- Secondo Salvini gli hotspot in Italia (proposti dagli altri Paesi europei) : "sarebbero un  problema per noi e per la Libia stessa perché i flussi della morte non verrebbero interrotti. Noi abbiamo proposto centri di accoglienza posti ai confini a Sud della Libia per evitare che anche Tripoli diventi un imbuto, come Italia". Salvini ha scritto queste cose sui social durante gli incontri libici di questa mattina.

No agli hotspot in Libia - "Rifiutiamo categoricamente la presenza di qualsiasi campo per i migranti in Libia. Questo non è accettato dalle leggi libiche, Abbiamo programmi che dipendono da accordi tra la Libia e l'Unione europea e l'Italia ne fa parte". Lo ha detto il vice primo ministro libico, Ahmed Maitig. nella conferenza stampa congiunta con Matteo Salvini. "La Libia e l'Italia stanno lottando insieme e chiediamo che l'Ue segua l'esempio italiano".

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Proteggere le frontiere meridionali della Libia - "Come governo italiano siamo assolutamente in sintonia con il vostro modo di agire e faremo in modo che siano solo le autorità libiche ad assicurare il controllo del territorio anche marittimo". Matteo Salvini, nella conferenza stampa con il ministro degli Interni libico Abdulsalam Ashour ha dato pieno sostegno alla Libia e alla sua politica: "Giovedì al vertice europeo il Governo sosterrà la necessità di proteggere le frontiere esterne al sud della Libia, perché non siano solo Libia ed Italia a sostenere i costi economici e sociali di questa migrazione". E ha aggiunto: "Ci faremo carico di portare in Europa la mia e la nostra idea che la Libia non sia un problema ma sia una grande opportunità. Qualche paese europeo la vive come un problema, per noi può tornare a essere una grande opportunità di condivisione e di crescita". Per concludere: "La Libia è un paese amico dell'Italia e il mio impegno sarà massimo per definire una più stretta collaborazione per contrastare l'immigrazione illegale, ma anche  per realizzare iniziative comuni in materia  economica e culturale. Aspetto al più presto il ministro Ashour a Roma".

Mogherini - 

Al Consiglio europeo di giovedì "porterò alcune proposte per rafforzare il nostro lavoro sulla dimensione esterna" della gestione dei flussi migratori, "ma sarebbe utile se gli Stati membri capiscano che questo lavoro necessita di risorse". Lo ha dichiarato l'Alta rappresentante Ue per gli Affari esteri, Federica Mogherini, al suo ingresso al consiglio Affari esteri dell'Ue a Lussemburgo. Secondo Mogerini, "servono risorse adeguate da investire in progetti di sviluppo, in collaborazione con i Paesi di origine e transito, per gestire i flussi migratori, in modo umano e sostenibile al tempo stesso". Questo lavoro "ha dimostrato di essere importante nel portare risultati". Il Trust Fund per l'Africa "ha dimostrato di essere utile, di portare risultati. Per questo chiediamo piu' soldi agli Stati membri per il Trust Fund per l'Africa.

Moscovici - Una posizione più conciliante con l'Italia arriva dal commissario Ue Pierre Moscovici: "Non può essere solo l'Italia a farsi carico" della gestione dei migranti in Europa. Era la Grecia, ora è l'Italia" che li accoglie tutti, ha aggiunto. "È questa la ragione per cui si è sentita sola e per cui è cresciuto il movimento populista", ha precisato. Preoccupato per l'ascesa del nazionalismo in Europa, Pierre Moscovici ha poi parlato del ministro dell'Interno italiano, Matteo Salvini. "Odio quello che dice l'onorevole Salvini, non mi piace l'ideologia che lo ispira, capisco anche da dove viene Salvini, vale a dire che l'Italia si è sentito abbandonata. Il modo in cui dice che non può essere condiviso dai democratici, c'è violenza, un'ideologia, una provocazione, xenofobia", ha spiegato. "Ma dietro tutto questo c'è una risposta a cui gli italiani hanno diritto, è la solidarietà dei loro partner - ha concluso Moscovici - Quindi dobbiamo continuare la riflessione su quello che potrebbe essere una politica comune europea in materia di asilo".

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