Domenica 14 Gennaio 2018 - 12:45

Migranti, Papa: "Paure legittime, ma non lasciare che alimentino odio"

Francesco in occasione della Giornata mondiale del migrante e del rifugiato

Papa Francesco durante l'Udienza Generale del mercoledì

"Non è facile entrare nella cultura altrui, mettersi nei panni di persone così diverse da noi, comprenderne i pensieri e le esperienze. E così spesso rinunciamo all'incontro con l'altro e alziamo barriere per difenderci. Le comunità locali, a volte, hanno paura che i nuovi arrivati disturbino l'ordine costituito, 'rubino' qualcosa di quanto si è faticosamente costruito. Anche i nuovi arrivati hanno delle paure: temono il confronto, il giudizio, la discriminazione, il fallimento. Queste paure sono legittime, fondate su dubbi pienamente comprensibili da un punto di vista umano. Avere dubbi e timori non è un peccato. Il peccato è lasciare che queste paure determinino le nostre risposte, condizionino le nostre scelte, compromettano il rispetto e la generosità, alimentino l'odio e il rifiuto". CDon queste parole Papa Francesco ha celebrato la Santa messa celebrata in occasione della Giornata mondiale del migrante e del rifugiato nella basilica Vaticana.

"Quest'anno ho voluto celebrare la Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato con una Messa a cui siete invitati in particolare voi, migranti, rifugiati e richiedenti asilo. Alcuni siete arrivati da poco in Italia, altri da molti anni siete residenti e lavorate, e altri ancora costituiscono le cosiddette 'seconde generazioni' - ha spiegato il pontefice - D'ora in poi, per motivi pastorali, la Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato sarà celebrata la seconda domenica di settembre. La prossima, cioè la centocinquesima, sarà domenica 8 settembre 2019".

 

 

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Il peccato, per Papa Francesco, è "rinunciare all'incontro con l'altro, con il diverso, con il prossimo, che di fatto è un'occasione privilegiata di incontro con il Signore. Per il forestiero, il migrante, il rifugiato, il profugo e il richiedente asilo ogni porta della nuova terra è anche un'occasione di incontro con Gesù. Il suo invito 'Venite e vedrete!' è oggi rivolto a tutti noi, comunità locali e nuovi arrivati. È un invito a superare le nostre paure per poter andare incontro all'altro, per accoglierlo, conoscerlo e riconoscerlo. È un invito che offre l'opportunità di farsi prossimo all'altro per vedere dove e come vive. Ogni forestiero che bussa alla nostra porta è un'occasione di incontro con Gesù Cristo, il quale si identifica con lo straniero accolto o rifiutato di ogni epoca. Al riguardo, desidero riaffermare che la nostra comune risposta si potrebbe articolare attorno a quattro verbi fondati sui principi della dottrina della Chiesa: accogliere, proteggere, promuovere e integrare", ha affermato Papa Francesco all'Angelus.

"Nel mondo di oggi, per i nuovi arrivati, accogliere, conoscere e riconoscere significa conoscere e rispettare le leggi, la cultura e le tradizioni dei Paesi in cui sono accolti. Significa pure comprendere le loro paure e apprensioni per il futuro. Per le comunità locali, accogliere, conoscere e riconoscere significa aprirsi alla ricchezza della diversità senza preconcetti, comprendere le potenzialità e le speranze dei nuovi arrivati, così come la loro vulnerabilità e i loro timori - ha aggiunto il pontefice - L'incontro vero con l'altro non si ferma all'accoglienza, ma ci impegna tutti nelle altre tre azioni che ho evidenziato nel Messaggio per questa Giornata: proteggere, promuovere e integrare".

Poi poche parole sul prossimo viaggio di Bergoglio: "Lunedì mi recherò in Cile e in Perù. Vi chiedo di accompagnarmi con la preghiera in questo viaggio apostolico".

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