Sabato 20 Maggio 2017 - 10:30

Milano, l'aggressore si scusa, indagato per terrorismo

Giovedì sera il ferimento di due militari e un agente

Milano, aggressore stazione indagato per terrorismo. In carcere si scusa: Mi dispiace

E' indagato per associazione con finalità di terrorismo internazionale il 20enne italo-tunisino Ismail Hosni arrestato l'altro ieri in stazione Centrale di Milano dopo aver ferito a coltellate due militari e un agente della Polfer. La decisione dei pm dell'Antiterrorismo è stata presa per svolgere accertamenti sul profilo Facebook in cui sono pubblicati video che inneggiano l'Isis e per approfondire i presunti legami del giovane con ambienti estremisti.

Oggi intanto a Milano  Insieme senza muri'la marcia  che prenderà il via da Porta Venezia alle 14.30, con lo scontro fra il sindaco Giuseppe Sala che limita a dire "Si farà" dopo un lungo post su Facebook e il presidente della Regione Lombardia, Roberto Maroni, il quale chiede di "annullare la marcia pro immigrazione".

'MI DISPIACE, ERO ARRABBIATO'. "Nessuno mi ha aiutato, mi dispiace per quello che è successo, ero arrabbiato". Sono queste le prime parole di Ismail Hosni, il 20enne italo-tunisino che ieri sera ha ferito a coltellate due militari e un agente della Polfer alla Stazione Centrale di Milano. Lo ha riferito il suo avvocato Giuseppina Regina, che lo ha incontrato oggi nel carcere di San Vittore. Il giovane ha detto al legale di vivere in strada da un anno e mezzo, e di aver trascorso un periodo nelle stesse condizioni anche in Tunisia. Ha raccontato di aver deciso di venire in Italia per trovare lavoro, dopo aver studiato fino alla terza media in Tunisia, e di essere stato seguito dai servizi sociali a cui aveva chiesto aiuto. In Italia il suo punto di riferimento sarebbe una zia, anche se in passato aveva trascorso anche un periodo a casa della madre, in un piccolo centro vicino a Foggia. Per i suoi precedenti legati alla droga, sarà sottoposto in carcere ai test tossicologici.

Il giovane potrebbe essere inoltre sottoposto ad una perizia psichiatrica. Il suo avvocato lo descrive come "un ragazzo in estrema difficoltà", con problemi legati al suo vissuto familiare.

INNEGGIAVA A ISIS. Il pool antiterrorismo del tribunale di Milano sta indagando a 360 gradi sul 20enne. Al vaglio degli investigatori anche i movimenti sui social di Hosni per capire se il 20enne sia legato ad ambienti estremisti. In particolare i pm stanno facendo verifiche su dei video pubblicati su un profilo facebook con nome 'Ismail Hosni' che inneggerebbero all'Isis.

I FERITI. Sono ancora ricoverati, coscienti e sotto osservazione l'agente della Polfer e il militare semplice feriti ieri sera in stazione Centrale a Milano da un 20enne di origini magrebine ma con cittadinanza italiana. Il caporale maggiore, accoltellato dal giovane, è stato dimesso con prognosi di 7 giorni. Questa mattina il prefetto di Milano, Luciana Lamorgese, e il questore, Marcello Cardona faranno visita ai feriti  ricoverati al policlinico Fatebenefratelli e all'ospedale Sacco. Nel frattempo, alcuni esponenti politici hanno chiesto al sindaco di Milano, Beppe Sala, di annullare la manifestazione di domani contro il razzismo e a favore dell’accoglienza dei migranti. 

GRASSO: NO A STRUMENTALIZZAZIONI. Sulla vicenda è intervenuto anch eil presidente del Senato Grasso. "Se parteciperò alla marcia di domani? Certamente, sono qua anche per questo. Sono per partecipare. E dobbiamo evitare che episodi che sono normali - di vita quotidiana, purtroppo - di reazione a controlli possano essere enfatizzati e strumentalizzati al fine di evitare qualcosa che è doveroso fare, cioè dire e partecipare a un movimento di tutta l'Europa per far condividere che il problema dell'accoglienza è un problema europeo. Ed è un dovere morale, giuridico, internazionale", ha detto, a margine del convegno alla Bocconi rispondendo ai cronisti ad una domanda sulla marcia '20 marzo senza muri'

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SALA: GUIDO MARCIA MIGRANTI. "Resto convinto che l'accoglienza sia un dovere della nostra città e di chiunque possa alleviare le sofferenze di chi è in difficoltà serie e chiede aiuto. Per questo confermo che domani guiderò la marcia 'Insieme senza muri', per una Milano sicura e accogliente". Lo ha ribadito il sindaco di Milano, Beppe Sala, su Facebook all'indomani dell'accoltellamento. "Invito tutti a una presenza pacifica che aiuti la riflessione su una tematica così rilevante - ha aggiunto il primo cittadino - Infine, vedo alcuni che chiedono l'annullamento della marcia e ripenso a quanti erano in coda per rubare un selfie con il Papa nel corso della sua visita a Milano, salvo dimenticarsi all'istante l'insegnamento del Santo Padre. Forse un po' di coerenza non guasterebbe".

LA CRONACA. Ieri, poco dopo le 20, una pattuglia mista composta da un agente della Polfer e due militari del 132° Reparto Artiglieria Terreste  Ariete, ha fermato un ragazzo che camminava in stazione con fare sospetto. Alla richiesta di esibire un documento di identificazione, il giovane di 20 anni, che al momento del controllo aveva le mani nelle tasche della felpa, con mossa fulminea ha estratto due coltelli colpendo l’agente della polizia al braccio destro, all’altezza del bicipite, per poi sferrare ulteriori due coltellate contro i due militari. Uno di loro, un militare semplice di anni 21, è stato accoltellato al collo, all'avambraccio destro e a entrambi i fianchi,  mentre il caporale maggiore scelto di anni 34 è stato ferito alla spalla destra. Con difficoltà a causa delle ferite riportate e della violenza dell’aggressore, i militari sono riusciti a immobilizzare il 20enne, nato a Milano da padre  magrebino e madre italiana, già noto alle forze dell'ordine per numerosi precedenti per droga. L'uomo è in arresto con l'accusa di  tentato omicidio.    

UN LUPO SOLITARIO.  Era un lupo solitario e si sentiva abbandonato dalla società il 20enne italo tunisino. Abitava in un furgone in zona Quarto Oggiaro  e aveva alle spalle diversi precedenti per droga. Anche i legami con la madre, originaria di Foggia, e il padre che è di origine tunisina, da tempo si sono allentanti. La sua storia personale in queste ore è sotto la lente del pool anti terrorismo della Procura di Milano e della Digos del capoluogo lombardo per verificare se il 20enne avesse qualche legame con il mondo del terrorismo islamico oppure se il suo gesto sia semplicemente dovuto a un momento di disperazione.

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  • redazione web
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