Giovedì 23 Febbraio 2017 - 18:15

'Mio cugino è il sindaco di New York' su Fandor: il Netflix dei 'nerd'

Il documentario del filmmaker Vincenzo Lerose approda negli Stati Uniti

lerose

Fandor accoglie l'Italia, mentre lo Stivale ancora attende. Ma presto ne sentiremo parlare. Così come è successo con Netflix, l'arrivo da noi sarà lento ma inevitabile. Per ora esiste sono in Stati Uniti e Canada, ma c'è da scommettere che a breve si propagherà in Europa. Di cosa si tratta? Fandor è una piattaforma streaming, proprio come Netflix, su cui è possibile trovare film, documentari e cortometraggi. La differenza sta nei contenuti: Fandor, nata nel 2011, è specializzata in film indipendenti, stranieri, d'autore, grandi classici e documentari. Il tutto disponibile per 10 dollari al mese. Insomma, una sorta di Netflix dei 'nerd'.

E ora al vasto catalogo di Fandor va ad aggiungersi un giovane filmmaker torinese, Vincenzo Lerose, con il suo documentario 'Mio cugino è il sindaco di New York'. La pellicola, che da oggi è disponibile sulla piattaforma in Stati Uniti e Canada e che per il prossimo mese sarà possibile vedere gratis, ha vinto il premio del pubblico come miglior documentario nella scorsa edizione del Piemonte Movie GLocal Film Festival. Poi alcune proiezioni nello Stivale. Ora, è pronta per il grande salto verso gli Stati Uniti dove Lerose organizzerà anche delle proiezioni nel 2017. Il documentario è prodotto da Mu Film di Andrea Deaglio, con il supporto della Lucana Film Commission all'interno dell'iniziativa 'Bando alla crisi'.

Strettamente connesso al rapporto Italia-Usa, 'Mio cugino è il sindaco di New York' prende spunto dalla visita di Bill De Blasio nel 2014, poco dopo l'elezione a sindaco della Grande Mela, nei suoi luoghi d'origine in Italia: precisamente a Grassano, in provincia di Matera. I preparativi e il fermento nel paese per il suo arrivo diventano la scusa per raccontare la migrazione, soprattutto dei più giovani, che abbandonano le piccole comunità di provincia per spostarsi nelle grandi città. Ma c'è anche spazio per un altro punto di vista: quello dei migranti che dall'estero arrivano in Italia per cercare lavoro, e dopo tanto peregrinare finiscono nei campi nei paesini del sud.

In un momento in cui gli Stati Uniti attraversano, dopo l'elezione alla Casa Bianca di Donald Trump, grandi conflitti sul tema delle migrazioni, il documentario di Lerose offre una prospettiva diversa: un caso particolare che però può essere espanso e applicato al macrosistema. La migrazione come naturale conseguenza della ricerca del proprio posto nel mondo, ovunque sia.

Scritto da 
  • Chiara Troiano
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