Giovedì 07 Dicembre 2017 - 08:30

Delitti del tallio, arrestato il nipote. "Seguiva una setta"

Monza, Matteo Del Zotto, 27 anni, ha ucciso nonni e zia con il veleno. Chiuso, introverso, ma pericoloso. Ha detto: "Non saprete mai perché"

Milano, risolto dai carabinieri il giallo del tallio

Un ragazzo chiuso e introverso, ma anche un assassino spietato che secondo gli inquirenti "avrebbe potuto colpire ancora". Risolto con l'arresto del colpevole il mistero del delitto del tallio. Mattia Del Zotto, un giovane di 27 anni di Nova Milanese (Monza) è in carcere con l'accusa di aver ucciso i nonni e la zia, utilizzando la micidiale sostanza. I carabinieri di Nova Milanese e Desio hanno dato esecuzione questa mattina a un'ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip del Tribunale di Monza. Il giovane è ritenuto responsabile del triplice omicidio del nonno 94enne Giovan Battista Del Zotto e di una zia 67enne, Patrizia Del Zotto (morti il 2 ottobre) e della nonna 83enne, Gioia Maria Lina Pittana (morta il 13 ottobre). Al 27enne viene contestato anche il tentato omicidio di altre 5 persone (nonni materni, marito della zia deceduta, altra zia e badante dei nonni paterni). Mattia Del Zotto ha ammesso gli omicidi e avrebbe spiegato agli inquirenti di aver voluto "colpire soggetti impuri".  Poi ha aggiunto: "Non saprete mai perché l'ho fatto". La madre ha spiegato che Mattia da qualche tempo stava seguendo una setta religiosa.

 

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L'arresto - I carabinieri hanno arrestato Mattia Del Zotto dopo aver trovato in casa sua a Novate Milanese sei boccette di tallio con 60 grammi di sostanza chimica. Trovate anche le ricevute del relativo acquisto nelle bozze di un account email sul suo portatile. Del Zotto aveva già utilizzato 10 grammi di veleno. Il tallio é stato acquistato in contanti da una ditta di Padova il 15 settembre scorso, ma gli scambi di email per prendere informazioni sulla sostanza chimica sono della fine del mese di giugno. Il 27enne si era informato anche sulla possibilità di acquistare dell'arsenico.

Le boccette di tallio - In un primo momento il giovane assassino ha detto di non aver intenzione di aiutare i carabinieri nelle indagini ma, poi, è stato lui stesso a indicare dove aveva nascosto le boccette di veleno ancora inutilizzate. Le cinque confezioni di veleno intonse erano conservate nella cantina della sua casa di via Fiume a Novate Milanese. L'allarme è scattato il 13 novembre scorso, dopo l'avvelenamento dei nonni materni del giovane, della loro badante e di uno zio. I carabinieri a quel punto hanno concentrato le indagini sul 27enne per acquisire i dati contenuti sul suo pc e sul suo cellulare.

"Non saprete mai perché" - Da due anni, Mattia Del Zotto si era isolato in casa e chiuso in se stesso. Gli stessi genitori lo hanno riferito ai carabinieri che, ieri sera, sono andati ad arrestarlo nella casa di famiglia di via Fiume. Del Zotto lavorava come magazziniere, ma negli ultimi 24 mesi aveva lasciato il suo impiego e si era isolato in casa e trascorreva tutto il giorno davanti al computer. L'uomo, quando i militari sono arrivati a lui, è rimasto impassibile. "Di fronte all'evidenza ha ammesso quasi subito, ma non ha tradito emozioni", ha spiegato Mansueto Cosentino, comandante dei carabinieri di Cesano Maderno che ha coordinato le indagini. Pare abbia detto ai carabinieri che lo interrogavano: "Non saprete mai perché l'ho fatto". Poi avrebbe aggiunto: "E' stato per convenienza".

La setta religiosa -

"Mio figlio ultimamente, ci ha detto di non essere più cattolico e che sta seguendo una religione" di cui non ha dato dettagli. Lo ha raccontato ai carabinieri la madre di Mattia Del Zotto. "La mia deduzione è che si tratti di une specie di setta. Questo nuovo stile di vita è ispirato a suo dire e se non ricordo male, da un gruppo chiamato 'Concilio Vaticano II'".

Ce l'aveva col Papa - Il verbale della deposizione della madre di Del Zotto è contenuta nelle 27 pagine dell'ordinanza di custodia cautelare firmata dal gip di Monza, Francesca Centonze. "Una volta mio figlio mi ha fatto vedere un video di Papa Francesco in cui c'era il Papa che guardava una coppia ballare il tango, criticando appunto il comportamento del Papa", ha aggiunto la donna spiegando che in un'altra occasione le aveva fatto vedere un video con una voce "metallica" che le aveva "fatto paura". "Mattia ai funerali dei nonni e della zia non è neppure venuto - aggiunge la madre - sono anni che non entra in una chiesa". Tante sono le stranezze del figlio che la donna racconta ai carabinieri.

Rifiutava nonni e zii - Il 27enne non voleva avere contatti con i nonni e con gli zii. "Quando mio suocero è stato ricoverato a giugno dello scorso anno, mio figlio con lui e anche con mia suocera non ha più voluto avere niente a che fare - ha proseguito la madre - e da allora a oggi non è mai entrato a casa loro". Lo stesso avveniva con gli zii e quando la nonna paterna andava a trovarlo: "Mattia si è limitato a salutarla e poi si richiudeva subito in camera sua". Nell'ultimo periodo, poi, il ragazzo, aveva eliminato dalla sua stanza molti oggetti e soprammobili, tenendo "solo l'essenziale". Non voleva la tv in camera, e quando guardava qualche programma con i genitori non tollerava le pubblicità.

Staccava l'elettricità - Prima di dormire, poi, staccava tutte le prese elettriche. Anche la sua alimentazione era cambiata: consumava solo "l'essenziale", "eliminando quasi completamente dolci e alcolici". Il 27enne ha raccontato agli inquirenti "di aver avviato un percorso di conversione alla fede ebraica da circa tre anni". "Non ho rapporti più approfonditi con i mie parenti - ha ammesso - . Ritengo che, per il semplice fatto ce esono dei parenti, non debba necessariamente avere un rapporto di affetto così approfondito con loro. Così come con i mei genitori non ho un rapporto di profondo dialogo".

"Pericoloso" -

E secondo il Gip che ha convalidato l'arresto, Mattia Del Zotto "è a elevatissimo il rischio di recidiva. Nonostante la formale incensuratezza e la giovane età - si legge nella carta -, l'indagato ha mostrato una lucida spregiudicatezza, colpendo ancora anche mentre le indagini erano in corso". Il 27enne, infatti, dopo aver avvelenato i nonni paterni e una zia, uccidendoli, il 13 novembre ha intossicato anche i nonni materni, la badante e uno zio. A casa sua sono stati trovati 5 dei 6 flaconi di tallio che aveva comprato il 15 settembre scorso da una ditta di Padova, pagandoli in contanti. Per il gip c'era il rischio concreto che il 27enne potesse "utilizzarlo nuovamente".

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