Martedì 13 Agosto 2013 - 09:30

Nave incagliata simbolo tsunami Giappone sarà distrutta: lo hanno deciso i cittadini

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Kesennuma (Giappone), 13 ago. (LaPresse/AP) - Il peschereccio incagliato Kyotokumaru, divenuto simbolo della tragedia dello tsunami dell'11 marzo 2011, sarà distrutto. È quanto ha deciso la città di Kesennuma che ha rimesso nelle mani dei cittadini il futuro della nave, lunga 60 metri e dal peso di 330 tonnellate. Alcuni, tra cui il sindaco Shigeru Sugawara, avrebbero voluto preservarla come monumento del dolore. Altri volevano solo che quel dolore passasse, anche dalla vista. E così, dopo il voto, la città ha annunciato che il peschereccio sarà smantellato. Su 14.083 persone interpellate, il 68% ha votato per questa opzione. Solo il 16% ha chiesto che venisse mantenuta al suo posto.

 

LA TRAGEDIA. Lo tsunami che fece seguito al terribile terremoto di magnitudo 9.0 uccise quasi 19mila persone e trascinò la barca da un molo fino all'area residenziale, per 750 metri, nella cittadina dove vivevano circa 70mila persone. Ancora oggi regolarmente la popolazione si reca sul posto per pregare e depositare dei fiori. Lo smantellamento inizierà nel giro di poche settimane. Dopo la tragedia, i detriti e gli edifici distrutti sono stati ripuliti e rimossi, ma la barca no, è lì da oltre due anni.

 

I PRO E I CONTRO. Yoshimi Abe, casalinga di 72 anni e residente della città, è tra coloro che hanno votato per sbarazzarsi della nave. "È solo un costante ricordo del terribile disastro. Quando cammino verso di essa ogni mattina, il mio cuore soffre", commenta la donna. La casa dove lei è cresciuta da bambina è stata distrutta dallo tsunami e ora vive in una abitazione temporanea. Al contrario, Shigeru Saito, 80 anni, voleva preservare l'imbarcazione, vedendo in essa anche un motivo di attrazione. "Mio figlio - spiega - ha un negozio in un mercato temporaneo vicino a Kyotokumaru. Molti dei suoi clienti sono visitatori che arrivano da fuori e che si recano a vedere la nave.

 

LA RICOSTRUZIONE. Molti abitanti giapponesi, soprattutto i giovani, hanno paura di tornare a vivere nelle zone distrutte. Alcune aree rimarranno città fantasma per decenni, a causa delle radiazioni sprigionate dalla centrale nucleare di Fukushima Daiichi, gravemente danneggiata dal sisma e dallo tsunami. Per ora l'imbarcazione ancora svetta sui quartieri rasi al suolo ed è circondata da mazzi di fiori lasciati dalla popolazione. La gente prega e scatta foto. Alcuni la guardano soltanto. La compagnia di pesca Fukushima, proprietaria della Kyotokumaru, ha firmato un contratto con un'organizzazione no profit che ricicla le barche e che procederà all'operazione. Dispiaciuto il sindaco Sugawara, che ha commentato: "Volevo lasciare un simbolo visibile di quanto avvenuto qui alle future generazioni. La decisione è stata presa e non c'è molto altro che possiamo fare".

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  • redazione web
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