Mercoledì 17 Giugno 2015 - 15:55

Nel 2014 'Paperoni' nel mondo salgono a 14,6 milioni, in Italia +7,7%

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Milano, 17 giu. (LaPresse/Finanza.com) - Il numero di super ricchi nel mondo e il loro livello di ricchezza toccano nuovi record. Il miglioramento della situazione economica e le performance del mercato azionario hanno contribuito a creare nel corso del 2014 quasi 1 milione (per l'esattezza 920.000) di nuovi milionari a livello globale. I Paperon De' Paperoni, chiamati in gergo finanziario High Net Worth Individual (HNWI), sono cresciuti sia di numero sia di patrimonio, toccando rispettivamente 14,6 milioni di persone e 56.400 miliardi di dollari. Questi i dati emersi dal World Wealth Report 2015, pubblicato oggi da Capgemini e da RBC Wealth Management. "Il 2014 ha segnato il sesto anno consecutivo di crescita per il mercato High Net Worth grazie ai sostenuti ritorni del mercato azionario e alle favorevoli performance dell'economia che hanno permesso un aumento della ricchezza di circa il 7% dopo la crescita a due cifre dell'anno precedente", ha dichiarato George Lewis, group head di RBC Wealth Management & RBC Insurance.

In America i patrimoni più alti, ma è l'Asia a contare più milionariSebbene il Nordamerica continui a guidare la classifica in termini di patrimoni (con 16.200 miliardi di dollari), è l'area dell'Asia-Pacifico a contare il maggior numero di super ricchi rispetto a qualunque altra regione al mondo. "L'Asia-Pacifico ha guidato la crescita della ricchezza quest'anno arrivando a superare di poco il Nordamerica per diventare il nuovo leader in termini di popolazione HNWI - ha sottolineato Lewis - guardando ai prossimi anni ci aspettiamo che l'Europa possa diventare un significativo elemento di impulso dei patrimoni HNWI parallelamente alla sua ripresa economica". In Europa popolazione e patrimoni dei super ricchi sono cresciuti del 4% a causa delle scarse performance economiche e dalla contrazione dei mercati azionari nella maggior parte dei Paesi. Anche l'Italia ha seguito il trend globale di crescita, segnando un +7,7%, raggiungendo i 218.900 di Paperoni nel 2014. Fa da contrasto invece l'America Latina, l'unica regione che nel 2014 ha segnato una diminuzione del numero dei milionari (-2%) e della loro relativa ricchezza (-0,5%) a causa soprattutto della flessione dei prezzi delle commodity e della conseguente debolezza dei mercati azionari. 

Da un punto di vista nazionale, Cina e Stati Uniti hanno contribuito a oltre la metà (52%) della crescita globale della popolazione dei milionari. L'India si è affermata al primo posto per la crescita sia della popolazione dei super ricchi (26%) che della ricchezza (28%) grazie alle effervescenti performance del mercato azionario e alla riduzione dei costi legati alla significativa importazione petrolifera. A seguire la Cina, che ha accresciuto popolazione e patrimoni rispettivamente del 17% e del 19% grazie all'aumento del Pil, al rafforzamento delle esportazioni e alle performance moderatamente positive del suo mercato azionario.

Gli investimenti azionari hanno superato la liquidità come asset preferito dai super ricchi totalizzando il 27% dei portafogli, secondo i risultati del sondaggio Global High Net Worth Insights Survey.

Il mix dei portafogli è allocato su immobili (20%), reddito fisso (16%) e investimenti alternativi (10%). Per le loro scelte di investimento, i milionari si affidano per la maggior parte ai gestori (il 30% di loro), e poi ai familiari (il 27%) e agli amici (il 22%). La loro ricchezza è destinata a raggiungere i 70.000 miliardi di dollari entro il 2017In prospettiva, lo studio prevede che i patrimoni globali di questi ricconi possano aumentare di quasi l'8% annuo dalla fine del 2014 al 2017, arrivando a 70.500 miliardi di dollari. In testa a questa crescita vi sarà l'Asia-Pacifico con un incremento previsto del 10,3%. Con un cambio di rotta rispetto agli ultimi anni ci si attende che l'Europa assuma un maggior ruolo quale motore di crescita dei patrimoni milionari con un tasso dell'8,4% annuo in conseguenza di un rinnovato ottimismo verso una ripresa più sostanziale all'interno della regione. Viceversa, si prevede che i patrimoni dei super ricchi nordamericani cresceranno di un più modesto 7%.

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  • redazione web
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In collaborazione con il Centro di Eccellenza Jean Monnet dell'Università di Milano