Giovedì 09 Novembre 2017 - 18:30

Noel Gallagher scrive di gioia e speranza: "Le notizie sono noiose"

L'ex Oasis ne ha per tutti: da Dave Grohl ai Green Day

Dalla nascita degli Oasis sono passati più di 25 anni, ma per Noel Gallagher il tempo sembra essersi fermato. A Milano per presentare il suo nuovo lavoro con gli High Flying Bird, l'album Who built the moon? in uscita il 24 novembre, e dove tornerà come ospite di X Factor il prossimo 30 novembre, il cantante mostra però una versione di sé "rivoluzionaria", come la definisce lui e piena di felicità.

"Secondo me è fin troppo facile per chi fa canzoni prendere le notizie e metterle in musica. Scrivere brani che parlano di gioia e di speranza è un atto rivoluzionario". La stoccata è per tanti colleghi: "La musica a base di chitarre è diventata urlare. Dave Grohl cosa urla a fare? I Green Day, il tizio dei Queens of the Stone Age gridano prendendo spunto dalle notizie, ma chi vuole musica che parli dell'attualità? Sono cose noiose. Donald Trump è noioso, la politica è noiosa. C'è quel ciccione in Corea del Nord che è buffo, fa ridere ma è noioso. Che senso ha fare questo? Secondo me è rivoluzionario fare canzoni che parlano di gioia e di speranza. E qui lo dico: io sono un rivoluzionario".

Anche il sound del disco è rinnovato, Gallagher lo definisce "cosmic pop", che poi è rock come "libertà di fare quello che vuoi", senza dover necessariamente pensare "ai giubbotti di pelle o al bere Jack Daniel's. Proprio questo secondo lui, insieme alla musica urlata, ha ucciso questo genere: "Non è che non mi piacciano le band, ma gridano tanto. Per me il rock ha ucciso il rock'n roll". Ma qualcuno, lo salva? "Gli U2, i Kasabian e i Primal Scream".

Ad aiutarlo in questo nuovo percorso musicale, il produttore David Holmes di cui si sente l'influenza nelle undici tracce: "La sua idea era quella di non farmi scrivere niente a casa da solo senza di lui perché voleva portarmi in una direzione musicale ben precisa. E ogni volta che cantavo o suonavo qualcosa che anche lontanamente ricordasse gli Oasis o gli High Flying Birds mi fermava. Per il primo anno è stato anche un po' frustrante, ero confuso. Ma appena ho capito in che direzione stavamo andando ho cominciato a divertirmi".

Nonostante il cambio di rotta, Gallagher non rinnega il passato e del documentario Supersonic, che racconta la storia degli Oasis ed è uscito l'anno scorso, dice "mi piace molto, altrimenti non avrei partecipato. Secondo me parla di una storia che non verrà più raccontata: una band venuta dal nulla in poco tempo e diventata la più grande al mondo".

Una frecciata al fratello Liam, però, la riserva: "È pazzesco, sembra arrabbiato ma non so il perché. Se lo capite, ditemelo. Secondo me ha bisogno di andare da uno psichiatra". Arrivato a 50 anni, compiuti il 29 maggio, Gallagher racconta di avere scoperto "uno spirito di avventura" che non sapeva di avere e di "trattare ogni tour come se fosse l'ultimo". Orgoglioso del suo lavoro e di quello che fa, non ha problemi neanche nel commentare l'attualità. "La Regina non paga le tasse? Che sorpresa", commenta ironico quando gli si chiede dei Paradise Papers. "Non mi interessa, so solo che io ne pago troppe". E il calcio, con Pep Guardiola alla guida del suo Manchester City? "È un messia, il calcio che stiamo vedendo è fra i migliori che ci stiano mai state. Fra l'altro è uno dei meglio vestiti nel mondo del calcio. Mi dispiace per il Napoli".

Scritto da 
  • Chiara Troiano
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