Giovedì 14 Settembre 2017 - 11:15

Omicidio Noemi, il fidanzatino si difende: "Voleva uccidere la mia famiglia"

Il procuratore capo: "Il giovane era lucido e chiaro nella ricostruzione dei fatti, non è un soggetto psichiatrico"

Castrignano del Capo, ritrovamento del corpo di Noemi Durini

"L'ho ammazzata perché premeva per mettere in atto l'uccisione di tutta la mia famiglia": così avrebbe detto agli inquirenti, alla presenza del proprio legale, il diciassettenne sottoposto da mercoledì 13 settembre a fermo per l'omicidio volontario di Noemi Durini, la sedicenne di Specchia il cui cadavere è stato trovato, sepolto dalle pietre, a 11 giorni dalla sua scomparsa. La stessa versione è stata fornita anche dal padre del ragazzo a Chi l'ha visto: Noemi avrebbe voluto uccidere la famiglia del suo fidanzatino.

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Il procuratore capo del Tribunale dei minori di Lecce, Maria Cristina Rizzo, però, non ha voluto commentare le dichiarazioni. A LaPresse, però, ha spiegato che "Il giovane era lucido e chiaro nella ricostruzione dei fatti, non ha avuto crisi di pianto o momenti di sconforto, dal punto di vista emotivo e di ricostruzione dei fatti non evidenziava disagio di tipo psichico". Rizzo ha assistito, insieme al sostituto procuratore Anna Carbonara, all'interrogatorio di ieri sera e precisa che "non è vero che il minore è soggetto psichiatrico in senso proprio del termine" e che sono in corso accertamenti sulle vicende per cui sarebbe stato sottoposto a Tso. 

"L'interrogatorio alla caserma di Specchia non è stato lunghissimo, si è trattato di un ascolto", precisa il procuratore Rizzo, cominciato alle 20.21 e finito alle 21.55, poi vi sono state le procedure di rito. Il giovane ha reso delle dichiarazioni spontanee sul luogo della collocazione del cadavere e dopo l'interrogatorio è stato trasferito in un centro di primo accoglienza di rilevanza penale.

All'uscita dalla caserma urla, insulti e fischi sono stati rivolti al 17enne che, felpa col cappuccio calato sulla testa e scortato dai militari, ha salutato la folla facendo le linguacce, scatenando la rabbia dei presenti, alcuni dei quali hanno anche rincorso l'auto dei carabinieri.

Orlando manda gli ispettori -

Il ministro della Giustizia Andrea Orlando, secondo quanto si apprende, ha disposto tramite l'ispettorato accertamenti preliminarisul caso dell'omicidio di Noemi Durini. Lo scopo dovrebbe essere quello di verificare se l'omicidio della ragazza poteva essere evitato. La famiglia di Noemi, infatti, aveva presentato esposti sul comportamento violento di L.M. e sulle minacce (e forse le violenze) che la ragazza aveva ricevuto.

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