Giovedì 07 Settembre 2017 - 22:00

Nord Corea, Seul e Mosca: Guerra non ci sarà. Si lavora a sanzioni

La conferma arriva dal presidente sudcoreano, Moon Jae-in, e da quello russo, Vladimir Putin

Russian President Vladimir Putin and his South Korean counterpart Moon Jae-in attend a meeting during the Eastern Economic Forum in Vladivostok

La guerra in Corea del Nord non ci sarà. Ad affermarlo sono in successione il presidente sudcoreano, Moon Jae-in, e quello russo, Vladimir Putin, al forum economico di Vladivostok. Intanto, la Cina annuncia che appoggerà nuove "misure" contro Pyongyang, a patto che siano associate al dialogo. Gli Usa e altri Paesi premono infatti per nuove sanzioni Onu, dopo il potente test nucleare condotto dal regime, apice di una lunga lista di lanci di missili balistici e test atomici. La Russia resta invece ferma sulla certezza che le sanzioni siano inutili. E l'Unione europea pensa a proprie sanzioni, discusse in un incontro dei ministri informale dei ministri di Esteri e Difesa a Tallinn. Ma Pyongyang, tramite una delegazione a Vladivostock, promette "potenti contromisure".

SEUL E MOSCA: NIENTE GUERRA. "Nella penisola coreana, come in tutta la regione, non ci sarà una guerra. Posso dirlo con certezza", ha detto Moon, invocando sanzioni "più dure" affinché Pyongyang rinunci allo sviluppo di armi nucleari. Putin gli ha fatto eco: "Sono sicuro che le cose non arriveranno a un conflitto, men che mai con armi di distruzioni di massa".

TRUMP: PREFERIREI NON USARE LA VIA MILITARE. "L'azione militare sarebbe certamente un'opzione" ma "non è inevitabile", "preferirei evitarla". Così il presidente americano Donald Trump, in conferenza stampa sulla questione dopo che per mesi ha usato una retorica incendiaria, minacciando anche "fuoco e furia" se provocato. LE SANZIONI ONU. Per Pechino, il Consiglio di sicurezza Onu deve "adottare le misure necessarie", anche se le sanzioni sono solo parte della soluzione e devono essere accompagnate da negoziati. Putin ha "condannato con decisione" i test di Pyongyagn, ma ha ribadito che la crisi va risolta con mezzi politici, in particolare con la roadmap proposta da Mosca e Pechino. Secondo una bozza di risoluzione che Reuters ha potuto vedere, gli Usa chiedono un embargo sul petrolio, il divieto di esportazioni di tessuti e di assunzione di lavoratori nordcoreani all'estero, lo stop ai viaggi e il congelamento dei beni per Kim Jong-Un.

LE SANZIONI UE. L'alta rappresentante per la Politica estera dell'Unione europea, Federica Mogherini, a Tallin ha confermato che è stato deciso di appoggiare l'adozione di "più misure in termini di restrizioni economiche" all'Onu, e di lavorare e "misure autonome dell'Ue". "Tutta questa pressione", ha affermato Mogherini, "è finalizzata ad aprire vie di dialogo diplomatico che, per il momento, non sono disponibili".

IL REGIME MINACCIA. "Risponderemo al barbaro complotto sulle sanzioni e alla pressione degli Stati Uniti con potenti contromisure", ha tuonato la delegazione nordcoreana a Vladivostok. Ha anche accusato Seul e Tokyo di sfruttare il forum per fare "politica sporca", concentrandosi su Pyongyang invece di discutere di cooperazione economica.
 

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