Mercoledì 27 Giugno 2018 - 16:30

Olimpiadi 2026, la mossa disperata di Chiamparino per riacquistare centralità

Il governatore della Regione cerca nuovi spazi e chiede un incontro a Giorgetti. Ma per risollevare le sorti della Torino olimpica i suoi slanci a scoppio ritardato non sono sufficienti

Consiglio Regionale del Piemonte

Nulla è chiaro sulla candidatura italiana per le Olimpiadi invernali del 2026. Il motivo è semplice: il Coni non ha ancora scelto la 'host city' da presentare al Cio perché a sua volta il governo appena nato deve ancora decidere quale dei tre progetti abbracciare. Cortina, Milano e Torino, in stretto ordine alfabetico, sono in ballo ormai da mesi, con alcune sottili differenze: Cortina sta lavorando sottotraccia, Milano non ha bisogno di sbattersi troppo essendo favorita e preferita da molti, Torino giorno dopo giorno lascia spazio a un inconcepibile spettacolo di harakiri.

La opzione-Torino (accettata o rigettata, in questo senso ha poco rilevanza) sta mettendo alle corde la sindaca Chiara Appendino, ormai sempre più sola: non solo per i Giochi, ma anche per parecchio del resto. In suo aiuto, in realtà per se stesso, è sceso in campo Sergio Chiamparino, governatore della Regione che, snobbato dal palazzo della politica romana e in odore di ricandidatura, da un po' di tempo sta cercando in tutti i modi di ri-accreditarsi all'onor del mondo. Ci ha provato con la Tav, rivendicando la centralità della Regione Piemonte, ha compiuto la stessa operazione di immagine per le Olimpiadi. E come lo ha fatto? Rivangando romanticamente il successo del 2006 (quando indossava la fascia di primo cittadino) e chiedendo un incontro al sottosegretario Giorgetti. Come dire: io sì che sono in grado di fare prendere la deriva giusta al governo italiano, gli altri no.

Al di là dell'appuntamento e dell'esito dello stesso, non sono gli slanci a scoppio ritardato di Chiamparino a poter risollevare le sorti della Torino olimpica, quanto piuttosto la compattezza della maggioranza in Consiglio comunale. Ed è certo che l'incertezza e la fragilità mostrate sotto la Mole sono poco rassicuranti per chi deve decidere. Anche perché le alternative esistono e sono di ottimo livello.

Scritto da 
  • Vittorio Oreggia
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