Domenica 04 Marzo 2018 - 21:15

Oscar 2018, è la grande notte. Il red carpet, poi la cerimonia

Tra i favoriti 'La forma dell'acqua' di Guillermo del Toro e 'Tre manifesti a Ebbing, Missouri' di Martin McDonagh

US-ENTERTAINMENT-OSCARS

Al via alla cerimonia di consegna degli Oscar, dove sono favoriti 'La forma dell'acqua' di Guillermo del Toro e 'Tre manifesti a Ebbing, Missouri' di Martin McDonagh, nella prima edizione successiva allo scandalo Weinstein.

Il film favorito è 'Tre manifesti a Ebbing, Missouri' del britannico McDonagh, secondo il sito specializzato Goldderby.com. Con sette nomination, tra cui a Frances McDormand come attrice protagonista e a Sam Rockwell e Woody Harrelson come attori non protagonisti, la pellicola mette in scena con humour nero la storia di una madre in lutto, che vuole a ogni costo far ripartire le indagini sull'omicidio della figlia.

SCHEDA: Oscar 2018: tutti i candidati

Gli fa concorrenza 'La forma dell'acqua' di Del Toro, che ha raccolto il numero più alto di nomination, avendone collezionate 13. Il messicano, secondo le previsioni, sarà premiato come miglior regista per il fiabesco racconto di un amore tra una donna e un mutante. In gara c'è anche Christopher Nolan con 'Dunkirk', dramma ambientato nella seconda guerra mondiale, che ha raccolto otto nomination. Finalista per il premio a miglior film anche 'L'ora più buia' di Joe Wright, che racconta gli stessi episodi di quella guerra, ma dal punto di vista britannico attraverso la battaglia politica del premier Winston Churchill.

Gary Oldman, magnetico e irriconoscibile sotto il trucco e il silicone, è il favorito per l'Oscar come miglior attore. Principale sfidante per lui è il 22enne franco-britannico Timothée Chalamet, che ha sedotto Hollywood interpretando l'adolescente innamorato de 'Chiamami col tuo nome' di Luca Guadagnino. Per questo film, l'89enne James Ivory che ne ha curato la sceneggiatura potrebbe vincere il primo Oscar della sua lunga carriera.

Anche la pioniera della Nouvelle-Vague Agnès Varda, anch'ella 89enne, potrebbe ottenere una statuetta per il suo documentario 'Visages, Villages', corealizzato con l'artista francese JR. Varda ha già ricevuto a novembre un Oscar alla carriera. Oltre al cinema, alla cerimonia "ci sarà sicuramente della politica nel monologo introduttivo di Kimmel", prevede inoltre Tim Gray, uno dei responsabili degli Oscar per Variety.

E i premiati parleranno probabilmente dei movimenti #MeToo e Time's Up, che si oppongono alle molestie sessuali, di diversità nell'industria filmica, e di #NeverAgain, il movimento contro la violenza con armi da fuoco. Questo mentre il mondo del cinema è ancora sotto shock per lo scandalo legato al produttore Harvey Weinstein, accusato di molestie sessuali e stupri da un centinaio di star tra cui Angelina Jolie e Gwyneth Paltrow. Lo scandalo ha travolto non solo Weinstein, ma anche altri potenti uomini di Hollywood, tra cui Kevin Spacey o il produttore Brett Ratner. L'Academy ha escluso Weinstein e promesso riforme.

L'Academy of Motion Picture Arts and Sciences è sotto i riflettori anche a causa dello scivolone dello scorso anno, quando era stato annunciato il titolo sbagliato per il Miglior film: 'La La Land' di Damien Chazelle invece di 'Moonlight' di Barry Jenkins. Il comico Jimmy Kimmel, conduttore della serata per la seconda volta consecutiva, ha promesso che quell'errore non si ripeterà, e che se invece si verificasse "tutti quelli che lavorano per Abc" (l'emittente che trasmette la serata) sarebbero cacciati. E per non ripetere l'erroraccio sulla proclamazione del 2017, causato da una busta sbagliata consegnata ai presentatori Warren Beatty e Faye Dunaway (che avranno una seconda chance quest'anno), l'istituzione ha annunciato nuovi protocolli che prevedono anche "ripetizioni", "il ritiro di apparecchi elettronici dal backstage e il miglioramento della verifica delle categorie dei premi sulle buste". 

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