Lunedì, Marzo 7, 2016 - 15:45

Perchè stecca la sinistra del Pd

Fa specie leggere le dichiarazioni degli uomini del Pd dopo l'esito delle primarie. Soprattutto a Roma e Milano. Sembra il solito post partita, in questo caso elettorale, dove tutti hanno vinto o se hanno perso la colpa è dell'arbitro oppure del maltempo che ha reso pesante il terreno di gioco. O meglio per la disaffezione di una parte dei cittadini che hanno preferito stare a casa invece di affollare i gazebo.

Il risultato apparte incontrovertibile: i candidati di Matteo Renzi hanno vinto la partita contro la sinistra interna e contro tutti gli altri. Roberto Giachetti ha surclassato Roberto Morassut con un classico 6 a 2 (più del 60% contro il 28%). Valeria Valenti ha superato di misura Antonio Bassolino (43,7 a 42,2) ma qui stiamo parlando della sconfitta di un veterano della politica ancora sostenuto da tantissimi elettori della sinistra. Un testa a testa incredibile dove il nuovo e il vecchio si sono contesi la nomination.

Fa piacere leggere che Roberto Speranza, sostenitore di Morassut a Roma,, abbia dichiarato che si batterà per far vincere Giachetti come candidato sindaco Mentre Alfredo D'Attorre, fuoriuscito dal Pd, sostiene che bisogna riflettere sul dato d'affluenza inferiore alle attese: "A molti non piace questo Pd".

Va bene tutto ma ho l'impressione che il popolo delle primarie non si lasci influenzare dalle analisi di comodo. Va in massa a Napoli, partecipa con forza a Roma, designa i suoi candidati alla poltrona di sindaco. A cosa serve sminuire il successo dell'avversario che fa parte della stessa famiglia ma non ti piace? Boh, non ho mai capito questa tendenza tafazziana della sinistra a farsi del male, a chiedere congressi nell'anno in cui non si devono svolgere. A ostacolare ogni mossa del segretario-presidente che ha ottenuto il 40% dei consensi alle Europee con qualsiasi pretesto. La dialettica ha una funzione rigeneratrice all'interno di un partito. Guai se tutti fossero schierati dalla stessa parte. Non farebbe bene neppure a Renzi avere un popolo di plaudenti a ogni sua iniziativa. Ma la polemica per la polemica, il dissenso continuo non porta vantaggi ma dà semmai la sensazione di avere a che fare con un partito caotico, con poche idee e pure confuse.

I test elettorali, in democrazia, servono a legittimare chi governa o chi vuole governare. Atteniamoci a quelli. Saranno poi i romani e i napoletani a decidere se i candidati degli altri partiti sono portatori di valori e idee più forti. Se ogni volta che si chiede qualcosa al cittadino si risponde con un "sì ma ci vuole benaltro" non faremo mai passi avanti. Diamo valore allo strumento delle primarie oppure qualcuno pensa che sia meglio tornare alle designazioni dirette dei capi partito? Meglio riflettere prima di spazzare via un esempio di democrazia allargata.

 

Pubblicato da 
Mercoledì, Febbraio 10, 2016 - 10:30

Elton John è un vero sir, Gasparri è solo un sen

Tutti si aspettavano il botto: arriva Elton John a Sanremo, farà un comizio sulle unioni civili e sul matrimonio gay, spiegherà come ha avuto i figli, mostrerà suo marito a milioni di persone. E così la canzone del Festival sarebbe stata seppellita sotto una valanga di polemiche. D'altronde le premesse c'erano tutte. Il senatore Gasparri si era espresso con rudezza: "Elton John è uno schifo umano, non può venire a Sanremo per fare il guru dell'utero in affitto". Altri, come il senatore, si sono esercitati nel tifo a John da tutte le parti e con parole grevi.

Pubblicato da 
Venerdì, Febbraio 5, 2016 - 15:15

Primarie centrosinistra: una poltrona per quattro

C'è una sorta di virus, senza vaccino, che colpisce la sinistra italiana da sempre: la capacità di farsi male da sola, di elidersi favorendo l'avversario di turno. Le primarie in corso a Milano per designare il candidato sindaco da opporre al centrodestra (ancora senza nome) non si sottraggono a questa tradizione. Per la violenza delle polemiche, per le frecciate che nessuno dei candidati risparmia all'altro, per la visione un po' confusa che si mostra all'elettorato amico.

Pubblicato da 
Martedì, Febbraio 2, 2016 - 10:15

SuperTrump si sgonfia, il sondaggio è un flop

Incontenibille. Irresistibile.Quasi imbattibile. Tutti a sottoscrivere con ampio anticipo la vittoria del miliardario Donal Trump in campo repubblicano nel caucus dello Iowa. Il primo test vero per entrambi i partiti. Ebbene, ancora una volta è sancito il flop dei sondaggi. Questa sorta di ricerca maniacale dell'opinione dei cittadfini-elettori fallisce l'obiettivo.

Pubblicato da