Martedì 18 Aprile 2017 - 18:45

Prince, nuovi dettagli a un anno dalla morte: casa piena di oppiacei

Gli investigatori non hanno ancora identificato chi ha fornito all'artista la dose di antidolorifico rivelatasi poi fatale

Prince, nuovi dettagli a un anno dalla morte: casa piena di oppiacei

A un anno di distanza dalla morte di Prince, scomparso il 21 aprile nella sua residenza Paisley Park, spuntano nuovi dettagli sul caso. Stando a quanto rivelato da alcuni atti giudiziari desecretati ieri, la polizia ha trovato nella casa della pop star una grande quantità di oppiacei. Diverse boccette di pillole riportavano sull'etichetta la dicitura Watson 853, l'identificatore per i farmaci generici a base di idrocodone-paracetamolo. Altri narcotici erano invece nascosti in contenitori di 'copertura', tra cui flaconi di vitamine, sparsi tra camera da letto e armadio.

Gli investigatori, si legge negli atti, sono stati "messi al corrente da alcuni testimoni che Prince nel periodo precedente alla sua morte aveva attraversato un periodo di astinenza e ricadute, che potrebbe essere il risultato di un abuso nell'utilizzo di farmaci". Dalle dichiarazioni giurate e dai mandati di perquisizione è emerso inoltre che alcuni dei forti antidolorifici trovati nell'abitazione del musicista, che si trova vicino a Minneapolis, erano accompagnati da prescrizioni fatte a nome del suo amico e guardia del corpo Kirk Johnson, probabilmente per salvaguardare la privacy di Prince. Sul punto, tuttavia, il legale del bodyguard ha rifiutato di rilasciare commenti.

I documenti svelati ieri comprendono anche ricerche fatte dal computer di Prince, comunicazioni telefoniche con amici e interviste con i suoi collaboratori. Dalle carte emerge che l'artista non utilizzava cellulari e che aveva numerosi account di posta elettronica con diversi alias.

Anche dopo aver scoperto la fornitura di oppiacei, che offusca l'immagine di un Prince dallo stile di vita sano e controllato, il lavoro degli investigatori non finisce qui. Manca, infatti, ancora un elemento importante per chiarire al meglio alcune dinamiche. La causa ufficiale della morte è stata attribuita al sovradosaggio accidentale di fentanyl, potentissima droga ritenuta 50 volte più forte dell'eroina, avvenuta per auto-somministrazione. Tuttavia, gli investigatori non hanno ancora identificato chi ha fornito all'artista la dose dell'antidolorifico rivelatasi poi fatale. Lo scorso ottobre, sempre stando a quanto riportato negli atti giudiziari, la polizia aveva definito l'indagine come "un caso di omicidio", ma nessuno è mai stato incriminato con questa accusa.

Scritto da 
  • Claudia Mingardi
Tags 
Accedi o registrati per inserire commenti.

Ti potrebbe interessare anche

Da Kurt Cobain a Chester: quando gli artisti scelgono il suicidio

Da Kurt Cobain a Chester: quando gli artisti scelgono il suicidio

Il cantante dei Linkin Park si è tolto la vita ieri impiccandosi. Ma è solo l'ultimo della lista di musicisti che hanno trovato nella morte l'unica soluzione ai loro problemi

FILE PHOTO:    Chester Bennington of Linkin Park performs during 2012 iHeartRadio Music Festival in Las Vegas

Morto Chester dei Linkin Park: il cantante si è suicidato

Aveva 41 anni. In passato aveva raccontato di avere pensato al suicidio perché da bambino aveva subito abusi

Francesca Michielin presenta 'Vulcano': E' così che mi sento, esplosiva

Francesca Michielin presenta 'Vulcano': Mi sento esplosiva

Il brano 'incandescente' anticipa il prossimo progetto discografico della cantante che uscirà in autunno

Continua il successo di 'Despacito'. Ma la Malesia la blocca: Oscena

Continua il successo di 'Despacito'. Ma la Malesia la blocca: Oscena

In prima linea contro la canzone 'sconcia', l'ala femminile del partito islamista malese Amanah