Giovedì 07 Settembre 2017 - 17:15

Rai, Gabanelli si autosospende: Non metto faccia su prodotto non mio

L'ex direttrice di Report rifiuta di essere codirettrice di RaiNews 24 insieme ad Antonio Di Bella

Presentazione palinsesti Rai autunno 2016

"Non me la sento di mettere la faccia su un prodotto che non firmo (non essendone il direttore responsabile)", pertanto "ho chiesto oggi al direttore generale di concedermi l'aspettativa non retribuita, fino a quando il Cda avrà varato il nuovo piano news e deciso quegli accorpamenti che sarebbero il preludio per il varo di una nuova testata. Se a quel punto intenderà affidarmi la direzione, troverà la mia disponibilità". Così Milena Gabanelli annuncia la sua autosospensione, respingendo la proposta di assumere la condirezione di Rainews, guidato da Antonio Di Bella, e di occuparsi in particolare di web.

"Purtroppo non mi risulta che i consiglieri siano mai entrati nel merito del progetto, organizzazione e potenzialità", spiega Gabanelli, aggiungendo di aver preso la sua decisione "a fronte di queste considerazioni: certezza di non produrre risultati proporzionali al lavoro svolto, aspettative del pubblico, ruolo della tv di servizio pubblico". "Sembrerà strano ma la Rai, al contrario di tutte le tv del mondo, ha molti telegiornali, ma non ha un portale di news online organizzato in modo da valorizzare il lavoro dei suoi 1600 giornalisti sul web - prosegue l'ex curatrice di Report -. La concessione dice che deve colmare il gap digitale, poiché una grande fetta di popolazione non si informa più attraverso i canali tradizionali, e ad oggi è completamente esclusa dal servizio pubblico pur pagando il canone". Questo, per Gabanelli, è "un fatto gravissimo, di cui sia l'azienda che la commissione di Vigilanza sono consapevoli". L'incarico previsto per la giornalista, a suo dire, "era di preparare le condizioni per poter mettere tutti i 1600 giornalisti Rai (a partire dai corrispondenti esteri e regionali) in condizione di anticipare le notizie sull'online e fornire contenuti realizzati ed informazioni di cui sono depositari, e che, per ragioni di spazio, non possono essere condensate nei telegiornali".

Il Cda della Rai "trova sorprendente e non comprensibile il rifiuto comunicato da Milena Gabanelli - che ricopre da gennaio all'interno di Rai il ruolo di vicedirettore - dell'offerta di condirezione di una delle più importanti testate del servizio pubblico con delega al sito web e al data journalism". "Come certamente anche Gabanelli sa - prosegue la nota del Cda - una nuova direzione di testata del servizio pubblico non può essere varata se non nel contesto del nuovo piano dell'informazione che deve essere predisposto secondo le tappe e i criteri imposti dalla convenzione tra Stato e Rai". A Milena Gabanelli "è stata invece proposta - aggiunge la nota - la costruzione di una redazione di 40 giornalisti (2/3 dei quali selezionati direttamente dalla stessa Gabanelli), potenzialmente in grado di trasformare Rainews.it in un sito competitivo con i maggiori siti degli altri media, anche in considerazione del potenziale derivato dall'impiego estensivo delle sedi di corrispondenza internazionali e delle sedi regionali". Il Cda "ricorda che - pur avendo a più riprese ribadito il proprio apprezzamento per il lavoro della giornalista Gabanelli e la necessità di un immediato rilancio del web Rai - non può governare l'azienda sulla base dei desiderata dei singoli. Esiste una convenzione che impone al Cda stesso criteri molto precisi di riarticolazione delle testate informative Rai per le quali si prevede una riduzione del numero complessivo delle stesse".

Il mondo politico reagisce alla vicenda con toni diversi. Il segretario della Lega, Matteo Salvini, esprime solidarietà a Gabanelli, "valida professionista che inspiegabilmente (o forse spiegabilmente) la Rai renziana ha deciso di lasciare in panchina". "Se Gabanelli non è soddisfatta, la trattativa va ripresa in mano completamente", commenta invece l'ex direttrice del Tg3 Bianca Berlinguer, ora conduttrice della trasmissione Carta Bianca
 

Scritto da 
  • Matteo Bosco Bortolaso
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