Venerdì, Febbraio 5, 2016 - 02:00

Renzi e l'Europa, buone idee pessimo tempismo

Belgio, Summit a Bruxelles

Non fu lo scudo spaziale del repubblicano Reagan a far scoppiare la terza guerra mondiale. Ci andò vicino invece il democratico e idealista Kennedy con la Baia dei porci. Non è stato l'uomo forte della destra Sarkozy - che pure da ministro dell'Interno definì "feccia" i protagonisti delle rivolte delle banlieues - a proclamare lo stato di emergenza e a lanciare una riforma della Costituzione in senso restrittivo per i diritti, lo ha fatto il socialista Hollande. Così ora il rischio è che l'europeista e idealista Renzi riesca a fare ciò che non è riuscito a fare il primo ministro ungherese ultranazionalista Orban: dare la spallata destabilizzante definitiva all'Europa. E ci riesca in nome di una battaglia sacrosanta, la difesa di una manovra espansiva, che non ha tagliato - come Bruxelles chiede - sanità e scuola, ma che ha messo invece un po' più di soldi in tasca agli italiani, nella speranza che questi li spendano e facciano ripartire la ruota dell'economia. Una manovra di sinistra.

Il gesto di andare a Ventotene ad annunciare un progetto per la valorizzazione del luogo in cui fu mandato al confino Altiero Spinelli - l'italiano a cui dobbiamo il sogno dell'Europa - è in controtendenza e indica una battaglia ideale che va nella direzione giusta. Ma quello che Renzi non vede è che questo scontro con Bruxelles rischia di far crollare tutta la costruzione europea.

Se lo zar Nicola II nel 1905 non avesse rifiutato l'offerta di suo cugino, l'imperatore tedesco Guglielmo, di una alleanza tra la Russia e la Germania, forse la prima guerra mondiale sarebbe stata evitata. Ma doveva compiacere gli alleati francesi, che non volevano saperne dei tedeschi. Una singola, apparentemente limitata decisione, ha segnato il destino del continente.

Renzi forse è allo stesso bivio. Gli americani sono in declino (accelerato fatalmente da Obama, proprio perché fa le cose giuste, cioè sceglie la strada multilaterale e non punta sui muscoli), i russi sono imprevedibili, dominati da un uomo forte con ambizioni di potenza, i cinesi si stanno riarmando da tempo e si preparano a una supremazia mondiale anche sul piano militare (non a caso gli Usa pianificano una maggiore presenza militare nel Pacifico). L'Europa ha fatto un errore dietro l'altro: ha trascinato la Grecia nel baratro e poi l'ha umiliata, ha affrontato la questione ucraina in modo debole e contraddittorio, si è fatta prendere dall'isteria di fronte all'ondata di migranti (stringendo infine un accordo con la Turchia autocratica di Erdogan che rappresenta una cura peggiore del male, invece di fare l'unica cosa sensata, regolamentare un canale legale di ingresso) e non è riuscita a dare una vera risposta al terrorismo. Il rischio che implodano prima Schengen e poi l'euro è molto concreto. Non solo, ma il rischio che questo a sua volta dia un contributo decisivo al disordine mondiale che si va preparando da diversi anni è altrettanto concreto.

Renzi fa una battaglia giusta, ma al momento sbagliato e nel modo sbagliato. Speriamo che non occorra augurarsi l'arrivo di un nuovo Reagan.

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Venerdì, Giugno 2, 2017 - 11:45

2 giugno, meglio un omaggio al limite ignoto che al milite

Non posso farci niente, per me la festa della Repubblica è la vittoria della repubblica sulla monarchia, non la festa delle forze armate, che semmai potrebbe rappresentare il suo contrario. Bene ricordare che l'esercito è di grande aiuto nelle aree terremotate, ma non è la sua primaria funzione e lo sappiamo tutti benissimo.

Per fortuna non abbiamo più il passo dell'oca, ma la sensazione che mi provocano le parate militari è sempre la stessa, ed è quella descritta da Orwell:

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Giovedì, Marzo 2, 2017 - 11:00

Francia, ecco perché vincerà Le Pen

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Mercoledì, Novembre 9, 2016 - 10:15

Dobbiamo imparare dal caso Trump? No, erano lezioni già note

Faccio fatica a comprendere il pressoché unanime sentimento di sorpresa che ha suscitato la vittoria di Trump. Trump è un incredibile déjà vu di Berlusconi. Ricordo distintamente quando nel 1994 annunciò la decisione di scendere in politica. Nessuno prendeva seriamente in considerazione l'idea che potesse diventare capo del Governo.

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Venerdì, Ottobre 14, 2016 - 23:00

Migranti, accordo Viminale-Anci: un soprammobile su una mensola storta

Raggiunta l'intesa tra il ministero dell'Interno e l'Anci per una gestione un po' più ordinata dell'accoglienza. Il Viminale si impegna a non posizionare ulteriori strutture di emergenza nei Comuni che già fanno la propria parte e l'Associazione dei sindaci si impegna ad allargare il numero delle città che aderiscono al sistema Sprar (Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati). Obiettivo: pianificare l'accoglienza e garantire una gestione meno caotica.

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Venerdì, Ottobre 14, 2016 - 18:45

Migranti, accordo Anci-Viminale per una gestione più ordinata

 Accordo fatto tra il ministero dell'Interno e l'Anci per programmare l'accoglienza dei migranti su tutto il territorio nazionale: il Viminale si impegna a non posizionare ulteriori strutture di emergenza nei Comuni che già fanno la propria parte e l'Associazione dei sindaci si impegna ad allargare il numero delle città che aderiscono al sistema Sprar (Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati). Obiettivo: pianificare l'accoglienza e garantire una gestione più ordinata.

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