Lunedì 12 Febbraio 2018 - 13:45

Renzi: "Pd è orgogliosamente antifascista, chi picchia un agente è un criminale"

Il segretario dem a Firenze con Minniti. "Giovedì tutti a Stazzema"

Apertura della campagna elettorale del PD

"Quando qualcuno qui in Italia dice che non importa più dire essere antifascista noi siamo qui a ribadire che noi siamo orgogliosamente antifascista e il Pd giovedì alle 10 tutto insieme sarà a Stazzema per aderire all'anagrafe antifascista. Lo facciamo a testa alta portanto i millennial, la nuova generazione". Lo ha detto il segretario Pd Matteo Renzi, intervenendo al teatro Niccolini a Firenze, a un'iniziativa sulla sicurezza alla quale partecipa anche il ministro dell'Interno Marco Minniti.

"Noi che rivendichiamo i valori antifascisti, diciamo con forza e determinazione che chi durante una manifestazione picchia un carabiniere non è un antifascista, ma un criminale - ha continuato Renzi - A chi dice 'Il Pd dove era a Macerata?' Il Pd era a Macerata con il suo sindaco, con il ministro degli Interni, con i suoi uomini da Orlando a Martina, ma lo era anche dopo aver preso una pallottola alla sua sede. Noi non abbiamo paura. Saremmo il primo gruppo parlamentare e il primo gruppo politico il 5 marzo". Minniti si è chiesto: "Cosa c'entrano i valori dell'antifascismo con quel carabiniere a Piacenza? Non c'entrano nulla". 

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Sicurezza. L'obiettivo di oggi, ha continuato Renzi, "è quello di una considerazione, più che mai attuale, sul rapporto tra la sicurezza, la sinistra e il futuro di questo Paese. Perché parliamo di sicurezza in un luogo di cultura? Noi parliamo di sicurezza e cultura insieme. Per noi la sicurezza non è legata alla paura, ma alla nostra identità, alla sfera valoriale. Noi siamo quelli che di fronte al dramma della criminalità intervengono investendo in sicurezza e in cultura. Sulla sicurezza il Pd non prende lezioni da nessuno. Noi parliamo di sicurezza dai sindaci, dalle comunità, dai territori - ha aggiunto - La sicurezza italiana è stata messa alla prova col Giubileo e il G7. Ma altra cosa sono i fenomeni di microcriminalità, che però non sono tali per chi li subisce. Garantire la certezza della pena è la scommessa".

Elezioni. Renzi non ha dubbi. "Il Pd sarà il primo gruppo parlamentare, alla faccia dei gufi. La gente quando vede gli estremisti sceglie il buon senso. Non fidatevi di loro, perché sono estremisti in tutto. Gli estremisti non riposano. Lo sono anche in economia, vogliono uscire dall'euro...ma per andare dove? Noi siamo in una fase in cui le ricette degli estremisti fanno paura su tutto", ha aggiunto. 

Inevitabile un riferimento alla vicenda del candidato massone M5S, Catello Vitiello, avvocato napoletano che non ha intenzione di ritirarsi dalla corsa elettorale. "Ci hanno detto per anni che noi eravamo la massoneria, ma i massoni li candidano loro". 

Per Minniti "nel momento in cui c'è una partita che riguarda il futuro dell'Italia un grande partito si unisce e lavora insieme al suo leader per vincere le elezioni. Questo è la forza di un grande partito, questa è la forza del Pd", ha detto.

Terrorismo. La parola è poi passata a Minniti. Sul tema terrorismo ha spiegato: "Nel 2017, che è stato un anno particolarmente delicato, difficilissimo, a livello internazionale per ciò che riguarda il pericolo terrorismo, abbiamo avuto un incremento turistico senza precedenti. Abbiamo garantito sicurezza e fruibilità perché non abbiamo militarizzato il territorio. Di fronte a un terrorismo che abbiamo definito a prevedibilità zero, l'unica cosa che ci consente di poter fare un passo in avanti è il controllo del territorio, questo non si può fare se non si conosce il territorio. Da qui c'è bisogno di un'alleanza strategica con i sindaci, alleanza strategica tra polizie nazionali e polizie locali", ha osservato il ministro dell'Interno davanti al sindaco Dario Nardella, al prefetto Alessio Giuffrida e alle più alte cariche delle forze dell'ordine e della procura, per firmare un patto per 'Firenze sicura'. "Ritengo - ha aggiunto Minniti - il loro contributo fondamentale. Dobbiamo controllare il territorio senza impedirne la fruibilità. Non possiamo impedirlo in Italia, perché è un Paese bello, non lo possiamo fare a Firenze perché è una città bellissima".

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